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domenica, 25 febbraio 2007

D: "Cos'è quella maglia?"
OB: "E' la settimana della moda a Milano e io mi adeguo. Sto sfilando sul frigorifero."
D: "Ah. E quelle pose? Sono pose da modello?"
OB: "No. La maglia è di lana e mi prude."
venerdì, 23 febbraio 2007
Anche quest’anno è arrivato il carnevale. Personalmente è una ricorrenza che non ho mai sentito molto ma, guardando dalla finestra della mia cameretta da piccolo i bambini correre schiamazzando per le strade vestiti da batman o da spiderman ho sempre provato, in fondo al mio tenero cuoricino, un pizzico di invidia per loro!
In CENSURA anni (fossi matto che vi confesso la mia età!eheh) non ho mai indossato un costume, non ho mai partecipato a una festa in maschera e nemmeno in questi ultimi anni in cui va dilagando la voglia di festeggiare halloween mi sono truccato e mascherato (nonostante le nostre feste di halloween siano ben presto diventate un appuntamento fisso sempre molto aspettato).
Quest’anno, però, è successo qualcosa di veramente inatteso!
Senza volerlo, senza cercarlo e, sinceramente, senza nemmeno rendermene conto mi ritrovo “travestito” da ben un’intera settimana … e guarda caso proprio in occasione del carnevale!
Tra le varie fortune di abitare a Milano c’è anche quella di festeggiare il giovedì e il sabato grasso così per la prima volta potrò sfoggiare orgoglioso il mio mascheramento.
Ora voi sarete tutti curiosi di sapere in cosa io mi sia travestito! Visto che sono buono ve lo confesso subito senza altre reticenze: questa settimana chiamatemi dottore! Sì, dottor House!
Dottore perché in casa mia sembra di essere in un ospedale tra malati veri e immaginari, tra moribondi e “più di là che di qua”, tra misurazioni di pressione e di temperature … House perché da una settimana zoppico e mi hanno dato per camminare un bastone in tutto e per tutto identico a quello di House appunto!
A causa di un piccolo ma dolorosissimo incidente in palestra mi ritrovo ad aver perso momentaneamente l’uso di un ginocchio così zappetto per casa col mio bastone pensando a quale cattiveria acidula potrei dire se fossi lui. E la cosa mi diverte alquanto, beh almeno mi distrai dal dolore tremendo che ho!
mercoledì, 21 febbraio 2007
Essendo alla vigilia di carnevale non potevo certo esimermi dal proporvi una ricetta tradizionale di questo periodo dell’anno: le Chiacchere! Ovviamente in una personale versione light!
Certo le classiche chiacchere fritte nell’olio sono golosissime ma, haimè, decisamente da evitare, così arrivo io in vostro soccorso con una ricetta per prepararle al forno!

Dai prendete farina, uova, burro … e divertitevi a prepararle per il sabato grasso!
Buon carnevale a tutti!
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E se siete a Milano eccovi qui il programma dei festeggiamenti in giro per la città!
domenica, 18 febbraio 2007

OB: "Auguri per un buon San Valentino!"
D: "Sei in ritardo. Era quattro giorni fa."
OB: "Fa niente. Tanto non ho nessuno con cui festeggiarlo."
sabato, 17 febbraio 2007
Qual è la tua data di nascita?
1 gen Melo
1 gen - 11 gen Abete
12 gen - 24 gen Olmo
25 gen - 3 feb Cipresso
4 feb - 8 feb Pioppo
9 feb - 18 feb Cedro
19 feb - 28 feb Pino
1 mar - 10 mar Salice piangente
11 mar - 20 mar Tiglio
21 mar Quercia
22 mar - 31 mar Nocciolo
1 apr - 10 apr Sorbo selvatico
11 apr - 20 apr Acero
21 apr - 30 apr Noce
1 mag -14 mag Pioppo
15 mag - 24 mag Castagno
25 mag - 3 giu Frassino
4 giu - 13 giu Carpine
14 giu - 23 giu Fico
24 giu Betulla
25 giu - 4 lug Melo
5 lug - 14 lug Abete
15 lug - 25 lug Olmo
26 lug - 4 ago Cipresso
5 ago - 13 ago Pioppo
14 ago - 23 ago Cedro
24 ago - 2 set Pino
3 set - 12 set Salice piangente
13 set - 22 set Tiglio
23 set Olivo
24 set - 3 ott Nocciolo
4 ott - 13 ott Sorbo selvatico
14 ott - 23 ott Acero
24 ott - 11 nov Noce
12 nov - 21 nov Castagno
22 nov - 1 dic Frassino
2 dic - 11 dic Carpine
12 dic - 21 dic Fico
22 dic Faggio
MELO
(l' Amore)
Corporatura slanciata, molto charme, attraente, aspetto piacevole, avventuroso, incline alle avventure anche in amore, sempre innamorato, vuole amare ed essere amato, compagno fedele e tenero, molto generoso, con talento scientifico, vive alla giornata, filosofo con spensieratezza e immaginazione.
FRASSINO
(l' Ambizione)
Attraente oltre la norma, vivace, impulsivo, esigente, non si cura delle critiche, ambizioso, intelligente, dotato, ama giocare col destino, può essere egoista, molto fidato e attendibile, fedele prudente in amore, a volte in lui la mente domina sul cuore, ma prende molto seriamente le sue relazioni.
FAGGIO
(la Creazione)
Ha buon gusto, cura il proprio aspetto, materialista, buon organizzatore in quanto a vita e carriera, parsimonioso, buon leader, non corre rischi inutili, ragionevole, stupendo compagno per la vita, appassionato di tutto ciò che mantiene in forma (diete, sport, etc).
BETULLA
(l' Ispirazione)
Vivace, attraente, elegante, amichevole, senza pretese, modesto, non ama gli eccessi, aborre la volgarità, ama la vita nella natura e nella pace, non molto ambizioso, crea attorno a sè un'atmosfera di calma e di serenità.
CEDRO
(la Confidenza)
Di rara bellezza, accomodante, ama la lussuria; di buona salute, non da ultimo timido, tende a guardare con disprezzo gli altri, convinto di sè, determinato, impaziente, ama impressionare gli altri; ha molte doti, é industrioso, sa prendere rapidamente le decisioni, ha un sano ottimismo, e aspetta l'unico vero amore.
CASTAGNO
(l' Onestà)
Di eccezionale bellezza, non cerca di impressionare gli altri; sviluppato senso della giustizia, vivace, interessato, un diplomatico nato, anche se in compagnia irrita e si irrita facilmente, spesso per una mancanza di fiducia in sè stesso; fa a volte il superiore, si sente incompreso e ama solo una volta nella vita, ha difficoltà a trovare un partner.
CIPRESSO
(la Fedeltà)
Forte, muscoloso, adattabile, prende ciò che la vita ha da dargli, contento, ottimista, ricerca soldi e riconoscimenti, odia la solitudine, appassionato in amore e mai soddisfatto, fedele, di indole acuta, insubordinato, pedante e spensierato.
OLMO
(la Nobiltà d'animo)
Di aspetto piacevole, veste di buon gusto, di modeste pretese, tende a non perdonare gli errori, allegro, ama comandare e non essere comandato, fedele e onesto in amore, ama prendere decisioni per gli altri, di animo nobile, generoso, ha un buon senso dell'humour, pratico.
FICO
(la Sensibilità)
Molto forte, un po’ volitivo, indipendente, non ama essere contraddetto o discutere, ama la vita, la sua famiglia, i bambini e gli animali, un po' frivolo in società, ha un buon senso dell'humour, ama l'ozio e la pigrizia, ha talento pratico, intelligente.
ABETE
(il Mistero)
Di gusti straordinari, ha dignità, é sofisticato, ama ogni cosa bella, lunatico, ostinato, tende all'egoismo ma ha cura di chi gli è vicino, abbastanza modesto, molto ambizioso, dotato di talento, industrioso, incontentabile in amore, ha molti amici, molti nemici, è affidabile.
NOCCIOLO
(lo Straordinario)
Dotato di charme, senza pretese, molto comprensivo, sa come impressionare, lotta attivamente per cause sociali; popolare, lunatico e capriccioso in amore, compagno onesto e tollerante, ha un preciso senso della giustizia.
CARPINE
(il Buon gusto)
Di sfacciata bellezza, si cura del proprio aspetto, ha buon gusto, non è egoista, cerca di rendersi la vita il più confortevole possibile; conduce una vita moderata e disciplinata, ricerca la gentilezza e gli apprezzamenti di un partner emotivo, fantastica su amanti fuori dal comune, é raramente contento dei propri sentimenti, é malfidente verso la maggior parte della gente, non é mai sicuro delle proprie decisioni, é molto coscienzioso.
TIGLIO
(il Dubbio)
Accetta ciò che la vita gli offre in modo composto, odia lottare, lo stress e la fatica, non ama l'ozio e la pigrizia; tranquillo e tenero, fa sacrifici per gli amici; ha molti talenti ma non é abbastanza tenace da farli fiorire, spesso si lamenta e si lagna, molto geloso ma leale.
ACERO
(l' Indipendenza della Mente)
Persona non ordinaria, piena di immaginazione e originalità, timida e riservata, ambiziosa, fiera, convinta di sè, avida di nuove esperienze, qualche volta nervosa, ha molte sfaccettature, buona memoria, una complicata vita amorosa; apprende facilmente e ama impressionare.
QUERCIA
(l' Audacia)
Di natura robusta, coraggioso, forte, senza pretese, duro, indipendente, sensibile, non ama i cambiamenti, ha i piedi per terra ed é una persona d'azione.
OLIVO
(la Saggezza)
Ama il sole, il caldo e i buoni sentimenti; ragionevole ed equilibrato, rifugge l'aggressività e la violenza; tollerante, allegro, calmo, ha un senso della giustizia piuttosto sviluppato; sensitivo, carismatico, libero da gelosia, ama la lettura e la compagnia di persone sofisticate.
PINO
(il Dettaglio)
Ama la gradevole compagnia, é molto robusto, sa come rendere la vita comoda; molto attivo, naturale, buon compagno anche se non sempre amichevole, si innamora facilmente ma la sua passione si spegne velocemente; smette facilmente, ogni cosa lo delude finché trova il suo ideale; fidato e pratico.
PIOPPO
(l' Incertezza)
Appare decorativo, non molto fiducioso in sè stesso, coraggioso solo se necessario, necessita benevolenza e un intorno piacevole, molto pignolo, spesso solo; ha una grande vitalità, natura artistica, é un buon organizzatore, tende alla filosofia; affidabile in ogni situazione, prende sul serio le proprie relazioni.
SORBO SELVATICO
(la Sensitività)
Pieno di charme, allegro, dotato e non egoista, ama richiamare l'attenzione, ama la vita, il movimento, l'attività, e persino le complicazioni; é allo stesso tempo dipendente e indipendente, ha buon gusto, é artistico, passionale, emotivo; é una piacevole compagnia, non sa perdonare.
NOCE
(la Passione)
Inflessibile, strano e pieno di contraddizioni, spesso egoista, aggressivo, nobile, di larghe vedute, ha reazioni inaspettate, spontaneo; è un difficile e particolare compagno, non sempre apprezzato ma spesso ammirato, stratega ingegnoso, molto geloso e passionale, non transige.
SALICE PIANGENTE
(la Malinconia)
Belli ma pieni di malinconia, attraenti, molto carismatici, amano qualsiasi cosa bella e di buon gusto, e viaggiare; sognatori, instancabili, capricciosi, onesti, possono essere influenzabili ma non é facile vivere con loro; hanno pretese, buona intuizione; in amore soffrono ma trovano qualche volta un partner sul quale contare completamente.
Io risulto essere un sorbo selvatico. Ovviamente mi ritrovo in toto nello charme, nel buon gusto e in tutte le altre cose belline. Unica eccezione il “non sa perdonare”: spesso vorrei riuscire a non perdonare qualcuno quando mi si fa un torto … ma poi, per sfortuna o per fortuna, dimentico tutto!
giovedì, 15 febbraio 2007

Piccole sfoglie di grano, aromatizzate come più ci piace, sono l'ideale per l’aperitivo e per ogni volta che si ha voglia di qualcosa di leggero! I "Crostini Speziati" sono mini solo nelle dimensioni ma maxi nel gusto che sprigionano in bocca ... una volta provati non riuscirete più a farne a meno!
Croccanti sfogliatelle di grano, dagli ingredienti semplici e genuini, renderanno davvero perfetta ogni occasione golosa!
Diciamo basta a quei stuzzichini confezionati, tristi, che mortificano il nostro palato! Esigegiamo la qualità e la golosità: facciamoci dei "Crostini Speziati"!
Io li ho preparati in tre diversi gusti, uno più buono dell'altro, facilmente distinguibili per la forma e per il colore!
Ci sono le simpatiche Margheritine al Rosmarino, i divertenti Cuoricini alla Paprica ... ovviamente rossi dal gusto piccante ma senza esagerare! E ancora i solari Dischetti gialli al Curry .. per un gusto un po' orientale e molto alla moda!!
Ma, ovviamente, non c’è nulla di meglio che prepararsene una bella infornata mista così da poter godere di ogni golosa variante dei "Crostini Speziati"!!
Se, invece, volete scoprire tutte le altre invitanti ricette che vi siete persi consultate l’indice!
mercoledì, 14 febbraio 2007

Impossibile, oggi, non parlare di San Valentino. Personalmente credo fermamente che questa sia una ricorrenza inventata per gli sciocchi: se hai la fortuna di amare qualcuno dovresti avere il desiderio di dirglielo tutti i giorni dell’anno e non solo il 14 febbraio!
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L'amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada.
(F. Kafka)
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Non assomigli più a nessuna da quando ti amo.
(Pablo Neruda)
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Non ci può essere profonda delusione dove non c'è un amore profondo.
(Martin Luther Jr. King)
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L'amor che move il sole e l'altre stelle.
(Dante Alighieri)
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L'amore allo stato puro è quello non corrisposto.
(Alessandro Morandotti)
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L'amore fa passare il tempo, il tempo fa passare l'amore.
(Proverbio popolare)
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L'amore è come la fortuna: non gli piace che gli si corra dietro.
(Théophile Gautier)
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L’amore è la forma più nobile di demenza.
(John Dryden)
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Una notte d'amore è un libro letto in meno.
(Honoré de Balzac)
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L'amore è un canovaccio fornito dalla natura e ricamato dall'immaginazione.
(Voltaire)
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Chi s'innamora di se stesso non avrà rivali.
(Benjamin Franklin)
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L'amore cessa di essere un piacere quando non è più un segreto.
(Aphra Behn)
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È meglio aver amato, e perso che non aver mai amato.
(Alfred Tennyson)
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Per l’uomo l’amore è una parte della vita per la donna è tutta l’esistenza.
(Lord Byron)
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Per scrivere una buona lettera d’amore, bisogna iniziare senza sapere cosa si
vuole dire e finire senza sapere che cosa si è detto.
(Jean Jaques Rousseau)
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Il mio slancio è infinito come il mare, e non meno profondo è il mio amore; più te ne dono più ne posseggo, perché entrambi sono infiniti.
(William Shakespeare)
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Che l’amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell’amore.
(Emily Dickinson)
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L’amore é come la febbre. nasce e si spegne senza che la volontà ne abbia la
minima parte.
(Stendhal)
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L’amore è eterno, finché dura.
(Henri de Régnier)
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Ciò che c’è di noioso nell’amore, è il fatto che è un delitto in cui non si può fare a meno d’un complice.
(Charles Baudelaire)
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Soffrire per l'assenza di chi si ama è un bene in confronto a vivere con chi si odia.
(Bruyère, Jean)
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Il vero amore è come i fantasmi: tutti ne parlano, ma pochi li hanno visti.
(La Rochefoucauld)
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Non è l'amore che fa soffrire, ma la sua assenza.
(A. Morandotti)
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L'amore è una cosa più meravigliosa dell'arte.
(O. Wilde)
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Si ama solo ciò che non si possiede del tutto.
(Marcel Proust)
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La vita pone tante domande. L'unica risposta è l'amore.
Ignoto
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Amare se stessi è l'inizio di un idillio che dura una vita.
(O.Wilde)
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Gli uomini vorrebbero sempre essere il primo amore di una donna. Alle donne piace essere l'ultimo amore di un uomo.
(O.Wilde)
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Qualsiasi luogo si ami diventa il nostro mondo.
(O.Wilde)
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Anima, Bacio, Cuore: l'ABC dell'amore.
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L'amore è la capacità di avvertire il simile nel dissimile.
(Theodor Adorno)
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Quando non si ha ciò che si ama, bisogna amare quel che si ha.
(Roger de Bussy-Rabutin)
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L'amore immaturo dice: - Ti amo perché ho bisogno di te -. L'amore maturo dice: - Ho bisogno di te perché ti amo -.
(Frost)
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Senza l’amore di sé non è possibile neppure l’amore per gli altri.
(Hermann Hesse)
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La prudenza e l’amore non sono fatti l’una per l’altro: man mano che cresce l’amore la prudenza diminuisce.
(François de La Rochefoucauld)
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L’amore e l’amicizia sono come una eco: danno tanto quanto ricevono.
(Aleksandr Jvanovu Herzen)
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In amore l’esperienza non conta nulla, perché se contasse nessuno amerebbe più.
(Henri de Régnier)
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C'è tutta una vita in un'ora d'amore.
(Balzac, Honoré)
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L'amore è come le malattie contagiose; più le si temono e più vi si è soggetti.
(N. Chamfort)
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L'amore a prima vista spesso non è che una svista.
(R. Gervaso)
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Non ama colui al quale i difetti della persona amata non appaiono virtù.
(Goethe)
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L'amore è la più terribile, ma anche la più onesta delle passioni; è la sola che non possa occuparsi della propria felicità senza comprendervi la felicità di un altro.
(A. Karr)
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Sei amato solo quando puoi mostrarti debole, senza provocare in risposta la forza.
(Theodor Adorno)
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L’amore è già in se una pazzia.
(Heinrich Heine)
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Per quanto sia bello l’amore ch’è implorato, assai più bello è quell’amore che si conceda di sua propria volontà.
(William Shakespeare)
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L’amore è un eccesso di febbre che finisce con uno sbadiglio.
(Madame Du Deffand)
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Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce.
(Blaise Pascal)
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La lontananza fa all’amore quello che il vento fa al fuoco: spegne il piccolo e scatena il grande.
(Roger de Bussy-Rabutin)
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Niente è difficile per chi ama.
(Marco Tullio Cicerone)
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L’amore e l’odio non sono ciechi, ma abbagliai dal fuoco che essi stessi apportano.
(Friedrich Nietzsche)
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Amami, perché, senza te, nulla posso nulla sono.
(Paul Verlaine)
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Ame pare eguale agli dei chi ti siede vicino e ti ascolta e tu dici dolci parole e dolcemente sorridi. Subito, appena ti guardo, il cuore si agita nel petto lo sguardo di un attimo m’allenta la voce, e la lingua si lega, sottile ma immediato fuoco scorre nelle membra, e ho buio negli occhi, sibilano le orecchie, scorre sudore su di me, un tremito mi percorre, e di un pallore verdastro sono, la morte poco manca che mi appaia.
(Saffo)
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Amare non è guardarsi l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione.
(Antoine de Saint Exupèry)
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Come una candela ne accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, allo stesso modo un cuore ne accende un altro e così migliaia di cuori si accendono.
(Lev Nikolaevic Tolstoj)
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Amare è essere cretini insieme.
(Paul Valéry)
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La maggior parte della gente ritiene che amore significhi essere amati, anziché amare.
(Erich Fromm)
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Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che come vedi, ancor non m’abbandona.
(Dante Alighieri)
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HAPPY VALENTINE'S DAY
domenica, 11 febbraio 2007
Questa settimana vuole essere lui a proporvi una golosa ricetta tratta dal suo leggendario ricettario segreto.
OB: "Ok, ammettiamo pure che la marmellata di salmone e rabarbaro che ho preparato non è venuta benissimo..."

OB: "Ma addirittura chiamare il servizio smaltimento rifiuti tossici mi sembra offensivo... uff!"
sabato, 10 febbraio 2007
Riprendendo il post precedente mi sorge spontaneo il seguente quesito: o voi siete veramente dei pozzi di scienza da riuscire, con poche righe, capire di quale libro si tratti o io sono molto banale delle mie scelte e nei miei gusti!
Comunque per dovere di cronaca vi confermo che il primo libro è effettivamente “La Certosa di Parma” di Stendhal (libro che adoro e che ho letto almeno una decina di volte!), il secondo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde e il terzo, che non avete indovinato, è “Moby Dick” di Herman Melville.
Per rimanere in tema vorrei consigliarvi un libro che ho appena finito di leggere. Si tratta de “I vandali in casa”, riedizione dell’omonimo libro di Cederna del 1956, a cura di C. Erbani.

E’ una raccolta di articoli di Cederna coi quali il giornalista denunciava negli anni ’50 i piccoli grandi scandali che hanno segnato la storia della tutela del nostro patrimonio artistico e paesaggistico. La cosa veramente brutta è che quello che Cederna scriveva più di 50 anni fa sia ancora tristemente attuale. Questo è un libro che dovrebbe servire a sensibilizzare la nostra coscienza e farci capire che i principali nemici dei “monumenti” sono in primo luoghi quelli che si professano restauratori (e che poi hanno dietro di loro i “soliti noti” speculatori edilizi).
Dato che io sono di Milano vorrei segnalarvi solo un caso emblematico: l’intenzione a metà anni ’50 di ingrandire la Rinascente comprando e radendo al suolo l’attigua chiesetta 500centesca di San Raffaele. Sembra assurdo, lo so, ma la curia (minuscolo d’obbligo) vendette per 500 milioni la chiesa al grande magazzino ben sapendo che l’avrebbe distrutta per far spazio alla vendita di articoli standard che avrebbero dovuto garantire la felicità terrena dei milanesi.
Azione promossa dal Corriere della Sera venne fortunatamente sventata dalla mobilitazione di un gruppo di intellettuali.
E purtroppo questo è solo uno degli innumerevoli casi raccontati e documentati. Roba da far accapponare la pelle!!
E per concludere ecco uno famosissimo motto di Boito: “non restaurare, ma conservare”!
giovedì, 08 febbraio 2007
Leggendo il blog di Pascal & Mattia mi sono imbattuto nel nuovo, nell’ennesimo, gioco per blog. Sembra ormai che inventare giochini più o meno seri da proporre ai propri “lettori” sia diventata una vera a propria moda. Questa volta il gioco consiste nel prendere 3 libri, andare a pagina 123, saltare le prime 3 righe e trascrivere le successive 5. I lettori dovranno (dovrebbero) indovinare da quali romanzi sono stati tratti gli spezzoni riportati.
Io ci ho provato con quelli di Pascal & Mattia ma senza nessun esito! E visto che non voglio sentirmi l’unico ignorante del web ho aderito entusiasticamente all’iniziativa per farvi capire quanto anche voi siate ignoranti eheh!
Sono diabolico, eh??
Ecco, dunque, i miei tre estratti letterari:
… le faceva da madre, Marietta gli aveva fatto sapere di essere molto ben disposta nei suoi confronti, ma lui, per colpa della gelosia di Giletti, non aveva ancora potuto approfittarne.
Fabrizio si incontrò a Belgirate con la madre e con una delle sorelle. Belgirate è un grosso villaggio piemontese, sulla riva destra …
… Lord Radley sarà furente. Non me ne importa. Tra meno di un anno sarò maggiorenne e allora potrò fare quello che vorrò. Basilio, non ho avuto ragione a cercare nella poesia il mio amore, e trovare mia moglie in una commedia di Shakespeare? Le labbra che impararono a parlare da …
… la nave in assetto per il viaggio. Se io fossi stato interamente sincero con me stesso, avrei veduto molto chiaramente nel mio cuore che mi piaceva soltanto a metà venir spedito in questo modo in un viaggio tanto lungo, senza nemmeno una volta aver posato gli occhi sull’uomo che ne sarebbe stato l’assoluto dittatore non appena …
A mia discolpa posso assicurarvi che si tratta di tre famosissimi classici, libri che mi hanno segnato, nel bene o nel male, profondamente e che hanno un posto privilegiato nella mia biblioteca!
Sono sicuro che mi strabilierete con la vostra conoscenza letteraria!
martedì, 06 febbraio 2007
Questa settimana vi propongo un semplicissimo biscotto che incontrerà il favore di tutti: di chi lo preparerà perché è davvero facilissimo da fare e anche veloce, e di chi se lo gusterà perché in fondo lo sappiamo bene, le cose più semplici sono sempre le migliori! Ecco, allora, un bel vassoio di Frollini alla Marmellata! Basterà, poi, variare il gusto della marmellata per avere sempre un biscotto diverso … e , naturalmente, per i più golosi, nulla vieta di usare un’abbondante strato di nutella!!

Se, invece, volete scoprire tutte le altre invitanti ricette che vi siete persi consultate l’indice!
domenica, 04 febbraio 2007

D: "Cosa fai?"
OB: "Dopo aver visto vincere la Kostner mi è venuta la febbre del pattinaggio come a molti italiani."
D: "Sì, però i pattinatori si muovono, non stanno immobili, in pose strane..."
OB: "Ah sì?"
D: "Sì. E inoltre hanno i pattini."
OB: "Mica facile mettere i pattini quando si hanno le zampe calamitate!"
D: "E inoltre scivolano sul ghiaccio..."
OB: "Il ghiaccio c'è. E' dentro il frigo."
sabato, 03 febbraio 2007
Può sembrare un tentativo di liberarsi degli avanzi del dolce natalizio, ma in realtà si tratta di un'usanza che ha una lunga storia.
All'inizio di febbraio, passeggiando per Milano, non è strano, nelle vetrine di pasticcerie, panetterie e gastronomie, trovare panettoni in vendita con forti sconti (per la verità, la tradizione imporrebbe di vendere due panettoni al prezzo di uno, ma non tutti la rispettano). Banale tentativo di liberarsi degli avanzi del dolce natalizio per eccellenza, diranno i più. Niente di più errato, infatti si tratta di un'usanza ben radicata nel territorio milanese: quella di mangiare il panettone il 3 febbraio, giorno di San Biagio. Ma perché si usa così? Biagio nacque a Sebaste, in Armenia, sul finire del III secolo dopo Cristo. Studiò medicina e intraprese la professione di medico, e medico sarebbe morto, se la popolazione della sua città non lo avesse voluto come vescovo, nonostante non fosse né consacrato né ordinato. Un po' come Ambrogio, anche Biagio non volle accettare subito la carica a cui il popolo lo spingeva. Dopo un periodo però si fece convincere e assunse il ministero, non dimenticando però la sua vera natura. Cominciò così a compiere i suoi doveri vescovili, accompagnandoli con gli altrettanto importanti doveri di medico. Il neo vescovo curava le anime del suo gregge ma spesso, in maniera più terrena, ne curava anche i corpi.
Un giorno una madre disperata corse al suo cospetto. Suo figlio aveva mangiato del pesce, una lisca gli si era conficcata in gola e ora stava soffocando. Biagio non perse tempo e corse al capezzale del giovane. L'istinto di medico ebbe presto il sopravvento e Biagio, invece di perdersi in inutili benedizioni e unzioni, prese un pezzo di pane e lo fece inghiottire al ragazzo. La mollica portò con sé la lisca e il figlio della disperata signora riprese a respirare normalmente. Con un metodo che aveva ben poco di miracoloso, Biagio aveva salvato una vita, come probabilmente aveva fatto spesso in passato e come, altrettanto probabilmente, avrebbe continuato a fare in futuro. Ma, vuoi perché come vescovo Biagio era già in odore di santità, vuoi perché, per sottintendere ai doveri dell'abito che indossava, prima di far ingoiare la mollica al ragazzo l'aveva benedetta facendogli il segno della croce, la fortunata madre cominciò a gridare al miracolo. Biagio ovviamente minimizzò e tornò ai suoi doveri. Ma notizie eccezionali come un miracolo fanno presto a passare di bocca in bocca e a diffondersi a macchia d'olio fra tutto il popolo. E presto giunsero alle orecchie sbagliate, quelle di Agricola, prefetto di Diocleziano per l'Armenia. Agricola non apprezzava che la fama di un qualunque vescovo si accrescesse così a dismisura e decise, con una scusa, di convocare il vescovo Biagio. Trovandoselo davanti, non si sa perché, Agricola decise che era meglio eliminarlo per evitare che il popolo ne facesse un santo. Detto, fatto, lo fece scorticare con pettini da cardatori e poi decapitare.
Come altri prima di lui, anche Agricola fece male i suoi conti. Biagio a breve divenne un martire e poi un santo, il Santo protettore dei cardatori e dei materassai (onore dovuto allo strumento che era stato usato per martirizzarlo). In più, in ricordo dell'episodio del bambino e della lisca di pesce, il 3 febbraio, giorno della festa di San Biagio, si usa mangiare del pane benedetto e farsi benedire la gola toccandola con due candele incrociate. Questo però non spiega come la storia di Biagio si leghi a Milano e al suo più rappresentativo dolce. Biagio non era mai passato dalla nostra città, eppure proprio a Milano la sua festa ha una così strana connotazione. Facciamo allora un salto avanti nel tempo rispetto all'epoca in cui visse Biagio. Il panettone è già stato inventato e a Milano tutti usano prepararlo per le feste natalizie. Prima di Natale una donna si reca da Frate Desiderio per far benedire un panettone che ha preparato per la famiglia. Desiderio, che è sempre molto occupato, dice alla donna di lasciargli il dolce per qualche giorno e poi di passare a ritirarlo, lui si occuperà di benedirlo non appena troverà il tempo. I giorni trascorrono lenti e la donna si dimentica di ripassare dal frate per il suo panettone. Desiderio invece non si dimentica affatto del panettone e, ogni volta che passa davanti al cantuccio della canonica dove lo ha appoggiato, ne stacca un pezzettino e lo mangia.
Sbocconcella oggi, sbocconcella domani tutto ciò che resta del panettone è l'involucro vuoto. Quando Desiderio si accorge di aver mangiato tutto il panettone della povera donna si dispera. I sensi di colpa lo assalgono e Desiderio spera che la donna si sia dimenticata per sempre del suo panettone e non torni più a reclamarlo. Altri giorni passano e sembra che il desiderio del frate si sia avverato, quando, il 3 febbraio, la donna si ripresenta per avere indietro il suo panettone benedetto. Desiderio va allora nell'angolo dove giaceva ancora l'involucro del panettone inesorabilmente vuoto e, stupore, la carta è gonfia e piena di un panettone grosso il doppio di quello che la donna aveva lasciato al frate. Miracolo! Era sicuramente merito di San Biagio.
Il Natale dell'anno successivo molti milanesi portarono a Desiderio i loro panettoni da benedire, sperando di vederli moltiplicati. Ma i miracoli non operano così, quindi Desiderio si limitò a benedire tutti i panettoni assieme e poi consigliò caldamente ai milanesi di avanzarne una parte da consumare il 3 febbraio, in sostituzione del pane benedetto. Negli anni l'usanza si radicò nel sostrato cittadino e anche se oggi non si usa più farli benedire, in ogni casa di Milano, la mattina del 3 febbraio, a colazione, per proteggere la gola dai malanni stagionali, si scarta un bel panettone, magari comprato con lo sconto in uno dei tanti negozi della città.
venerdì, 02 febbraio 2007
A la Madona da Scirioela,
da l’invernu a sem foera
ma sa pioeuv o tira vent
da l’invernu a sem amo’ dent
giovedì, 01 febbraio 2007
Un’altra lunga ed estenuante settimana di lavoro giunge quasi alla fine .. o forse sono io ad essere arrivato alla fine delle mie forze?? Molto probabilmente la seconda che ho detto … fortuna che ora mi posso ricaricare con un buonissimo biscotto “Lingua di Dama” .

Per favore, non confondetevi coi più comuni Baci di Dama! Questi sono ben altra cosa: fragranti, golosi e cioccolatosi al punto giusto! Persino OrsettoBimbo ha messo il muso fuori dalla dispensa annusando nell’aria l’aroma di cioccolato!
Buon biscotto a tutti!
Se, invece, volete scoprire tutte le altre invitanti ricette che vi siete persi consultate l’indice!
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