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martedì, 11 dicembre 2007
 

Informazioni di[s]servizio.

 
Ogni giorno la mia casella di posta elettronica riceve decine e decine di e-mail di fans infuriati per il fatto che le tanto annunciate nuove avventure di OrsettoBimbo, l’orso dalle zampe calamitate più famose del web, non siano ancora state pubblicate.
 
Purtroppo tale scelta non dipende in alcun modo alla Redazione di questo blog, in quanto il Signor OB ha intentato causa al Direttore della TheLinus Production, la società di produzione che ha curato la realizzazione delle sue storie fin dagli albori.
 
Il Signor OB si sente indignato per l’esiguo compenso previsto dal suo attuale contratto con la TheLinus Production e chiede alla stessa un risarcimento di 1000 barili di miele. Finché la controversia legale non troverà una fine il Tribunale ha ordinato che la pubblicazione delle storie interpretate dal Signor OB venga interrotta.
 
Papernella 2000”, voce ufficiosa dei pettegolezzi nella foresta, sostiene che le vere ragioni che hanno spinto il celeberrimo orsetto dalle zampe calamitate a intentare la causa siano in realtà da attribuirsi alla volontà della star internazionale di svincolarsi dai suoi attuali impegni per volare a Hollywood. Lì prenderebbe parte al prossimo film di Steven Spielberg il quale avrebbe deciso di offrire a OB la parte precedentemente pensata per Tom Cruise. Il regista statuniteste avrebbe confessato a un amico: “per questo film voglio un attore che sappia recitare, basta che le zucchine lesse!!!”
 


lunedì, 01 ottobre 2007
 

Note [ossessive] di vita metropolitana.

 
Ci sono ricaduto .. speravo di essere uscito definitivamente dal tunnel della “Bridget Jones mania” credendo di avermi finalmente disintossicato dall’ultima serata “BJ” [le serate BJ a casa Van sono serate in cui vedo uno dopo l’altro “Il diario di Bridget Jones” e “Che pasticcio Bridget Jones” .. ci sono poi le serata HP .. ovvero quelle dedicate alla saga Harry Potter … anche se, visto che siamo già al 5° capitolo, è molto difficile riuscire a vederli tutti uno dopo l’altro senza finire alle 3 di mattina con gli occhi a palla davanti alla tv].
 
E invece ieri ci sono ricaduto alla grande: complice il mio lettore mp3 portatile che, fra i 34.656 brani che contiene, mi ha fatto ascoltare “Nobody Does It Better” di Carly Simon! Ovviamente ho ascoltato quella canzone per i successivi 160 minuti .. tempo che trascorro quotidianamente sudando come un disperato sullo step in palestra.
 
Alla fine ero ridotto veramente male: non per la faticaccia di scarpinare per 2 ore e passa ma perché le parole di quella meravigliosa canzone mi sono rimaste impresse come marchiate a fuoco vivo dentro di me ed è da quando sono sceso da quell’infernale macchina che continuo a canticchiarla tra me e me .. e a volte anche a voce alta, come prima al supermercato. Cosa, direi, da evitare!
 
Ps. Il titolo di questo post avrà senso fra qualche giorno …
 
 
(Marvin Hamlisch and Carole Bayer Sager)

["The Spy Who Loved Me" (1977) soundtrack]

Nobody does it better
Makes me feel sad for the rest
Nobody does it half as good as you
Baby, you're the best

I wasn't looking but somehow you found me
It tried to hide from your love light
But like Heaven above me
The spy who loved me
Is keeping all my secrets safe tonight

And nobody does it better
Though sometimes I wish someone could
Nobody does it quite the way you do
Why'd you have to be so good?

The way that you hold me
Whenever you hold me
There's some kind of magic inside you
That keeps me from running
But just keep it coming
How'd you learn to do the things you do?

And nobody does it better
Makes me feel sad for the rest
Nobody does it half as good as you
Baby, baby, darlin', you're the best

Baby, you're the best
Darlin', you're the best
Baby, you're the best
Baby, you're the best
Baby, you're the best
Baby, you're the best
 

 


martedì, 18 settembre 2007
 

Pomeriggio al cinema.

 
Titolo originale: Shrek the Third
Nazione: USA
Anno: 2007
Data uscita in Italia: 31 agosto 2007
Genere: animazione
Durata: 92'
Regia: Chris Miller, Raman Hui
Sceneggiatura: Jeffrey Price, Peter S. Seaman, Jon Zack
Musiche: Harry Gregson-Williams
 Distribuzione: UIP


Finalmente ci siamo: qualche settimana fa è uscito “Shrek Terzo” … dopo oltre un anno e mezzo d’attesa (la seconda puntata uscì a Natale 2005) è arrivata nelle sale in anteprima lo scorso mercoledì.
 
Ecco in breve la trama:
Alla morte di Re Harold (spassosissima la sua agonia moribonda!), Shrek viene designato come erede della corona del regno di “molto molto lontano” ma l'orco non ha nessuna intenzione di lasciare la sua adorata palude e di poterla dividere con Fiona!
Così, insieme al nobile Gatto con gli stivali ("doppiato" da Antonio Banderas anche in italiano) e al logorroico Ciuchino, va alla ricerca del principe ereditario ovvero Arty, che altri non è che Re Artù, un ragazzo piuttosto problematico, che frequenta un liceo medievale in stile Hogwarts, costantemente burlato dal bullo della scuola, ovvero da Lancillotto.
Nel frattempo, Fiona in dolce attesa, deve cercare di sventare un colpo di stato messo in atto dal Principe Azzurro, con l’aiuto di una Cenerentola sempre intenta a pulire, una Bella Addormentate costantemente in preda da colpi di sonnolenza improvvisi e da Raperonzolo occupata a esaltare la sua folta capigliatura arricchita grazie a posticce extension!
 
Questo non è il solito cartone animato per bambini, dolce e melenso in stile disneyano .. ma ormai siamo giunti al terzo capitolo (e il quarto è già in lavorazione) e quindi ben lo conosciamo. Anche questa volta si tratta del più politicamente scorretto dei cartoons, che ci presenta la metafora di un mondo cinico e senza speranza o semplice divertissement, che alla fine ci fa comprendere quanto il regno delle favole sia molto molto più reale di quanto si possa pensare.
 
La grafica risulta sempre più accurata sotto il profilo estetico e la storia, che regala anche in questo episodio qualche spunto di riflessione, scivola via spensieratamente in un’ora e mezza; ma devo avvisarvi: questa volta si ride decisamente meno che nei primi due episodi, le citazioni sono troppe e troppo colte, di difficile comprensioni. Alcuni sono banali come gli Alberi parlanti che aiutano Azzurro nel suo tentativo di spodestare Shrek dal trono, ma altre rendono un po’ macchinosa la visione del film, e di certo fanno si che i bambini non capiscano la metà delle battute.
Forse l’attesa per quest’uscita aveva suscitato in me troppe aspettative, e come sempre, quando ti aspetti troppo rimani deluso; con questo, però, non voglio sconsigliarvi il film, è una pellicola assolutamente da vedere ma non credo rientrerà negli annali dei film meglio riusciti. Concediamo alla Dreamwords una prova d’appello col quarto episodio.
 
Voto: dal 6 al 7.
  
postato da vanpeltmi | 17:21 | commenti (19)
recensioni, cinema


lunedì, 23 luglio 2007
 

Pomeriggio al cinema.

Lady Handerson presenta.

 
 
Titolo originale: Mrs. Henderson Presents
Nazione: GB
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 103'
Regia: Stephen Frears
Cast: Judi Dench, Bob Hoskins, Will Young, Kelly Reilly, Thelma Barlow, Christopher Guest, Camille O'Sullivan, Anna Brewster
 
 
“Lady Henderson presenta” si può definire come la vicenda di una vedova allegra … ma non troppo. Il film è tratto da una storia realmente accaduta. Dopo la morte del marito la ricca Laura Henderson (Judi Dench), alla ricerca di un hobby che le faccia trascorrere la vedovanza, decide, non avendo passione né per il ricamo né per la beneficenza (passatempi d'obbligo per le ricche e anziane aristocratiche inglesi), di comprare un teatro. E, non conoscendo nulla della vita di palcoscenico, assume il direttore teatrale ebreo Vivian Van Damm (Bob Hoskins). Fin dal loro primo incontro, tra i due si instaura un rapporto fatto di continui litigi e contrasti, i momenti meglio riusciti del film, ma anche di stima e complicità.
Il cartellone di varietà musicali del Windmill Theatre ha un enorme successo finché non viene copiato dal resto dei teatri londinesi. Ed è a questo punto che la stravagante Lady Henderson, per richiamare pubblico, decide di dare un tocco originale agli spettacoli del suo teatro: «Perché non togliamo i vestiti alle ragazze? Come fanno a Parigi, al Moulin Rouge!» dice a Van Damm, inizialmente perplesso. L'idea è così di far comparire sul palcoscenico donne nude. Come dipinti in un museo, sostiene Lady Henderson. Ma il problema è la censura che, nella persona del Gran Ciambellano, dà un'unica disposizione: visto che i dipinti dei musei sono statici, le donne nude sul palcoscenico dovranno essere immobili come in un quadro di Botticelli. «Si aprirebbe la possibilità del merito artistico», sostiene Lord Chamberlain. Ed è così che, nel varietà musicale del Windmill Tlieatre, vengono inseriti tableaux vivants con ragazze nude ferme in pose scultoree. «Tutta la grande arte è celebrazione della natura», dice Van Damm alle ragazze che hanno vergogna e difficoltà a spogliarsi. Come l'arte giustificava i suoi nudi con contenuti mitologici o storici, il varietà del Windmill Theatre giustifica i suoi con l'argomento dell'arte, quando invece i motivi sono molto più ordinari: denaro per le ragazze, in un momento difficile per trovare lavoro, e denaro per Lady Henderson, in competizione con il resto dei teatri londinesi.

Con i nudi «artistici» torna il successo. Intanto la seconda guerra mondiale è alle porte e presto, oltre alle notizie dei rastrellamenti degli ebrei, arrivano anche i bombardamenti su Londra (che riconosciamo da una Piccadilly Circus ricostruita in digitale), e sul Windmill Theatre, che rimane però l'unico teatro aperto nel West End, sempre pieno di soldati.

”Lady Henderson presenta” si svolge per lo più all'interno del Windmill Theatre, e ciò che richiama l'attenzione e coinvolge piacevolmente lo spettatore è proprio la rappresentazione del mondo teatrale con le sue leggi e i suoi retroscena: non solo gli spettacoli musicali, e sono loro a dare al film quel ritmo che altrimenti mancherebbe, ma anche le audizioni, le prove, i cambi in camerino tra uno spettacolo e l'altro.

Qualche dialogo brillante e divertente, bella la colonna sonora anni trenta, molto bravi, dotati di vero talento recitativo, e perfetti per i ruoli i due attori principali, ma il film non convince fino in fondo, soprattutto perché la storia, che avrebbe avuto spunti interessanti da approfondire, non è sostenuta adeguatamente né dalla regia convenzionale di Frears né dalla sceneggiatura di Martin Sherman che non riesce a gestire tutta la materia narrativa, limitandosi a svolgere solo in modo approssimativo alcuni episodi.
 
Lineare sul piano narrativo fino alla prevedibilità, non eccitante nel disegno dei caratteri, il film accusa alcuni sbandamenti sentimental-patriottici, che risultano particolarmente indigesti allo spettatore in un’opera che vorrebbe celebrare la verità di una rappresentazione che sfida l’etichetta e i paludamenti della retorica. Ma c’è Judi Dench: ogni volta che lei è presente – spesso, per fortuna – la scena si illumina, e anche i momenti meno felici acquistano un sapore, e perfino un’intensità, che ne riscattano la pochezza concettuale e l’aridità formale.
 

 

postato da vanpeltmi | 18:52 | commenti (28)
recensioni, cinema


mercoledì, 13 giugno 2007
 

Pomeriggio al cinema.

Shirley Valentine.

 
Titolo originale: Shirley Valentine
Nazione: GB
Anno: 1989
Genere: Commedia
Durata: 105'
Regia: Lewis Gilbert
Cast: Pauline Collins, Tom Conti
 
 
Ecco un altro ottimo film che è passato praticamente inosservato, benché sia stato candidato sia ai Golden Globe che agli Oscar nel 1990 (miglior film straniero, miglior attrice protagonista).
Anch’io l’ho “scoperto” quasi per caso una sera, l’ho visto, incuriosito dal titolo aspettandomi tutt’altro genere di storia, ma alla fine della proiezione me ne sono innamorato e così è entrato di prepotenza fra i dvd che stanno il pole position accanto al mio televisore.
 
Se vi aspettate la classica commedia americana state perdendo il vostro tempo … questo film ritengo che lo si possa far rientrare in quel filone che tanto successo ha riscosso in Europa nella prima metà degli anni ’90, quello della commedia inglese, anche se forse, sotto qualche aspetto, risulta un poco acerbo ma che si gusta appieno nelle esilaranti battute dal tipico humour made in england.
 
Ecco in breve la trama:
Il film è la storia di una donna di mezz’età, dal fascino un po’ appesantito, che si accorge di aver perso quella vitalità, quell’energia che possedeva in abbondanza da ragazza e che negli anni è stata schiacciata da un marito musone e da due figli insensibili che pensano solo a se stessi.
Quella di Shirley sembrerebbe un’esistenza grigia ma, invece, non è così, perché lei è una donna dotata di eccezionali risorse e riesce a vincere la solitudine sfogandosi con un amico che è sempre pronto ad ascoltarla: il muro della cucina. Al muro, confida sogni, desideri e felici ricordi, a lui racconta gli accadimenti delle sue giornate, della sua antipatica vicina di casa, col cane forzatamente vegetariano, e i suoi pomeriggi in centro con la sua unica amica femminista, tornata single di recente dopo aver sorpreso il marito a letto con l’aitante lattaio.
Se un muro potesse ridere e commuoversi, non c’è dubbio che il “suo” muro lo farebbe perché i suoi sfoghi esprimono tenerezza, fantasia ed un irresistibile umorismo.
 
Grazie a queste doti, Shirley riesce ad evadere dalla prigione domestica e, non solo metaforicamente: quando le si presenta una seconda occasione non se la fa scappare! Così parte per due settimane per la Grecia con la sua amica femminista .. e non importa se anche l’amica si rivelerà un’egoista come tutti gli altri e la lascerà sola … dopo un primo momento di smarrimento troverà in una roccia della spiaggia la sua nuova confidente (“certo che non può rispondermi … non capisce nulla di quello che le dico, è un roccia greca!!”) e ben presto riscoprirà anche la ragazzina che era sopita in lei, nascosta e annichilita in fondo al suo animo da anni di una vita non vissuta e che si scrolla di dosso in pochi giorni sotto il sole di una magica isola greca da cartolina.
Ma il momento del ritorno a casa si avvicina sempre più: ad aspettarla nuovamente la pesante coltre grigia del marito e della solita routine … c’è solo una cosa da fare per poter continuare a vivere, per continuare a essere Shirley Valentine: rimanere in Grecia!!
 
Se ancora non l’avete visto vi consiglio caldamente di correre nella videoteca di Sense e di noleggiarlo quanto prima!
Buona visione!
 
postato da vanpeltmi | 19:33 | commenti (26)
pensieri, recensioni, cinema


martedì, 17 aprile 2007
 

Pomeriggio al cinema.

Mi sembra molto strano non aver ancora parlato di Goodbye, Lenin!. L’ho visto nel 2003 al cinema e l’ho amato fin dalle prime scene, l’ho amato così tanto da aver voluto vedere di persona quei luoghi raccontati in questo che credo sia uno dei più belli, più toccanti film che io abbia mai visto. Spero con tutto il cuore che anche voi lo conosciate, in caso contrario .. beh cosa aspettate a correre in videoteca (magari una caso, quella di Sense) a noleggiarlo?
 

 
Titolo originale: Goodbye, Lenin!
Nazione: Germania
Anno: 2003
Genere: Commedia
Durata: 119'
Regia: Wolfgang Becker
Cast: Daniel Brühl, Katrin Saß, Florian Lukas, Chulpan Khamatova
 
 
Goodbye, Lenin! è una commedia amara,     divertente, toccante, narrativamente impeccabile, che ha ottenuto un notevole successo in Germania e come al solito qui da noi è passato quasi inosservato. Le vicende di Alex e della sua famiglia si sviluppano attraverso una sceneggiatura complessa e ricca di colpi di scena, giocata sull'incalzare degli eventi, come in ogni storia en travestie che si rispetti, con la notevole differenza che a temere di essere smascherato non è un impostore ma la realtà circostante, il mondo intero.
 
Ecco in breve (per quanto possibile) la storia:
Christiane Kerner (interpretata dalla bravissima Katrin Sass), madre di due figli, in seguito al trauma vissuto per la fuga del marito all'Ovest, decide di diventare un'attivista politica del partito socialista filosovietico. Recandosi al Palazzo dei Soviet scorge il figlio Alex, un ragazzo cresciuto nell’Est, guardando Sabbiolino alla tv, che ha come mito un astronauta della corsa allo spazio, che partecipa a una manifestazione contro il regime e ciò le causa un forte attacco di cuore. La donna entrerà in coma proprio mentre la Germania si riunisce sotto una stessa bandiera.
 
Cosa troverà quando si risveglierà dopo otto mesi?
 
Ad Alex (Daniel Brühl), per esempio, succede di ritrovarsi con il lavoro alla cooperativa di riparazioni elettriche che non c’è più. Ma di certo non si dispera.
Trova un lavoro come installatore di parabole, trova un amico (Florian Lukas) che sogna il cinema (e nel frattempo cita Kubrick nei filmini dei matrimoni), una ragazza (Chulpan Khamatova) che viene dalla Russia, fa l’infermiera, ed è dolce quanto decisa.
Pochi soldi, l’entusiasmo per le novità del consumismo, per una libertà che sembra sempre un po’ inafferrabile, e l’angoscia per le cose che cambiano. Ma Berlino è splendida e vitale, con i suoi palazzi cadenti pieni di musica e di arte improvvisata.
 
Così Alex è pronto e pieno di energia quando la madre, contro ogni previsione medica, si risveglia e il medico, prima di squagliarsela all’ovest, raccomanda nessuno shock, nessuna notizia traumatica. E Alex decide che così sarà, a tutti i costi.
Coinvolge la perplessa sorella (Maria Simon), recupera i vecchi mobili, i vestiti deprimenti, e porta la madre a casa, in quello che è rimasto della Repubblica Democratica Tedesca: 79 mq.
All’inizio la messa in scena sembra innocua, necessaria, ragionevole. Ma lentamente le cose si fanno più complicate. Bisogna avvertire i vicini, pagare i bambini del quartiere perché si esibiscano in canzoni socialiste, bisogna travasare tutti i cibi in barattoli di marche dell’est ormai introvabili, bisogna recuperare vecchi giornali, vecchie edizioni del tg... e intanto il mondo continua a cambiare con una velocità che stordisce. Quando la madre si riprende abbastanza da notare che qualcosa non va, Alex è così coinvolto nel mondo parallelo che ha costruito, una patria ideale creata per amore della madre, ma anche per il bisogno di dare un senso ad una società spezzata, da non essere capace di uscirne.
Allora inizia a piegare la realtà ad un sogno che forse non sapeva di avere, e insieme all’amico Vladimir diventa il produttore del telegiornale del suo mondo, in un sogno che ribalta la verità e in qualche modo allo stesso tempo le è fedele.
Il film diventa così il racconto di un'idea: quella del socialismo. Sembra come se, nella messa in scena costruita da Alex per la madre, si tenti un percorso ideologico di un qualcosa che poteva essere e non è mai stato: l'idea di un socialismo "umano" e non politico. Ad un certo punto c'è una mirabile allegoria di un Lenin di bronzo che vola verso il "sole dell'avvenire" (una delle scene più “forti” di emozioni di tutto il film).
Ma ciò che Alex costruisce per sua madre non è altro che una prospettiva di ciò che tutti avrebbero desiderato: ad un certo punto la madre riesce a vedere, anche solo per un attimo, in un miscuglio di invenzione e realtà quella che era la sua "idea", un’idea che non è mai stata realizzata, ma che per lei è esistita veramente: un mondo dove ognuno aiuti l'altro, solo perché ognuno è uguale all'altro.
 
Questi temi complicati, difficile delicati sono narrati con una finta leggerezza dal regista Wolfgang Becker attraverso la storia di una famiglia che vive una storia inventata in un momento storico vero e caratterizzato da un caleidoscopio di emozioni e sentimenti anche contrastanti fra loro che caratterizzò il passaggio dalla vita della Berlino Est alla cadua del muro, di un passaggio da un mondo restrittivo ma familiare ad uno libero ma sconosciuto, che è anche il passaggio di Alex dall'adolescenza alla maturità (il film è raccontato dal suo punto di vista).
 

postato da vanpeltmi | 19:01 | commenti (35)
recensioni, riflessioni, cinema


giovedì, 01 marzo 2007
 

Pomeriggio al cinema.

Travaux.

 
Titolo originale: Travaux, on sait quand ça commence...
Nazione: Francia/GB
Anno: 2005 (gennaio 2006 in Italia)
Genere: Commedia
Durata: 95'
Regia: Brigitte Roüan
Cast: Carole Bouquet, Jean-Pierre Castaldi, Didier Flamand, Aldo Maccione, Marcial Di Fonzo Bo, Alvaro Llanos, Carlos Gasca, Giulia Dussolier, Hugh Grant Distribuzione: Teodora Film
 
 
All’uscita di questa ennesima pellicola francese fremevo d’impazienza per vederla. Primo perché è, appunto, una commedia francese, ed è arcinoto il mio fortunato rapporto d’amore con queste pellicole, secondo perché ne avevo sentito parlare tanto bene!
Dalle colonne del Corriere della Sera avevo letto l’articolo di Mereghetti che diceva: “Una commedia simpatica e divertente, di quelle che piacerebbe ogni tanto veder prodotte anche in Italia, perché è capace di far quadrare i limiti del budget (in fondo, il suo orizzonte è quello delle "due stanze e cucina", come dicono con sarcasmo certi denigratori del cinema italiano) con l’apertura verso temi non superficiali, come quello dei diritti degli immigrati. Che affronta con ironia e intelligenza.”
 
Ottimo, mi ero detto! Ecco che finalmente arriva anche qui da noi una nuova divertente commedia francese con un messaggio di fondo trattato con la loro tipica verve acidula che trovo irresistibile. E’ vero che qualche volta mi sono “bruciato” con assurde pellicole come “E’ più facile per un cammello …” però, mi sono detto, in quel caso era il film di un’italiana (Veleria Bruni-Tedeschi che vuole, insieme alla sorella, fare tanto la francese) mentre la Brigitte Roüan è una francese di Toulon, vincitrice in varie sezioni a Cannes … insomma vado sul sicuro.
 
Mai errore fu più grande! Carole Bouquet, nonostante i quasi 50 anni suonati, è sempre bella e sexy ma non basta a trainare un film che non ha ne capo ne coda!
 
Ecco in breve la storia: Chantal Letellier (la Bouquet appunto) è un avvocato progressista, la quale si impegna con tutta se stessa per difendere i deboli e, avendo sia charme che grinta, vince spesso. Convinta dalla petulante madre e dagli isterici e iperviziati figli a sistemare la cucina della propria casa assume un giovane architetto colombiano, il quale si porta dietro, come operai, sei connazionali tutti "sans papier" non esattamente specializzati (veri muratori colombiani).
Chantal si trova così alle prese con due figli adolescenti che fraternizzano troppo coi nuovi arrivati, con un cliente cui si è concessa una notte quasi per sbadataggine e che non vuole levarsi più di torno, con l'architetto con idee sempre più faraoniche e, soprattutto, una casa distrutta che sembra difficile veder risorgere dalle macerie. Naturalmente finisce, dopo continue crisi, in tarallucci e vino … pardon champagne e ostriche (visto che siamo a Paris) e tutti sono felici e contenti tranne i poveri spettatori!
 
Già dopo 2 minuti il film risulta irritante e noioso. Basterebbero questi due aggettivi a descrivere il film così mal riuscito che anche la bellezza signorile della Bouquet  viene ridicolizzata da una sceneggiatura incerta e scontata.
Irritante perché la pellicola è costellata da grotteschi siparietti musicali, tra cui uno decisamente imbarazzante a suon di rap che ti fa vergognare di essere entrato in un cinematografo a vedere quel film (meno imbarazzato lo saresti stato se fossi entrato a vedere un film porno!).
Noioso perché per 95 minuti (e fortuna che dura così poco) si continua a vedere lo stesso schema senza nessuna variante significativa e gli unici istanti di divertimento sono legati all’assurdo cliente-fidanzato della Bouquet mentre le disavventure della famigliola sono così poco credibili e tirate sempre all'eccesso che non fanno nemmeno abbozzare un sorriso.
 
E il lato “sociale”? beh è mooolto sullo sfondo e lì rimane, più che altro si assiste a un buonismo della sinistra più melensa fatto unicamente di luoghi comuni che rasentano il patetico.
Insomma questo è stato il film più brutto degli ultimi anni che io abbia visto.
E se proprio vogliamo trovarci una cosa positiva posso dire che adesso so cosa sia un travaux. Ed è tutto dire!
 
postato da vanpeltmi | 16:00 | commenti (6)
cinema


martedì, 09 gennaio 2007
 

Pomeriggio al cinema.

 

L’antidoto.

 

 

Titolo originale:  L'antidote

Nazione: Francia

Anno: 2004 (in Italia 2006)

Genere: Commedia

Durata: 107'

Regia: Vincent de Brus

Cast: Christian Clavier (Jacques-Alain Marty), Jacques Villeret (André Morin), Agnès Soral (Nadine Marty), Annie Grègorio (Andrée)

Distribuzione: Millennium Storm

 

Ecco un’altra spassosissima commedia francese assolutamente da non lasciarsi scappare! Forse potrebbe venirvi il dubbio che io abbia un debole per i film francesi … e avreste proprio ragione. Naturalmente non li amo in blocco, per partito preso, ma con gli anni, pellicola dopo pellicola, mi sono reso conto del modo tipicamente francese di raccontare in chiave pungente la realtà della società moderna, con quel pizzico di sano cinismo e impareggiabile moralismo in salsa acidula che rende i francesi unici (e in certi casi c’è da aggiungersi “fortunatamente”).

La storia è presto raccontata: Jacques-Alain Marty (detto JAM) è il carismatico boss di uno dei maggiori gruppi industriali francesi. Quarantenne affascinante, negli ultimi anni non ha conosciuto altro che successo. Quando manca solo un ultimo tassello perché il gruppo per cui lavora diventi il numero uno a livello mondiale, per lui qualcosa inizia ad andare storto. Improvvisi attacchi di panico funestano le sue giornate dando origine a spiacevoli sintomi quali copiosa e maleodorante sudorazione e un'imbarazzante balbuzie; e tutto questo alle soglie del più grande affare della sua vita. Secondo il suo psicologo dovrebbe trovare assolutamente il suo 'antidoto', ossia qualcosa o qualcuno che possa far riaffiorare il trauma che deve aver subito da bambino, in modo da poterlo affrontare e superare.  Un giorno, durante un'assemblea degli azionisti incontra André Morin, un modesto contabile che lavora per una piccola fabbrica di giocattoli, appassionato di borsa e piccolo azionista della società che lui dirige e … sembrerebbe proprio essere questo buffo e pasticcione ometto il suo “antidoto”. Ma ora si impone una convivenza 24 ore su 24 con una serie di tragicomiche conseguenze per il povero JAM. Con questi presupposti, iniziano, quindi, 107 esilaranti minuti, ottimamente sostenuti dai due protagonisti, i quali, se in un primo momento spingono lo spettatore a storcere il naso, si rivelano con il trascorrere del tempo portatori di un godibilissimo spettacolo che, infarcito anche con funzionali personaggi di contorno (vedasi la Andrée interpretata da Annie Grégorio), decolla in maniera progressiva, mentre sempre più stabile diventa la vita di André in casa dell’uomo d’affari. Anche se per poter apprezzare appieno le divertenti distorsioni verbali attuate da Jacques-Alain (ad esempio, buongiorno diventa nella sua bocca cionporno) sarebbe opportuno visionare la pellicola nella sua versione originale, ma, tra doppi sensi ed equivoci, l'allegorico incontro - scontro tra capitalismo (Jacques-Alain) e comunismo (André) regala non poche occasioni per sprofondare in sane risate, dalla sequenza nella sauna ai momenti in cui vediamo i "poveri" aristocratici alle prese con una pietanza assai lontana dal loro amatissimo caviale: la trippa!

 

 

postato da vanpeltmi | 15:16 | commenti (3)
cinema


domenica, 17 dicembre 2006
 

All I want for XXX is you!

Oramai Natale si avvicina sempre più velocemente. Il conto alla rovescia è iniziato e, anche se lo vorremmo tanto, non lo si può certo fermare!

 

Tutti noi siamo presi dalla frenesia dei regali e abbiamo la testa solo per quei giorni! A Sant'Ambrogio, tradizione vuole, che si rispolveri dalla soffitta il caro vecchio albero (rigorosamente in plastica, mi raccomando) assieme al quale, è cosa doverosa, tirar fuori dal cassetto le classiche carole natalizie.

 

L'altro giorno, entrando alla Feltrinelli, ho subito notato un appariscente totem piazzato nel mezzo del negozio, in cui troneggiavano scintillanti CD festaioli in offerta speciale. Ovviamente, inutile quasi dirlo, mi ci sono fiondato istantaneamente e non potevo non prendere in mano, e rigirarmi tra le dita, quello di Mariah Carey, che contiene la famosa (direi quasi famigerata) cover di "All I want for christmas is you". Ogni volta che sento alla radio quella canzone non riesco a trattenermi: si scatena in me la mia vena “ugola d’oro” e mi cimento in poco probabili cori e coretti!

 

Ma con i vari “problemi” legati al natale di cui si sente parlare in questi ultimi giorni, dalle canzoni censurate a Bolzano fino agli abeti proibiti all’aeroporto di Chicago, penso sia lecito chiedersi: “per quanto ancora potremmo cantare canzoni simili? Quando, alla radio, sentiremo solo versioni political correct in cui la parola “christmas” viene sostituita da un più neutro “holiday”? insomma fra quanto una direttiva europea ci imporrà di cantare “All I want for holiday is you???”
Tutto ciò mi fa venire alla mente il divertentissimo e delizioso film di qualche anno fa “Love, actually” in cui una ex rockstar tenta di ritornare in cima alle classifiche di vendita di natale con una cover dei Beattles in cui sostituisce semplicemente una parola: da “Love is all around the world” in “Christmas is all around the world”: Sarà questo il nostro destino? Saremo costretti a “castrare” le nostre gloriose carole natalizie in nome di una correttezza e neutralità esasperate? Se è così siamo proprio messi male!
Beh allora approfittiamone finché ancora possiamo, schiariamoci la gola e via col coro:

Ma forse, a ben pensare, poco importa cosa si canterà .. ciò che conterà sarà A CHI si dedicherà una canzone simile! Per la serie: la forma conta poco, ciò che è importante è la sostanza! Di conseguenza, credo doveroso, non sperare di poter continuare ad augurare agli altri “buon natale” e non “buone feste” ma avere qualcuno di veramente speciale al quale dedicare una canzone del genere! Insomma che sia “All I want for Christmas is you” o “All I want for holiday is you” ciò che conterà sarà avere qualcuno a cui poterla cantare col cuore. Ed è ciò che vi auguro di tutto cuore (e se poi siete anche intonati, tanto di guadagnato!!!).

 



mercoledì, 06 dicembre 2006
 

Pomeriggio al Cinema.

Ero molto tentato di parlare dell’ultimo film di Aldo, Giovanni e Giacomo, Anplagghed ma credo che se ne sia già parlato troppo e, di carattere, non amo assolutamente fare ciò che fanno tutti, quindi il film che vorrei presentarvi oggi è un “vecchio” titolo sempre attuale, che assolutamente non deve mancare tra i vostri dvd.
La Cena dei Cretini.
 
Titolo originale: Le dîner des cons
Nazione: Francia
Anno: 1998
Genere: Commedia
Durata: 81'
Regia: Francis Veber
Cast: Thierry Lhermitte, Jacques Villeret, Francis Huster, Daniel Prévost, Alexandra Vandernoot, Catherine Frot
Produzione: Gaumont/Efve Tfi Films Production
Distribuzione: Filmauro
Ecco un altro impedibile film di Francis Veber, una delle sue prime pellicole che, grazie al passaparola, sono riuscite ad avere un ottimo successo anche qui in Italia. Questo film deriva da una famosa opera teatrale, sempre dello stesso Veber, che tanto successo ha avuto oltralpe. Per 80 minuti si ride senza tregua, con intelligenza e anche con un sano pizzico moralistico in salsa acidula tipico francese, dimenticatevi, quindi, quel moralismo bacchettone e melenso tipicamente americano, o quelle battutacce sguaiate e volgari che caratterizzano i così detti “panettoni cinematografici” che anche quest’anno, purtroppo, dovremo sorbirci!
“La cena dei cretini” appartiene a quel filone di films che potremmo definire “commedie dell’equivoco”, tutto, infatti, si basa su una serie a matrioska di esilaranti equivoci e ambiguità, una serie a catena di grasse risate che partono direttamente dal cuore (passando per il cervello!!).
In diverse occasioni si nota la derivazione teatrale, riportando spesso il pubblico nella magica atmosfera che il teatro emana, infatti le vicende si svolgono nello stesso luogo, tempo e azione. La storia in sé stessa è semplice e si rifà a un tipo di intrattenimento cui erano soliti, e probabilmente lo sono ancora, i ricchi annoiati che per sentirsi sempre superiori organizzavano delle feste o delle cene, come in questo caso, in cui ogni membro del gruppo doveva portare un qualche emarginato o soggetto particolare. In questo caso l'oggetto della cena è il "cretino", o colui che sia diverso dalla gente cosiddetta comune, sia negli atteggiamenti che nel viver sociale. Nel film il gruppo di amici si incontra ogni mercoledì per la "cena dei cretini" e Pierre Brochard (Thierry Lhermitte) pensa di non aver rivali nella scelta del cretino da portare alla cena. L'uomo in questione si chiama François Pignon (Jacques Villeret) ed è un contabile del Ministero delle Finanze, con la passione per le costruzioni fatte con i fiammiferi. Ma durante la serata Brochard si rende ben presto conto che il suo ospite è anche un vero combina guai pasticcione e che, superata la sua stramberia, è una vera persona per bene. Si ride così tanto che è benvenuto anche il finale, in un certo senso, buonista … insomma questo film è così bello e ritmicamente coinvolgente che gli si perdona qualche caduta di graffiante cattiveria!
 
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cinema


martedì, 14 novembre 2006
 

Pomeriggio al cinema.

Il diavolo veste Prada.

Regia: David Frankel

Attori: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Adrian Grenier, Tracie Thoms, Rich Sommer, Simon Baker, Daniel Sunjata

Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna

Produzione: 20th Century Fox, Fox 2000 Pictures, Peninsula Films

Paese: USA, 2006

Distribuzione: 20th Century Fox

Non potevo non andare a vedere questo film. Confesso che non smaniavo dalla voglia di spendere 10 euro per "il diavolo veste Prada" ma molti miei amici me ne avevano parlato bene e così mi sono lasciato convincere. Alla fine, però, posso dire che avevo ragione io. Non che non ci si diverta, non che manchino le battute esilaranti, o i momenti imbarazzanti che ti fanno davvero ridere di gusto ma alla fine ti accorgi che la cosa di tutto il film di maggior spessore sono gli abiti e che il personaggio più azzeccato è la colonna sonora accattivante. L'intento di prendere in giro il mondo della moda funziona abbastanza bene ma è una cosa già vista e rivista, nulla di originale e, altrettanto non originario, è lo spropositato strato di melassa sdolcinante, tipica americana, che chiude il film.

La trama la si può riassumente in due righe: Meryl Streep interpreta la direttrice della più famosa e venduta rivista americana di moda. Da fuori sembra una donna perfetta, sempre elegantissima, mai due giorni con la stessa borsa!

In realtà, dietro questa facciata patinata, si nasconde un dittatore sadico e perfido, nella  cui reta cadrà anche una ragazza grassottella, Anne Hathaway (che nel giro di un'inquadratura perde 2 taglie!) che ben presto dovrà fare i conti con la velenosa collega e l'impossibile capo!

Da brava ragazza americana crede che, sotto sotto, tutti siano buoni, anche la volubile Meryl, per poi rendersi conto che la realtà non è esattamente così .. o forse sì?

 

postato da vanpeltmi | 15:32 | commenti (9)
cinema


lunedì, 13 novembre 2006
 

La classifica del Lunedì.

TOP FILM ITALIA
Classifica dei film più visti nel Week-end.
dal 10 al 12 Novembre 2006  

1 - The departed - Il bene e il male (1)*

2 - Tu, io e Dupree (0)*

3 - La gang del bosco (2)*

4 - Il Diavolo veste Prada (3)*

5 - Flags of our Fathers (0)*

6 - The Grundge 2 (0)*

7 - Il vento che accarezza l'erba (0)*

8 - L'ultima porta (4)*

9 - Babel (5)*

10 - La sconosciuta (6)*

 

* posizione della settimana scorsa

Fonte comingsoon

 

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cinema


martedì, 07 novembre 2006
 

La classifica del Lunedì**.

TOP FILM ITALIA
Classifica dei film più visti nel Week-end.
dal 27 al 29 ottobre 2006  

1 - La gang del bosco (0)*

2 - The departed - Il bene e il male (0)*

3 - Il Diavolo veste Prada (1)*

4 - La sconosciuta (3)*

5 - World Trade Center (2)*

6 - Babel (0)*

7 - Scoop (4)*

8 - Fascisti su Marte (0)*

9 - Primi amori, primi vizi, primi baci (0)*

10 - Miami Vice (5)*

 

* posizione della settimana scorsa

** e non ditemi che oggi è martedì!!

Fonte comingsoon

postato da vanpeltmi | 18:11 | commenti (4)
cinema


lunedì, 06 novembre 2006
 

Il video della settimana.

L'altra sera facendo zapping sfrenato (ormai è un obbligo se si decide di accendere la televisione di sera) mi sono imbattutto in quello che credevo, dai primi fotogrammi, l'ennesimo video trash ... ma mi è bastato poco a rendermi conto che stavo ammirando un piccolo capolavoro della musicografia moderna!

Eccovelo, gustatevelo anche voi!

Quante canzoni sono state dedicate a New York .. a me, però, vengono ora in mente solo quella cantata da Liza Minnelli e quella di "Come sposare un milionario" (ah che bel film!! ma qui si sta parlando di musica!)

How To Marry A Millionaire

A voi ne vengono in mente altre?? Fatemelo sapere!

 

 

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musica, cinema


sabato, 04 novembre 2006
 

Pomeriggio al cinema.

Che fame
J'ai faim

Regia: Florence Quentin

Attori: Catherine Jacob, Garance Clavel, Isabelle Candelier, Alessandra Martines

Sceneggiatura: Florence Quentin

Produzione: Dania Film, Vip Media

Paese: Francia, 2001

Distribuzione: Warner Bros

Ecco finalmente una vera e propria commedia dietetica sull’amore! Questo è un delizioso film assolutamente da vedere e rivedere ogni qualvolta si abbia esagerato nel peccare di gola! In poco meno di un’ora e mezza vengono riassunte tutte le pazzie che si possono commettere per amore e per cercare di raggiungere un improbabile mito di bellezza e magrezza … per, poi, scoprire quali sono le vere cose importanti che dovremmo noi tutti coltivare, giorno dopo giorno!
Tante le battute esilaranti e i metodi più improponibili per perdere qualche grammo … siete single e alla notte dormite da soli? Bene allora sottoponetevi a una serie di punture di estratto di carciofo! Ok la vostra pelle dopo odorerà di minestrone però intanto siete soli …
Siete presi da un’irrefrenabile fame alle 4 del pomeriggio? Siete tentati di mangiarvi qualsiasi cosa ci sia nella dispensa (Bridget Jones insegna!)?? Allora bevetevi una tazza di acqua calda: il vostro senso di fame si placherà all’istante! Dovete disintossicarvi dopo una maratona culinaria? 3 giorni di passato di verdura ogni 2 ore (notte compresa) e sarete a posto .. anche se non vi potrete allontanare più di 10 metri da un bagno!
Ecco in breve la trama: la bella, ma un po' tondetta, Lily nell'arco di 24 ore eredita una piccola fortuna dallo zio moribondo, rimane bloccata alla schiena durante movimentati giochi amorosi e viene lasciata dal suo fidanzato .... per una donna più giovane e molto più magra!
Dopo un primo momento di disperazione, supportata dalle sue amiche, capisce che piangersi addosso non le servirà a nulla! Allora mette nero su bianco un meticoloso piano per riconquistare il cuore del fidanzato fedigrafo! E pensarà proprio a tutto ... senza esclusione di colpi (bassi).
 
Insomma questa pellicola rappresenta un’ottima occasione per ridere delle ossessioni della donna (e dell’uomo ovviamente) del 2000 e per capire di prendere tutto meno seriamente!

Inconcepibile che manchi nella vostra videoteca!

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cinema


mercoledì, 25 ottobre 2006
 

Pomeriggio al Cinema.

La Comunidad.

Regia: Alex De La Iglesia

Attori: Carmen Maura, Eduardo Antuna, Maria Asquerino, Jesus Bonilla

Sceneggiatura: Jorge Guerrica Echeverria, Alex De La iglesia

Produzione: Llafilm

Paese: Spagna, 2000

Distribuzione: Nexo

So bene che questo è un film non recentissimo ma solo pochi giorni fa, finalmente, mi sono deciso a guardarlo (dopo anni che faceva bella mostra di sé nella mia videoteca).

Si tratta di un film noir, una commedia nera ricca di colpi di scena e di suspance mozzafiato! La trama è tanto semplice quanto avvicente: una donna di mezza età, che lavora per un'agenzia immobiliare, mentre sta vendendo un appartamento trova una valigia con una somma spropositata di soldi. Già immagina la bella vita che potrà fare una volta uscita da quell'appartamente con tutti quei soldi .. ma il problema sta proprio nel riuscire a uscire viva dall'edificio!

Ben presto lo spettatore rimarrà incollato alla poltrona, sarà preso dall'angoscia, dalla paura dall'euforia .. quello che è certo è che non ci si annoia per tutta la durata della pellicola. Alla fine un sorriso beffardo sarà, ne sono sicuro, sui vostri visi!

Se ne avrete l'occasione, non perdetevi "La Comunidad".

 

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cinema


lunedì, 23 ottobre 2006
 

La classifica del Lunedì.

TOP FILM ITALIA
Classifica dei film più visti nel Week-end.
dal 20 al 22 ottobre 2006  

1 - Il Diavolo vestre Prada (1)*

2 - World Trade Center (2)*

3 - La sconosciuta (0)*

4 - Scoop (3)*

5 - Miami Vice (4)*

6 - L'imbroglio (0)*

7 - N Io e Napoleone (8)*

8 - Fur - Ritratto immaginario di Diane Arbus (0)*

9 - I pirati dei caraibi: la maledizione del forziere fantasma (5)*

10 - Monster House (7)*

 

* posizione della settimana scorsa

Fonte comingsoon

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cinema


domenica, 15 ottobre 2006
 

Pomeriggio al Cinema.

Una top model nel mio letto.

Regia: Francis Veber

Attori: Daniel Auteuil, Kristin Scott Thomas, Gad Elmaleh, Alice Taglioni, Virginie Ledoyen, Michel Aumont, Dany Boon, Richard Berry, Laurent Gamelon

Sceneggiatura: Francis Veber

Produzione: Gaumont

Paese: Francia, 2005

Distribuzione: Medusa Film

Dopo "La cena dei cretini", "L'apparenza inganna", "Sta zitto, non rompere!" ecco una nuova, esilarante, commedia del regista francese Francis Veber.
Il suo nome è garanzia di risate e anche questo nuovo film non vi deluderà.
Per 120 minuti si ride con intelligenza e senza cadere nelle classiche battutacce da spogliatoio alle quali vorrebbero abituarci i vari vanzina de casa nostra.
Non vi aspettate, però, un film impegnato e che lasci il segno: l’unica cosa che lascia spegnendo il lettore DVD è un bel sorriso!
La trama è semplice e anche un po’ semplicistica/sempliciona ma funziona abbastanza bene e regge per tutto il tempo. Le battute si susseguono in maniera incalzante, una più spassosa dell’altra. Se amate questo cinema francese riconoscerete tutti i vari personaggi: Daniel Auteuil (“L'apparenza inganna”, Kristin Scott Thomas (del recente “La famiglia omicidi” altro film molto carino), Alice Taglioni (“La Pantera Rosa”), Virginie Ledoyen (“8 donne e un mistero” e “Che fame!”), Michel Aumont (ancora “L’apparenza Inganna”), Richard Berry (“Ah se fossi ricco!”) solo per citarne alcuni.
 
La vicenda è presto detta: il miliardario Auteuil viene fotografato accanto alla propria amante, la top model Alice Taglioni. Per evitare le ire della moglie, Kristin Scott Thomas, e un disastroso divorzio sostiene che la top model sia la fidanzata dell’altra persona ripresa nella fotografia: lo sfortunato posteggiatore Gad Elmaleh!
La vita di quest’ultimo viene, così, sconvolta dall’esuberante e bellissima ragazza la quale, non solo è dotata di un corpo perfetto, ma anche di bontà d’animo e di saggezza fino a quando ......

...... ovviamente non dico altro se non … andate a vedervelo!!

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lunedì, 09 ottobre 2006
 

La classifica del Lunedì.

TOP FILM ITALIA
Classifica dei film più visti nel Week-end.
dal 6 all'8 ottobre 2006  

1 - Miami Vice (0)*

2 - Scoop (0)*

3 - I pirati dei caraibi: la maledizione del forziere fantasma (1)*

4 - Ti odio .. ti lascio .. ti (2)*

5 - Cambia la tua vita con un click (4)*

6 - Black Dahlia (3)*

7 - Profumo - Storia di un assasinio (5)*

8 - Nuovomondo (8)*

9 - Lady in the water (6)*

10 - Cars - Motori Ruggenti (7)*

 

* posizione della settimana scorsa

Fonte comingsoon

postato da vanpeltmi | 20:13 | commenti
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lunedì, 02 ottobre 2006
 

Pomeriggio al Cinema

Dopo appena una settimana di permanenza nella classifica dei film più visti in Italia "Little Miss Sunshine" esce dalla top ten. Questa pellicola indipendente, presentata al Festival di Locarno e al Sundance e al Sydney Film Festival (vincendo il Festival 2006) come "IL" film dell'anno, è passata come una cometa sui nostri schermi, senza quasi lasciar segno. Troppo abbagliati da un corsaro o da un superman spero per voi che siate potuti andarla a vedere.

Direttamente dal sito ufficiale:

LITTLE MISS SUNSHINE è una commedia on the road americana per tutta la famiglia che rompe con i modelli tradizionali del genere. Sfacciatamente satirico e, al tempo stesso, profondamente umano, il film presenta al pubblico una delle più accattivanti e bizzarre famiglie nella storia recente del cinema: gli Hoover, il cui viaggio verso un concorso di bellezza per bambine si trasforma in una baraonda colossale, portando con sé morte e trasformazione, e lanciando un commovente sguardo verso le sorprendenti ricompense che spettano ai perdenti in una cultura tutta focalizzata sul trionfo dei vincenti. Un successo travolgente al Sundance Film Festival, dove la proiezione si è conclusa con una standing ovation, il film ammicca a chiunque sia mai rimasto sconcertato dal constatare come la propria famiglia, per quanto problematica possa essere, riesca in ultima analisi a cavarsela.

Nessuno degli Hoover ce l’ha veramente fatta, e non perché non ci abbia provato. Il padre Richard (GREG KINNEAR), un motivatore ottimisticamente senza speranze, sta disperatamente tentando di vendere il suo programma per il successo in nove passi – senza tuttavia molto successo. Nel frattempo, la madre ‘onesta a tutti i costi’ Sheryl (TONI COLLETTE) è sempre assillata dagli strani segreti della sua famiglia, specialmente quelli del fratello (STEVE CARELL), seguace di Proust e aspirante suicida appena dimesso dall’ospedale, dopo essere stato piantato in asso dal fidanzato gay. Ci sono poi gli Hoover più giovani con i loro sogni improbabili: l’occhialuta e grassottella aspirante reginetta di bellezza Olive di sette anni (ABIGAIL BRESLIN) e Dwayne (PAUL DANO), un adolescente arrabbiato e accanito lettore di Nietzsche che ha fatto voto di silenzio finché non verrà ammesso all’Accademia aeronautica. Completa la famiglia il nonno (ALAN ARKIN), dal linguaggio sboccato e sempre a caccia di piaceri, che è stato appena sbattuto fuori dal pensionato per anziani per avere fatto uso di eroina. 

Questa famiglia non è proprio il ritratto perfetto della salute mentale, ma quando per un colpo di fortuna Olive viene invitata a partecipare all’assai popolare concorso Little Miss Sunshine in California, tutta la famiglia Hoover si raccoglie intorno a lei. Si ammassano sul pulmino VolksWagen arrugginito e si dirigono verso ovest per un viaggio tragicomico di tre giorni all’insegna di sorprese e disavventure di ogni genere. Il viaggio culmina con il debutto di Olive, evento che cambia l’intera famiglia di spostati in un modo che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. 

 

postato da vanpeltmi | 19:54 | commenti (1)
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