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venerdì, 21 settembre 2007

Pizzeria: Da Willy
Indirizzo: via Bergamo 1
Margherita: 5,00 €
Coperto: 1,00 €
Giudizio sulla pizza: 6 ½
Giudizio sul locale: 6 +
Locale non troppo ampio, con 2 sale definibili “essenziali” ma confortevoli, carina, specialmente, la sala inferiore in mattoni a vista. Personale efficiente anche se nei momenti di affollamento si ha la chiara sensazione che ti vogliano mandare via in fretta. Vastissima la scelta delle pizze, anche nelle varianti più improbabili (e improponibili) con patatine fritte (che sconsiglio dato che l’umidità della pizza renderà le vostre patatine fritte molli in pochi minuti) o con pasta (si, si! Avete capito bene: pizza con sopra della pasta!). Impossibile non trovare una pizza che vi stuzzichi, cosa molto più ardua sarà mangiarla tutta: infatti qui le dimensioni sono extra … e avrete difficoltà a gestire la cosa nel caso capitiate in un tavolo piccolo. Pizza come detto gigante, pasta bassa, bordo basso.
Nel menù ci sono anche diversi primi e insalate (anche questi in porzioni giganti) ma sinceramente la vista non ispira molto. Dolci solo confezionati. Decisamente ottimo il rapporto qualità-prezzo-quantità: non potrete uscire da “willy” con lo stomaco vuoto e il portafoglio alleggerito. Ideale per una serata tra amici senza troppe pretese.
martedì, 17 luglio 2007
Inizia con questo intervento una serie di post dedicati ai lavori che cambieranno (o dovrebbero cambiare) il volto di Milano nei prossimi anni, "Milano, domani".
Da appassionato di metropolitane inizio con la realizzazione della nuova, la 5, per poi indagare nelle prossime settimane i lavori di CityLife, Ga-Re, Santa Giulia e molto, molto altro.
Per brevità dovrò cercare di presentare i vari interventi in maniera molto sintetica, per qualsiasi informazioni aggiuntiva contattatemi senza problemi.
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Hanno preso il via lunedì 16 luglio i lavori per la costruzione della nuova linea metropolitana di Milano, la numero 5, la linea magenta, e si dovrebbero concludere fra 4 anni e 10 mesi (periodo comprensivo dei 7 mesi necessari per il pre-esercizio), inaugurando la prima tratta (Zara M3 - Bignami) nel 2011.
Sono passati 25 anni dall’apertura di cantieri per una nuova linea (era il febbraio del 1982, per la linea 3) e speriamo che non ne debbano passare altri 25 per veder posata la prima pietra della linea 4.
La prima tratta ad essere costruita congiungerà le stazioni di Garibaldi (R, M2, S1, S2, S5, S6, S10) e Bignami (circa 5645 metri) con 9 stazioni totali, ma contemporaneamente si provvederà ad elaborare uno studio di prosecuzione del tunnel in direzione nord fino alle porte di Monza (stazione Bettola, interscambio con il previsto prolungamento della M1).
Inizialmente saranno impiegati treni a tre casse e si è già prevista l’aggiunta di una quarta cassa portando i treni a una lunghezza di circa 60 metri (le attuali linee sono lunghe circa 100). I treni saranno simili a quelli attualmente in circolazione nella metropolitana di Copenhagen.
La principale caratteristica di questa linea è quella che funzionerà in maniera totalmente automatica: i treni viaggeranno senza conducente, perciò con una frequenza massima elevata, e le banchine saranno protette dai binari grazie a porte scorrevoli che si apriranno solo in presenza del treno in stazione (simili alle stazioni della metropolitana di Torino).
Se a nord è previsto il prolungamento a Monza Bettola e oltre (si parla di Monza centro) a sud è pronto a partire il prolungamento verso lo Stadio di San Siro e Settimo Milanese (la ex M6) baipassando il complicato nodo di Garibaldi.

Ecco le fermate previste del primo lotto:
Bignami
Ponale
Bicocca
Ca’ Granda
Istria
Marche
Zaraà M3
Isola
Garibaldià M2, S1, S2, S5, S6, S10 [S7, S8], R
Queste le fermate previste del secondo lotto:
Monumentale
Cenisio
Gerusalemme
Domodossolaà S3, S4
Tre Torri
Portello à FieraMilanoCity
Lottoà M1
Segesta
Esquilino
Axum – San Siro
Qui sotto lo schema dei trasporti M, S, R di Milano con evidenziata la nuova metropolitana. Per ingrandire cliccare sulla figura:

venerdì, 30 marzo 2007

Pizzeria: Novecento
Indirizzo: via Colonna Vittoria 43
Margherita: 6,20 €
Coperto: 2,50 €
Giudizio sulla pizza: 5 ½
Giudizio sul locale: 6 ½
Locale affollato, grande ma abbastanza accogliente. Il personale non è troppo gentile ma diciamo nemmeno maleducato. Non ampissima la scelta delle pizza, discreto invece il resto del menù con ottimi piatti di pesce. Le porzioni, però, languono e ciò che non manca è invece il sale: infatti la pizza è troppo salata, la mozzarella usata è di dubbia genuinità (risulta, infatti, una pizza “maculata” di mozzarella) e il pomodoro non è certo fresco ma in scatola. Dimensioni grandi, pasta sottilissima e bordo sottile. Si lascia mangiare ma di certo non è una pizzeria consigliabile. Meglio optare per altre portate; invitanti i dolci.
martedì, 20 marzo 2007
Come ampiamente annunciato sabato scorso, a Milano nel fine settimana sono iniziati i festeggiamenti per ricordare le 5 Giornate di Milano. Balli, concerti e ricostruzioni storiche hanno segnato questi giorni e continueranno fino al 22 Marzo. Io, ovviamente, ero là, in prima fila. Un po’ come un reporter di guerra ho documentato per voi le sanguinose vicende che sono accadute 159 anni fa nelle strade cittadine fra barricate alzate dal popolo ribelle e schieramenti dell’esercito imperiale. Le bandiere italiane e milanese sventolavano fiere oggi come allora sfidando l’aristocratica bandiera gialla dell’Impero Austroungarico.
Il giorno prima nulla lasciava presagire ai tragici eventi del giorno dopo, così i soldati passarono la sera ballando con donzelle (in verità alquanto attempate … probabilmente le ultime testimoni oculari dei fatti oggi narrati) in un’affollata Piazza dei Mercanti. Sotto il Palazzo della Ragione si diffondevano le musiche dei tipici valzer che si ballavano a Vienna all’Hofburg! Una Sissi, rattoppata alla meglio, apriva le danze con il generale in capo e poi viaaa in un turbinio di musiche e uno svolazzare di soavi veste d’epoca!
Qualche pattuglia si trovava qua e là per la città di notte … finché nottetempo le prime barricate comparvero, prima in Piazzetta Reale e poi dinanzi alla fortezza cittadina, al Castello Sforzesco!
L’esercito ormai era all’erta e ampiamente schierato in difesa della roccaforte! Invece il popolo, coi pochi stracci che possedeva e qualche fucile rubato ai soldati, marciava dal Duomo in direzione di Cairoli … inevitabile gli scontri! L’aria ben presto si faceva greve, i fucili iniziavano a cantare e a risuonare dapprima lontano nelle vie cittadine poi sempre più vicino fino allo scontro diretto, proprio davanti ai miei occhi (e alle mie povere orecchie!).
Qualcuno, inevitabilmente, cadeva per terra, il sangue del fiero popolo milanese scorreva a fiotti sul pavé ma uscì vittorioso, cacciando i soldati invasori dal Castello … dalla città, almeno per 5 giorni.
Ecco qualche immagine tutta per voi:













sabato, 17 marzo 2007

Si apriranno sabato 17 marzo, con una rievocazione storica in piazza dei Mercanti, le celebrazione delle Cinque Giornate di Milano.
A 159 anni dai moti che hanno segnato una svolta nella storia della Città, Milano rievoca quel sentimento popolare di libertà e di indipendenza con molti appuntamenti che proseguiranno nei giorni successivi, fino al 22 marzo, con altre rievocazioni e concerti nei luoghi più significativi che sono stati scenario delle Cinque Giornate di Milano.
Ecco il programma completo delle manifestazioni:
Sabato 17 marzo 2007 – “La vigilia”
Dalle 20.00
Piazza Mercanti, Loggia dei Mercanti , Via Mercanti – Piazzetta Reale – Duomo
Genius Temporis con Storia Vivente
Rievocazione storica scontri fra Austriaci e Milanesi – Presa di Palazzo Reale
Dalle 21.00
Teatro Rosetum - Via Pisanello 1
Compagnia Teatrale Meneghina
Rievocazione storico-teatrale de “Le cinque Giornate di Milano"
Domenica 18 marzo 2007 – “La guerra del fumo”
Dalle 11.00
Piazza 5 Giornate
Comune di Milano - Cerimonia celebrativa 159° Anniversario 5 Giornate di Milano
Dalle 12.00
Piazza Mercanti, Loggia dei Mercanti , via Mercanti – Piazzetta Reale – Duomo
Genius Temporis con Storia Vivente
Rievocazione storica “Guerra del Fumo”
Dalle 15.30
Teatro Rosetum Via Pisanello 1
Compagnia Teatrale Meneghina
Rievocazione storico-teatrale de “Le cinque Giornate di Milano"
Duomo, Castello Sforzesco, Via Dante
Genius Temporis con Storia Vivente
Rievocazione storica presa del Castello con attacco all’acquartieramento austriaco
Dalle 16.00
Palazzo Marino – Sala Alessi
Orchestra Filarmonica di Milano
Concerto “W Verdi” – cori e musiche verdine
Dalle 21.00
Teatro dell’Arca Corso XXII Marzo
Consiglio di Zona 4 e Associazione Culturale Roberto Ronchi
"Hinn andaa quij baloss de pattan" Storia delle 5 giornate di Milano
Lunedì 19 marzo 2007 – “La musica scritta a Milano durante l’insurrezione”
Dalle 21.00
Basilica S. Nazaro maggiore e Apostoli, Piazza S. Nazaro in Brolo (corso di Porta Romana)
Le Voci della Città
Concerto di musiche per organo di Padre Davide da Bergamo (al secolo Felice Moretti)
Martedì 20 marzo 2007 – “W Verdi”
Dalle 21.00
Civico tempio di San Sebastiano, Via Torino
Orchestra Filarmonica di Milano
Concerto di musiche e cori verdini
Mercoledì 21 marzo 2007 – “W Verdi”
Dalle 21.00
Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia
Orchestra Filarmonica di Milano
Concerto di musiche e cori verdini
Giovedì 22 marzo 2007 – “La musica scritta a Milano durante il periodo risorgimentale”
Dalle 21.00
Cappella Santi Giovanni di Dio e Vincenzo Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico, Corso di Porta Nuova
Le Voci della Città
Concerto di musiche per organo di Padre Davide da Bergamo (al secolo Felice Moretti)
giovedì, 15 marzo 2007
Iniziamo un piccolo appuntamento non fisso con una pietra miliare della cucina italiana: la pizza!
Parafrasando Oscar Wilde dico che potrei resistere a tutto tranne che a una pizza, appunto! Ecco, quindi, che vorrei unire l’utile al dilettevole, e così ho pensato di raccontarvi delle mie scorribande pizzaiole in giro per Milano.

Pizzeria: Pizzando Grigliando
Indirizzo: via Marghera 10
Margherita: 5,50 €
Coperto: 2,00 €
Giudizio sulla pizza: 7 ½
Giudizio sul locale: 7 ½
Ottimo locale, ampio e sempre molto affollato (ottimo indicatore di qualità solitamente). Personale molto cortese (vi saluteranno tutti entrando e uscendo) attento ad ogni vostra richiesta, pronto ed efficiente. Buona scelta delle varietà di pizza con qualche tipo un po’ insolito e, un po’ alla lontana, legata alla tradizione napoletana. Dimensioni della pizza normali, pasta bassa ma non troppo, bordo medio alto tipico napoletano. Ottima anche la scelta dei primi e dei secondi (sia di carne che di pesce), consigliatissimi i primi di pasta (sempre rigorosamente fatta in casa). Altro punto a favore i prezzi: si spende decisamente il giusto e nonostante il locale possa sembrare pretenzioso il conto si rivelerà una piacevole sorpresa. Da provare!
domenica, 11 marzo 2007

A partire da oggi, domenica 11 marzo, si inaugura, con 12 visite guidate gratuite alla Pietà Rondanini di Michelangelo, un prezioso ciclo di appuntamenti per scoprire il Castello Sforzesco e i suoi meravigliosi tesori.
Un vero e proprio "Invito a corte" nell'amata e odiata fortezza, cuore del Ducato dei Visconti e degli Sforza. Un’occasione unica per i Milanesi e i Lombardi alla scoperta del proprio illustre passato e ad ammirare gli straordinari tesori conservati nei Musei del Castello.
Il ciclo prevede cinque appuntamenti sulla storia di Milano (dal 17 marzo al 13 maggio); cinque incontri con i capolavori dei Musei, passando attraverso meravigliosi manufatti di arte applicata fino alla possibilità di visitare "a porte chiuse" la Sala delle Asse decorata da Leonardo da Vinci, la Sala della Balla con gli Arazzi Trivulzio. Il 2 giugno, infine, si potranno eccezionalmente ammirare alcuni rari codici miniati della Biblioteca Trivulziana.
Io personalmente ho avuto la fortuna di partecipare a diversi di questi appuntamenti gli anni scorsi e ve li raccomando: spesso si fanno lunghi viaggi per ammirare bellezze storiche e architettoniche che la fretta dei tempi moderni ci impedisce di scoprire proprio a casa nostra.
Per il programma completo ciccate qua.
mercoledì, 21 febbraio 2007
Essendo alla vigilia di carnevale non potevo certo esimermi dal proporvi una ricetta tradizionale di questo periodo dell’anno: le Chiacchere! Ovviamente in una personale versione light!
Certo le classiche chiacchere fritte nell’olio sono golosissime ma, haimè, decisamente da evitare, così arrivo io in vostro soccorso con una ricetta per prepararle al forno!

Dai prendete farina, uova, burro … e divertitevi a prepararle per il sabato grasso!
Buon carnevale a tutti!
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E se siete a Milano eccovi qui il programma dei festeggiamenti in giro per la città!
sabato, 10 febbraio 2007
Riprendendo il post precedente mi sorge spontaneo il seguente quesito: o voi siete veramente dei pozzi di scienza da riuscire, con poche righe, capire di quale libro si tratti o io sono molto banale delle mie scelte e nei miei gusti!
Comunque per dovere di cronaca vi confermo che il primo libro è effettivamente “La Certosa di Parma” di Stendhal (libro che adoro e che ho letto almeno una decina di volte!), il secondo “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde e il terzo, che non avete indovinato, è “Moby Dick” di Herman Melville.
Per rimanere in tema vorrei consigliarvi un libro che ho appena finito di leggere. Si tratta de “I vandali in casa”, riedizione dell’omonimo libro di Cederna del 1956, a cura di C. Erbani.

E’ una raccolta di articoli di Cederna coi quali il giornalista denunciava negli anni ’50 i piccoli grandi scandali che hanno segnato la storia della tutela del nostro patrimonio artistico e paesaggistico. La cosa veramente brutta è che quello che Cederna scriveva più di 50 anni fa sia ancora tristemente attuale. Questo è un libro che dovrebbe servire a sensibilizzare la nostra coscienza e farci capire che i principali nemici dei “monumenti” sono in primo luoghi quelli che si professano restauratori (e che poi hanno dietro di loro i “soliti noti” speculatori edilizi).
Dato che io sono di Milano vorrei segnalarvi solo un caso emblematico: l’intenzione a metà anni ’50 di ingrandire la Rinascente comprando e radendo al suolo l’attigua chiesetta 500centesca di San Raffaele. Sembra assurdo, lo so, ma la curia (minuscolo d’obbligo) vendette per 500 milioni la chiesa al grande magazzino ben sapendo che l’avrebbe distrutta per far spazio alla vendita di articoli standard che avrebbero dovuto garantire la felicità terrena dei milanesi.
Azione promossa dal Corriere della Sera venne fortunatamente sventata dalla mobilitazione di un gruppo di intellettuali.
E purtroppo questo è solo uno degli innumerevoli casi raccontati e documentati. Roba da far accapponare la pelle!!
E per concludere ecco uno famosissimo motto di Boito: “non restaurare, ma conservare”!
sabato, 03 febbraio 2007
Può sembrare un tentativo di liberarsi degli avanzi del dolce natalizio, ma in realtà si tratta di un'usanza che ha una lunga storia.
All'inizio di febbraio, passeggiando per Milano, non è strano, nelle vetrine di pasticcerie, panetterie e gastronomie, trovare panettoni in vendita con forti sconti (per la verità, la tradizione imporrebbe di vendere due panettoni al prezzo di uno, ma non tutti la rispettano). Banale tentativo di liberarsi degli avanzi del dolce natalizio per eccellenza, diranno i più. Niente di più errato, infatti si tratta di un'usanza ben radicata nel territorio milanese: quella di mangiare il panettone il 3 febbraio, giorno di San Biagio. Ma perché si usa così? Biagio nacque a Sebaste, in Armenia, sul finire del III secolo dopo Cristo. Studiò medicina e intraprese la professione di medico, e medico sarebbe morto, se la popolazione della sua città non lo avesse voluto come vescovo, nonostante non fosse né consacrato né ordinato. Un po' come Ambrogio, anche Biagio non volle accettare subito la carica a cui il popolo lo spingeva. Dopo un periodo però si fece convincere e assunse il ministero, non dimenticando però la sua vera natura. Cominciò così a compiere i suoi doveri vescovili, accompagnandoli con gli altrettanto importanti doveri di medico. Il neo vescovo curava le anime del suo gregge ma spesso, in maniera più terrena, ne curava anche i corpi.
Un giorno una madre disperata corse al suo cospetto. Suo figlio aveva mangiato del pesce, una lisca gli si era conficcata in gola e ora stava soffocando. Biagio non perse tempo e corse al capezzale del giovane. L'istinto di medico ebbe presto il sopravvento e Biagio, invece di perdersi in inutili benedizioni e unzioni, prese un pezzo di pane e lo fece inghiottire al ragazzo. La mollica portò con sé la lisca e il figlio della disperata signora riprese a respirare normalmente. Con un metodo che aveva ben poco di miracoloso, Biagio aveva salvato una vita, come probabilmente aveva fatto spesso in passato e come, altrettanto probabilmente, avrebbe continuato a fare in futuro. Ma, vuoi perché come vescovo Biagio era già in odore di santità, vuoi perché, per sottintendere ai doveri dell'abito che indossava, prima di far ingoiare la mollica al ragazzo l'aveva benedetta facendogli il segno della croce, la fortunata madre cominciò a gridare al miracolo. Biagio ovviamente minimizzò e tornò ai suoi doveri. Ma notizie eccezionali come un miracolo fanno presto a passare di bocca in bocca e a diffondersi a macchia d'olio fra tutto il popolo. E presto giunsero alle orecchie sbagliate, quelle di Agricola, prefetto di Diocleziano per l'Armenia. Agricola non apprezzava che la fama di un qualunque vescovo si accrescesse così a dismisura e decise, con una scusa, di convocare il vescovo Biagio. Trovandoselo davanti, non si sa perché, Agricola decise che era meglio eliminarlo per evitare che il popolo ne facesse un santo. Detto, fatto, lo fece scorticare con pettini da cardatori e poi decapitare.
Come altri prima di lui, anche Agricola fece male i suoi conti. Biagio a breve divenne un martire e poi un santo, il Santo protettore dei cardatori e dei materassai (onore dovuto allo strumento che era stato usato per martirizzarlo). In più, in ricordo dell'episodio del bambino e della lisca di pesce, il 3 febbraio, giorno della festa di San Biagio, si usa mangiare del pane benedetto e farsi benedire la gola toccandola con due candele incrociate. Questo però non spiega come la storia di Biagio si leghi a Milano e al suo più rappresentativo dolce. Biagio non era mai passato dalla nostra città, eppure proprio a Milano la sua festa ha una così strana connotazione. Facciamo allora un salto avanti nel tempo rispetto all'epoca in cui visse Biagio. Il panettone è già stato inventato e a Milano tutti usano prepararlo per le feste natalizie. Prima di Natale una donna si reca da Frate Desiderio per far benedire un panettone che ha preparato per la famiglia. Desiderio, che è sempre molto occupato, dice alla donna di lasciargli il dolce per qualche giorno e poi di passare a ritirarlo, lui si occuperà di benedirlo non appena troverà il tempo. I giorni trascorrono lenti e la donna si dimentica di ripassare dal frate per il suo panettone. Desiderio invece non si dimentica affatto del panettone e, ogni volta che passa davanti al cantuccio della canonica dove lo ha appoggiato, ne stacca un pezzettino e lo mangia.
Sbocconcella oggi, sbocconcella domani tutto ciò che resta del panettone è l'involucro vuoto. Quando Desiderio si accorge di aver mangiato tutto il panettone della povera donna si dispera. I sensi di colpa lo assalgono e Desiderio spera che la donna si sia dimenticata per sempre del suo panettone e non torni più a reclamarlo. Altri giorni passano e sembra che il desiderio del frate si sia avverato, quando, il 3 febbraio, la donna si ripresenta per avere indietro il suo panettone benedetto. Desiderio va allora nell'angolo dove giaceva ancora l'involucro del panettone inesorabilmente vuoto e, stupore, la carta è gonfia e piena di un panettone grosso il doppio di quello che la donna aveva lasciato al frate. Miracolo! Era sicuramente merito di San Biagio.
Il Natale dell'anno successivo molti milanesi portarono a Desiderio i loro panettoni da benedire, sperando di vederli moltiplicati. Ma i miracoli non operano così, quindi Desiderio si limitò a benedire tutti i panettoni assieme e poi consigliò caldamente ai milanesi di avanzarne una parte da consumare il 3 febbraio, in sostituzione del pane benedetto. Negli anni l'usanza si radicò nel sostrato cittadino e anche se oggi non si usa più farli benedire, in ogni casa di Milano, la mattina del 3 febbraio, a colazione, per proteggere la gola dai malanni stagionali, si scarta un bel panettone, magari comprato con lo sconto in uno dei tanti negozi della città.
venerdì, 02 febbraio 2007
A la Madona da Scirioela,
da l’invernu a sem foera
ma sa pioeuv o tira vent
da l’invernu a sem amo’ dent
giovedì, 09 novembre 2006


Nessuno lo direbbe ma Milano gode del secondo più antico acquario al mondo (nacque, infatti, come padiglione dell'Esposizione Internazionale del 1906!): nemmeno i milanesi lo sanno, ne ho avuto personale conferma compiendo una piccola indagine interna.
Ora, però, non avete più scuse! Fino a fine anno, in occasione della sua recente riapertura dopo anni di lavori, l'Acquario sarà visitabile gratuitamente .. anche la domenica pomeriggio, come ho fatto io domenica scorsa!
Superando la folla di bambini indemoniati, prendendo a gomitate orde di genitori urlanti e nonni petulanti mi sono affacciato, vasca dopo vasca, alla realtà ittica della lombardia e del nord Italia. Nel percorso sono ricostruiti ambienti lacustri (come il lago di Como) e torrenti e laghetti montani delle alpi .. certo non vedrete "nemo" ma penso che valga proprio la pena di scoprire tutto quel mondo sommerso (nel vero senso della parola) che i grandi poli d'attrazione moderni (come Genova) un po' snobbano!
Ecco qualche fotografia di quello che potrete ammirare (e non vergognatevi ad ammettere che tornerete un po' bambini anche voi!):






E se volete sapere tutto sull'Acquario Civico di Milano vi rimando al sito ufficiale.
domenica, 05 novembre 2006

Un anonimo diceva "c'è uno spettacolo più grande del cielo: è l'interno di un'anima".
Senza dubbio è vero però guardano il cielo di Milano ieri pomeriggio si rimane colpiti da tanta bellezza. L'unico vero problema, in un caotico sabato pomeriggio di shopping in pieno centro, è riuscire a rendersene conto, fermarsi un attimo, alzare lo sguardo da terra e prendersi qualche prezioso istante per godersi una simile meraviglia della natura!
Tutto questo mi fa ritornare alla mente la canzone di Fiorella Mannoia "Il Cielo d'Irlanda" ..
Il cielo d'Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d'Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d'Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu
[...]
Il cielo d'Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d'Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d'Irlanda è un gregge che pascola in cielo
si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero
mercoledì, 06 settembre 2006

Ultimi giorni per poter visitare il sommergibile Toti a prezzi "scontati":
fino a venerdì è infatti in vigore la tariffa estiva, ovvero 3 euro per l'ingresso al museo ed 8 per la visita guidata al Toti.
Ma cosa ci fa un sommergibile nel mezzo della pianura padana? Mi auguro per voi che l’anno scorso abbiate potuto assistere all’eccezionale trasporto di un sommergibile lungo oltre 46 metri per le vie del centro di Milano!
Il Toti è il primo sottomarino costruito in Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale.Varato nel 1967, racconta un frammento della storia d'Italia, tra Guerra Fredda e specializzazione tecnologica.
Il Toti è un SSK (Submarine-Submarine Killer), un sottomarino destinato a distruggere altri sottomarini, e in particolare i grandi lanciamissili a propulsione nucleare, una delle armi più temute del blocco sovietico.
La classe Toti era composta da battelli di piccole dimensioni, adatti al Mediterraneo, e caratterizzati da sistemi tecnici avanzati (siluri filoguidati con testata autocercante).
Per un sottomarino cacciatore come il Toti, gli "occhi" erano indispensabili: un dispositivo capace di emettere e ricevere onde ultrasoniche (impianto idrofonico-ecogoniometrico) permetteva di localizzare gli oggetti subacquei.
Per maggiori informazioni visitate il sito del Museo della Scienza e della Tecnica.
lunedì, 04 settembre 2006
Iniziano con questo post una serie di interventi che hanno come obbiettivo quello di far conoscere meglio una città che più volte viene ingiustamente bistrattata.
Da piccolo, ogni volta che alzavo lo sguardo, ero rapito dalla forma svettante della Torre Velasca; con i miei occhi di bambino la ripercorrevo finestra dopo finestra, piano dopo piano, fantasticando sull'ardittezza della sua costruzione. E' per questo che ho voluto iniziare questa serie di appuntamenti con questo edificio, divenuto nuovo simbolo di Milano.
L'intero articolo sarà disponibile su thelinusworld una volta terminata la sua pubblicazione su questo blog.
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LA TORRE VELASCA.
La Torre Vesasca, costruita a Milano tra il 1950 e il 1957, più che un edifico è oggi un simbolo della città, paragonabile alle testimonianze del passato come Sant’Ambrogio o San Lorenzo, rispetto ai quali costituisce una variante contemporanea, un monumento dell’architettura moderna.

Ma essa è anche l’emblema di una stagione culturale, di un confronto critico di diverse generazione: quella dei Maestri e i primi contributi e interventi della generazione dei giovani architetti, tra il dopoguerra e l’inizio degli anni ’60, che ha segnato un punto di svolta fondamentale dell’architettura, non solo italiana, ma europea.
Chi nell’anteguerra era stato legato ai protagonisti del movimento razionalista, anche dopo il CIAM di Bergamo del 1949 in cui si discusse della ricostruzione delle città distrutte dalla guerra, cercava “ora di superare la freddezza dell’International Style, ricollegandosi a delementi desunti da tradizioni più antiche”.
Questi architetti, e lo stesso gruppo dei B.B.P.R., autori della Torre Velasca, si erano “formati avendo come riferimenti progettisti del calibro di Le Corubisier, Gropius, Mies Van der Rohe, Mendelson, e cercavano, nello spirito del loro esempio, di portare avanti un rinnovamento che fosse anche la ripresa di una tradizione”.
La Torre Velasca è stata allo stesso tempo un elemento attivo di questo dibattito, ma anche un’opera che in qualche modo ne ha subito l’influsso, che ne è stata condizionata e che na ha ripreso, attraverso il linguaggio alcuni aspetti.
(continua..)
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