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lunedì, 01 ottobre 2007
 

Note [ossessive] di vita metropolitana.

 
Ci sono ricaduto .. speravo di essere uscito definitivamente dal tunnel della “Bridget Jones mania” credendo di avermi finalmente disintossicato dall’ultima serata “BJ” [le serate BJ a casa Van sono serate in cui vedo uno dopo l’altro “Il diario di Bridget Jones” e “Che pasticcio Bridget Jones” .. ci sono poi le serata HP .. ovvero quelle dedicate alla saga Harry Potter … anche se, visto che siamo già al 5° capitolo, è molto difficile riuscire a vederli tutti uno dopo l’altro senza finire alle 3 di mattina con gli occhi a palla davanti alla tv].
 
E invece ieri ci sono ricaduto alla grande: complice il mio lettore mp3 portatile che, fra i 34.656 brani che contiene, mi ha fatto ascoltare “Nobody Does It Better” di Carly Simon! Ovviamente ho ascoltato quella canzone per i successivi 160 minuti .. tempo che trascorro quotidianamente sudando come un disperato sullo step in palestra.
 
Alla fine ero ridotto veramente male: non per la faticaccia di scarpinare per 2 ore e passa ma perché le parole di quella meravigliosa canzone mi sono rimaste impresse come marchiate a fuoco vivo dentro di me ed è da quando sono sceso da quell’infernale macchina che continuo a canticchiarla tra me e me .. e a volte anche a voce alta, come prima al supermercato. Cosa, direi, da evitare!
 
Ps. Il titolo di questo post avrà senso fra qualche giorno …
 
 
(Marvin Hamlisch and Carole Bayer Sager)

["The Spy Who Loved Me" (1977) soundtrack]

Nobody does it better
Makes me feel sad for the rest
Nobody does it half as good as you
Baby, you're the best

I wasn't looking but somehow you found me
It tried to hide from your love light
But like Heaven above me
The spy who loved me
Is keeping all my secrets safe tonight

And nobody does it better
Though sometimes I wish someone could
Nobody does it quite the way you do
Why'd you have to be so good?

The way that you hold me
Whenever you hold me
There's some kind of magic inside you
That keeps me from running
But just keep it coming
How'd you learn to do the things you do?

And nobody does it better
Makes me feel sad for the rest
Nobody does it half as good as you
Baby, baby, darlin', you're the best

Baby, you're the best
Darlin', you're the best
Baby, you're the best
Baby, you're the best
Baby, you're the best
Baby, you're the best
 

 


venerdì, 21 settembre 2007
 

Stasera Pizza.

Pizzeria: Da Willy
Indirizzo: via Bergamo 1
Margherita: 5,00 €
Coperto: 1,00 €
Giudizio sulla pizza: 6 ½
Giudizio sul locale: 6 +
 
Locale non troppo ampio, con 2 sale definibili “essenziali” ma confortevoli, carina, specialmente, la sala inferiore in mattoni a vista. Personale efficiente anche se nei momenti di affollamento si ha la chiara sensazione che ti vogliano mandare via in fretta. Vastissima la scelta delle pizze, anche nelle varianti più improbabili (e improponibili) con patatine fritte (che sconsiglio dato che l’umidità della pizza renderà le vostre patatine fritte molli in pochi minuti) o con pasta (si, si! Avete capito bene: pizza con sopra della pasta!). Impossibile non trovare una pizza che vi stuzzichi, cosa molto più ardua sarà mangiarla tutta: infatti qui le dimensioni sono extra … e avrete difficoltà a gestire la cosa nel caso capitiate in un tavolo piccolo. Pizza come detto gigante, pasta bassa, bordo basso.
Nel menù ci sono anche diversi primi e insalate (anche questi in porzioni giganti) ma sinceramente la vista non ispira molto. Dolci solo confezionati. Decisamente ottimo il rapporto qualità-prezzo-quantità: non potrete uscire da “willy” con lo stomaco vuoto e il portafoglio alleggerito. Ideale per una serata tra amici senza troppe pretese.
 


martedì, 18 settembre 2007
 

Pomeriggio al cinema.

 
Titolo originale: Shrek the Third
Nazione: USA
Anno: 2007
Data uscita in Italia: 31 agosto 2007
Genere: animazione
Durata: 92'
Regia: Chris Miller, Raman Hui
Sceneggiatura: Jeffrey Price, Peter S. Seaman, Jon Zack
Musiche: Harry Gregson-Williams
 Distribuzione: UIP


Finalmente ci siamo: qualche settimana fa è uscito “Shrek Terzo” … dopo oltre un anno e mezzo d’attesa (la seconda puntata uscì a Natale 2005) è arrivata nelle sale in anteprima lo scorso mercoledì.
 
Ecco in breve la trama:
Alla morte di Re Harold (spassosissima la sua agonia moribonda!), Shrek viene designato come erede della corona del regno di “molto molto lontano” ma l'orco non ha nessuna intenzione di lasciare la sua adorata palude e di poterla dividere con Fiona!
Così, insieme al nobile Gatto con gli stivali ("doppiato" da Antonio Banderas anche in italiano) e al logorroico Ciuchino, va alla ricerca del principe ereditario ovvero Arty, che altri non è che Re Artù, un ragazzo piuttosto problematico, che frequenta un liceo medievale in stile Hogwarts, costantemente burlato dal bullo della scuola, ovvero da Lancillotto.
Nel frattempo, Fiona in dolce attesa, deve cercare di sventare un colpo di stato messo in atto dal Principe Azzurro, con l’aiuto di una Cenerentola sempre intenta a pulire, una Bella Addormentate costantemente in preda da colpi di sonnolenza improvvisi e da Raperonzolo occupata a esaltare la sua folta capigliatura arricchita grazie a posticce extension!
 
Questo non è il solito cartone animato per bambini, dolce e melenso in stile disneyano .. ma ormai siamo giunti al terzo capitolo (e il quarto è già in lavorazione) e quindi ben lo conosciamo. Anche questa volta si tratta del più politicamente scorretto dei cartoons, che ci presenta la metafora di un mondo cinico e senza speranza o semplice divertissement, che alla fine ci fa comprendere quanto il regno delle favole sia molto molto più reale di quanto si possa pensare.
 
La grafica risulta sempre più accurata sotto il profilo estetico e la storia, che regala anche in questo episodio qualche spunto di riflessione, scivola via spensieratamente in un’ora e mezza; ma devo avvisarvi: questa volta si ride decisamente meno che nei primi due episodi, le citazioni sono troppe e troppo colte, di difficile comprensioni. Alcuni sono banali come gli Alberi parlanti che aiutano Azzurro nel suo tentativo di spodestare Shrek dal trono, ma altre rendono un po’ macchinosa la visione del film, e di certo fanno si che i bambini non capiscano la metà delle battute.
Forse l’attesa per quest’uscita aveva suscitato in me troppe aspettative, e come sempre, quando ti aspetti troppo rimani deluso; con questo, però, non voglio sconsigliarvi il film, è una pellicola assolutamente da vedere ma non credo rientrerà negli annali dei film meglio riusciti. Concediamo alla Dreamwords una prova d’appello col quarto episodio.
 
Voto: dal 6 al 7.
  
postato da vanpeltmi | 17:21 | commenti (19)
recensioni, cinema


martedì, 04 settembre 2007
 

Ugly Betty.

 

Lo so lo so .. non sono più un ragazzino, ormai sono parecchi anni che continuo a festeggiare i 24 anni, ma quando mi sono imbattuto quasi per errore/orrore in Ugly Betty lo scorso giugno non pensavo che mi potesse piacere così tanto! Così mi ritrovo da qualche giorno a non vedere l’ora che arrivi stasera alle 21 per poter sapere cosa accadrà!

Voi la conoscete?

Nata come una spudorata copia di “il diavolo veste Prada” di cui ha copiato praticamente tutta la prima puntata (colonna sonora compresa) questo telefilm narra di come una ragazza dalle sopracciglia a cespuglio (anzi dall’unico sopracciglio), dai capelli crespi, dall’apparecchio ben in vista, dai 15 chili di troppo e dai gusti in fatto di vestiti che definire “particolari” è un bel complimento, possa far strada in una rivista patinata di alta moda.

Ovviamente una storia del genere poteva esistere solo nella finzione del piccolo schermo e anche se i luoghi comuni si sprecano (la checca isterica, la bellona oca e troietta, la racchia buona/brava/intelligente ecc ecc) si ride a cuor leggere per un paio d’ore e ci si illude che essere belli può anche non essere così importante!

 

Appuntamento, quindi, stasera su Italia 1, alle 21.00.

 



lunedì, 23 luglio 2007
 

Pomeriggio al cinema.

Lady Handerson presenta.

 
 
Titolo originale: Mrs. Henderson Presents
Nazione: GB
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 103'
Regia: Stephen Frears
Cast: Judi Dench, Bob Hoskins, Will Young, Kelly Reilly, Thelma Barlow, Christopher Guest, Camille O'Sullivan, Anna Brewster
 
 
“Lady Henderson presenta” si può definire come la vicenda di una vedova allegra … ma non troppo. Il film è tratto da una storia realmente accaduta. Dopo la morte del marito la ricca Laura Henderson (Judi Dench), alla ricerca di un hobby che le faccia trascorrere la vedovanza, decide, non avendo passione né per il ricamo né per la beneficenza (passatempi d'obbligo per le ricche e anziane aristocratiche inglesi), di comprare un teatro. E, non conoscendo nulla della vita di palcoscenico, assume il direttore teatrale ebreo Vivian Van Damm (Bob Hoskins). Fin dal loro primo incontro, tra i due si instaura un rapporto fatto di continui litigi e contrasti, i momenti meglio riusciti del film, ma anche di stima e complicità.
Il cartellone di varietà musicali del Windmill Theatre ha un enorme successo finché non viene copiato dal resto dei teatri londinesi. Ed è a questo punto che la stravagante Lady Henderson, per richiamare pubblico, decide di dare un tocco originale agli spettacoli del suo teatro: «Perché non togliamo i vestiti alle ragazze? Come fanno a Parigi, al Moulin Rouge!» dice a Van Damm, inizialmente perplesso. L'idea è così di far comparire sul palcoscenico donne nude. Come dipinti in un museo, sostiene Lady Henderson. Ma il problema è la censura che, nella persona del Gran Ciambellano, dà un'unica disposizione: visto che i dipinti dei musei sono statici, le donne nude sul palcoscenico dovranno essere immobili come in un quadro di Botticelli. «Si aprirebbe la possibilità del merito artistico», sostiene Lord Chamberlain. Ed è così che, nel varietà musicale del Windmill Tlieatre, vengono inseriti tableaux vivants con ragazze nude ferme in pose scultoree. «Tutta la grande arte è celebrazione della natura», dice Van Damm alle ragazze che hanno vergogna e difficoltà a spogliarsi. Come l'arte giustificava i suoi nudi con contenuti mitologici o storici, il varietà del Windmill Theatre giustifica i suoi con l'argomento dell'arte, quando invece i motivi sono molto più ordinari: denaro per le ragazze, in un momento difficile per trovare lavoro, e denaro per Lady Henderson, in competizione con il resto dei teatri londinesi.

Con i nudi «artistici» torna il successo. Intanto la seconda guerra mondiale è alle porte e presto, oltre alle notizie dei rastrellamenti degli ebrei, arrivano anche i bombardamenti su Londra (che riconosciamo da una Piccadilly Circus ricostruita in digitale), e sul Windmill Theatre, che rimane però l'unico teatro aperto nel West End, sempre pieno di soldati.

”Lady Henderson presenta” si svolge per lo più all'interno del Windmill Theatre, e ciò che richiama l'attenzione e coinvolge piacevolmente lo spettatore è proprio la rappresentazione del mondo teatrale con le sue leggi e i suoi retroscena: non solo gli spettacoli musicali, e sono loro a dare al film quel ritmo che altrimenti mancherebbe, ma anche le audizioni, le prove, i cambi in camerino tra uno spettacolo e l'altro.

Qualche dialogo brillante e divertente, bella la colonna sonora anni trenta, molto bravi, dotati di vero talento recitativo, e perfetti per i ruoli i due attori principali, ma il film non convince fino in fondo, soprattutto perché la storia, che avrebbe avuto spunti interessanti da approfondire, non è sostenuta adeguatamente né dalla regia convenzionale di Frears né dalla sceneggiatura di Martin Sherman che non riesce a gestire tutta la materia narrativa, limitandosi a svolgere solo in modo approssimativo alcuni episodi.
 
Lineare sul piano narrativo fino alla prevedibilità, non eccitante nel disegno dei caratteri, il film accusa alcuni sbandamenti sentimental-patriottici, che risultano particolarmente indigesti allo spettatore in un’opera che vorrebbe celebrare la verità di una rappresentazione che sfida l’etichetta e i paludamenti della retorica. Ma c’è Judi Dench: ogni volta che lei è presente – spesso, per fortuna – la scena si illumina, e anche i momenti meno felici acquistano un sapore, e perfino un’intensità, che ne riscattano la pochezza concettuale e l’aridità formale.
 

 

postato da vanpeltmi | 18:52 | commenti (28)
recensioni, cinema


sabato, 30 giugno 2007
 

Remington Steele [25 -22/06].

 

Siamo alle solite! Siamo nuovamente davanti a un caso di palinsesto impazzito! La7 non ha ancora deciso se trasmettere le puntate di Remington Steel anche di sabato oppure no, così come con la roulette russa il sabato alle 13 bisogna accendere la tv e incrociare le dita! Inoltre hanno pensato bene di saltare un episodio (puntata 01.15) senza contare che stanno facendo una confusione totale con la sigla iniziale e pensare che è semplicissimo: il primo episodio ha una sua sigla, tutta la prima serie dal secondo episodio riprende la sigla del primo e ci aggiunge il racconto “dell’arrivo” del Signor Steele e dalla seconda alla quinta serie c’è un’altra sigla iniziale.

La7 non l’ha ancora capito così mischia sigle e serie a suo piacimento! Roba da denuncia!!

 

Intanto ecco la scheda degli episodi trasmessi questa settimana, con una chicca finale, la descrizione del “suo” Remingtons Steele fatta da Laura nell’episodio “I giardini del diavolo” [01.10]:

 

[01.16]  Steele Crazy After All These Years
[Fuochi d’artificio]

18 Febbraio 1983

 

 

Writer: R. J. Stewart, Andrew Laskos
Director: Don Weis
Guest Cast: Annie Potts, Todd Susman, Allyce Beasley, Tony Plana, John C. Becher, Mark King, Xander Berkely, Sharon Stone, Roger Hampton

 

Laura e il signor Steele indagano su un omicidio che a prima vista parrebbe impossibile, decidono così di sfidarsi a chi per primo riuscirà a risolvere questo mistero. In palio c’è una vacanza romantica a Parigi o un anno di confessioni sul misterioso passato del signor Steele. Ma strani fenomeni continuano a ripetersi ed entrambi giungono alla medesima conclusione: è stata opera di uno spettro! Solo che lo spettro ha sia un nome che un corpo in carne ed ossa!!

 

Nota: nell’episodio compare una giovanissima e quasi irriconoscibile Sharon Stone alle prime armi con la macchina da presa. Sono passati tanti anni ma non ha fatto molti progressi con l’arte della recitazione, solo con il chirurgo estetico!

 

___

 

[01.17]  Steele Among the Living
[Il colore della gelosia]

25 Febbraio 1983

 

Writer: Andrew Laskos
Director: Nick Havinga
Guest Cast: Phil Rubenstein, Marilyn Jones, Reid Smith, Hansford Rowe, Peter Vogt, Judith Anna Roberts, David Byrd, Israel Jurabe, Blake Clark

 

Laura e il signor Steele vengono incaricati di indagare sull’omicidio di una nota pittrice. Il caso è davvero intricato e a complicare ancor di più le cose c’è il fatto che il cadavere sia sparito. Ben presto i due abili investigatori capiranno che la donna ha solo finto la sua morte fino a che uno spietato assassino non la ucciderà davvero. E adesso chi sarà il colpevole?

 

___

 

[01.18]  Steele in the News
[Indice d’ascolto]

4 Marzo 1983

 

Writer: Michael Gleason, Fred Lyle, Duncan Smith
Director: Burt Brinckerhoff
Guest Cast: J. D. Cannon, John Reilly, Maggie Roswell, Ron Frazier, Jenny O'Hara, Tracy Scoggins, Macon McCalman, Richard Moll, Alan Blumenfeld

 

Cosa non farebbe un’emittente televisiva per non veder precipitare I propri indici d’ascolto? Ovviamente di tutto, compresi due brutali omicidi in diretta tv! Naturalmente Laura e il signor Steele riescono a smascherare il colpevole in tempo per darne notizia sul telegiornale delle 6!

 

Nota: il misterioso passato del signor Steele continua a riemergere pezzettino dopo pezzettino ma si dovrà aspettare l’ultimo episodio per riuscire a completare il puzzle e capire chi sia veramente quest’uomo venuto dal nulla!

Mentre di Laura si apprende che ha frequentato la facoltà di matematica.

 

___

 

[01.19]  Vintage Steele
[Omicidio d’annata]

15 Marzo 1983

 

Writer: Susan Baskin
Director: Larry Elikann
Guest Cast: David Huffman, James Widdoes, Beverlee McKinsey, Michael Currie, William Hootkins, Michael O'Guinne, Erik Holland, Luise Heath, Dorothy Buhrman

 

L’ex fidanzato di Laura chiede aiuto all’abile investigatrice dopo che ha ritrovato un cadavere nella sua auto. Il morto ha l’irritante abitudine di sparire all’improvviso per poi ricomparire nel momento meno opportuno!

Presto le indagini indirizzeranno la donna  presso un’azienda vinicola sulle colline di Los Angeles, nei pressi della quale sorge un misterioso convento di frati devoti al silenzio.

Il signor Steele accetta entusiasticamente di partecipare alle indagini, speranzoso di scoprire qualcosa del passato di Laura e preoccupato che si possa riaccendere la fiamma con l’ex!

 

Nota: si fa accenno al burrascoso passato di Laura. Assolutamente inconcepibile per una donna così pacata e controllata come lei.

Si nomina “Pepe”, discoteca di Acapulco in cui ogni sera è come a capodanno e dove Laura ballò mezza nuda sui tavoli. La storia sarà ripresa nel doppio episodio “Scappa con me” [02.23], ambientato proprio in Mexico.

 

___

 

[01.20] Steele's Gold
 [La febbre dell’oro]

22 Marzo 1983

Writer: R. J. Stewart
Director: Burt Brinckerhoff
Guest Cast: James Callahan, Lois de Banzie, Barbara Stock, William Russ, Ellis Ren, Ernestine McClendon, Henry Bal, Ben Rayson

 

Il diario di un cercatore d'oro viene rubato durante un party in maschera da Zorro. Il furto obbliga Laura e il signor Steele a una caccia selvaggia attraverso il deserto alla ricerca di un inestimabile tesoro dei pionieri dell’800. Ben presto tutti saranno coinvolti dalla febbre dell’oro che li metterà l’uno contro l’altro!

 

___

 

21. Sting of Steele
[Gioco d’azzardo]

 

5 Aprile 1983

Writer: Gary Kott, Michael Gleason
Director: Seymour Robbie
Guest Cast: Efrem Zimbalist Jr., Beverly Garland, John Orchard, Peter Bromilow, Robert Denison, Gerry Gibson, Derek Partridge, Raymond Skipp, Jim Jansen

 

Il signor Steele imbandisce un’abile sciarada assieme al suo amico di vecchia data, Daniel Chalmers, a danni di un losco figuro. I problemi iniziano quando Laura, ingaggiata proprio dal pollo da spennare, deve ritrovare Charlmers. Come se non bastasse a tutto ciò si aggiunge Abigail, la madre di Laura.

 

Nota: con questo episodio fa la sua comparsa nella seria il personaggio di Daniel, interpretato da Efrem Zimbalist Jr. famoso attore degli anni ’60 e padre di Stephanie Zimbalist [Laura], che spesso ricomparirà mettendo, o cercando di mettere, zizzania fra il signor Steele e Laura, tentando ogni volta di far tornare sulla vecchia strada il suo protetto, che lui chiamerà sempre Henry … sarà questo il suo vero nome??

Si dovrà aspettare l’ultimo episodio della serie per scoprirlo!

___

 

 



sabato, 23 giugno 2007
 

Remington Steele [18 -23/06].

 

[01.09]   In the Steele of the Night
 [Il delitto perfetto]

3 Dicembre 1982

 

Writer: Joel Steiger
Director: Burt Brinckerhoff
Guest Cast: Carlene Watkins, Philip Charles MacKenzie, Arthur Rosenberg, Jeff Pomerantz

 

Laura e il signor Steele vengono invitati a partecipare a una riunione di grandi investigatori ma durante la cena uno di loro viene rinvenuto cadavere … sembrerebbe un delitto perfetto ma il colpevole ha commesso un fatale errore: ha lasciato un’impronta digitale! Una manchevolezza che lo incastrerà … beh forse: c’è un piccolo particolare, l’impronta appartiene a Laura!

___

 

[01.10]   Steele Trap
 [I giardini del diavolo]

10 Diembre 1982

 

Writer: Michael Gleason
Director: Sidney Hayers
Guest Cast: Lynne Randall, Paul Hecht, Bruce Kirby, Brandis Kemp, Diane Stilwell, Robert Phalen, Erica Yohn

 

Laura e il signor Steele partecipano a un week end su di un’isola invitati da un magnate dell’editoria … ma ben presto i loro compagni muoiono misteriosamente uno dopo l’altro … “e alla fine non ne rimarrà nessuno”!

 

Nota: compare in questo episodio per la prima volta Lynne Randall che in diverse puntate della seconda e terza serie interpreterà una svampita cantante senza troppo talento e ogni volta sarà fonte di guai per Laura e per il signor Steele.

___

 

[01.11]  Steeling the Show
[Vecchie glorie]

7 Gennaio 1983

 

Writer: Peter Lefcourt
Director: Seymour Robbie
Guest Cast: Bibi Osterwald, Frances Lee McCain, Peter Jurasik, Duncan Ross, Richard Backus, Than Wyenn, Michael Cornelison

 

Laura viene incaricata di ritrovare una vecchia star del cinema scappata di casa! Ma l’anziana donna è vittima di numerosi tentativi di omicidio in quanto custodisce un terribile segreto di 30 anni prima! Grazie al signor Steele verrà fatta piena luce.

___

 

[01.12]  Steele Flying High
[Il mistero dell’aquila]

14 Gennaio 1983

 

Writer: Richard Collins
Director: Nick Havinga
Guest Cast: Francine Lembi, Micheal Goodwin, Michael McGuire, Martine Bartlett, Blake Clark, Walter Beery, Paul Brennan

 

Laura e il signor Steele indagano sull’omicidio di un esperto ambientalista che trova la morte mentre sta compiendo uno studio sull’aquila reale, simbolo degli Stati Uniti. Loschi traffici e discutibili affari ne fanno da cornice, e solo il signor Steele riuscirà a districare l’intricata matassa di bugie, crimini e delitti.

___

 

[01.13]  A Good Night's Steele
[Chi dorme non piglia pesci]

21 Gennaio 1983

 

Writer: Lee Zlotoff, RJ Stewart
Director: Seymour Robbie
Guest Cast: Paul Reiser, Nancy Parsons, William Larsen, David Haskell, John Mansfield, Nancy Linari, Marley Sims, Gene Ramsel

 

Laura viene incaricata dal direttore di un’esclusiva clinica per lo studio dei disturbi del sonno a ritrovare una dottoressa misteriosamente scomparsa! Così il signor Steele si fingerà un paziente affetto da insonnia per indagare meglio. Ma l’astuto assassino, di certo, non dorme e non tarderà a colpire nuovamente!

 

Nota: in questo episodio si scoprono le capacità culinarie del signor Steele, raffinate quanto lui. In questo episodio si cimenterà in una superba “Anatra al vino rosso”, piatto riproposto in un episodio della quarta serie “I 5 scapoli d’oro”. Per la vostra gioia vi riporto la ricetta qui di seguito!

 

___

 

[01.14]  Hearts of Steele
[Cuori d’acciaio]

28 Gennaio 1983

 

Writer: Glen Caron, Story: Charles Rosin
Director: Robert Butler
Guest Cast: Mark Hutter, Susan Kellerman, Linda Carlson, Caren Kaye, Alexandra Borrie, Mary Joan Negro, Guy Boyd, Blake Clark

 

Un famoso avvocato divorzista senza scrupoli è vittima di continui attentati alla sua vita, così assume Laura perché lo protegga. Il problema è che la lista di donne che vorrebbero vedere l’uomo sotto terra è piuttosto lunga così, assieme al signor Steele, finge di essere anch’ella in procinto di separarsi. Ma questo finto divorzio non fa che avvicinare ancora di più i due investigatori.

 

 

 

Anatra al vino rosso.

 

Ingredienti per 2 persone:

·  1 anatra di 900 g di pronta per la cottura

·  sale

·  pepe bianco

·  2 cucchiai di olio d'oliva

·  1 spicchio di aglio tritato

·  2 pomodori

·  2 cucchiai di sangue di maiale

·  30 g di burro

Per la marinata:

·  40 g di cipolla

·  40 g di sedano

·  40 g di porro

·  40 g di carota

·  1 foglia di alloro

·  25 cl di vino rosso


Dividete l'anatra in quattro parti (due cosce e due petti completi di ali), cospargetele con sale e pepe, quindi mettetele in una terrina con le verdure tagliate a tocchetti e l'alloro, bagnate il tutto con il vino rosso e fate marinare per 12 ore.

Fate scaldare l'olio in una padella e rosolatevi i pezzi d'anatra, sgocciolati dalla marinata e asciugati, a fuoco vivo per 4-5 minuti.

Togliete dalla marinata anche le verdure, fatele sgocciolare, aggiungetele alla carne e lasciate insaporire tutt'assieme per 5 minuti, a calore moderato.

Bagnate la preparazione con una parte del liquido della marinata e lasciate cuocere per altri 10 minuti, a recipiente scoperto.

Unite l'aglio tritato e i pomodori pelati e tagliati a dadini e proseguite la cottura a fuoco basso per 10 minuti.

Versate nella padella 1/2 litro del fumet preparato con la carcassa, coprite con un coperchio e fate cuocere per altri 10 minuti.

Togliete dalla padella i pezzi di carne, passate al setaccio il fondo di cottura e raccogliete il ricavato nella stessa padella, fatelo ridurre a un quarto e mescolatevi il sangue di maiale.

Incorporate alla salsa il burro a fiocchetti, lavorando il tutto con la frusta, quindi unite i pezzi d'anatra, fate scaldare e servite.

 

 

 

 

 
 
 
 


sabato, 16 giugno 2007
 

Remington Steele [12-16/06].

Ecco le puntate di questa settimana (ovviamente gli episodi 01.02 e 01.03 non sono stati trasmessi!!!), con in più una vera chicca, la sigla iniziale in tedesco!
 
[01.04] Signed, Steeled and Delivered
29 Ottobre 1982
 
Writer: Glen Caron
Director: Robert Butler
Guest Cast: Thom Bray, Philip Sterling, Alexandra Johnson, Marta Kristen, Christopher Lofton, Jackie DeRouen, Buddy Powell
 
Laura e Steele trascorrono il fine settimana cercando di salvare la vita di un agende della Cia durante il suo matrimonio.
___
 
[01.05]  Thou Shalt Not Steele
[Settimo non rubare]
5 Novembre
1982
 
Writer: Lee Zlotoff
Director: Leo Penn
Guest Cast: Beverly Garland, Cassandra Harris, James Blendick, Peter MacLean, Kurt Christian, Benjamin H. Slack, Ben Mittleman
 
Ingaggiato di proteggere un famoso dipinto maledetto, Steele ne organizza il furto insieme a Laura!
 
Nota: compare nella serie per la prima volta Cassandra Harris, la prima moglie di Pierce Brosnan. Tornerà in diversi episodi e ogni volta chiamerà Laura con un nome diverso!
Beverly Garland che interpreta Abigail, madre di Laura, nella versione italiana del telefilm è doppiata dalla stessa voce che sarà di Mildred, la segretaria che affiancherà i due investigatori dalla seconda serie.
___
 
[01.06]  Steele Belted
 [Libertà provvisoria]
12 Novembre 1982
 
Writer: Michael Gleason
Director: Robert Butler
Guest Cast: Andrew Bloch, Barry Van Dyke, Raymond Singer, Ilene Graff, Lora Staley, Ernest Emling, David Kaufman
 
Un giocatore chiede aiuto all'agenzia, perché il suo alibi nonché testimone è stato trovato morto nell'appartamento di Steele.Inoltre il suo avvocato sembra più interessato a Laura che al caso e ciò suscita la gelosia sopita di Steele.
 
Nota: nei panni di un brillante avvocato appare Barry Van Dyke, famosa star dei serials americani anni ’80.
___
 
[01.07]  Etched in Steele
 [Delitto o suicidio]
19 Novembre 1982
 
Writer: Glen Caron
Director: Stan Lathan
Guest Cast: Shannon Wilcox, George Morfogen, Richard Cox, Joel Colodner, Lyman Ward
 
Laura e il signor Steele si ritrovano coinvolti per noia a investigare sul suicidio del marito di una famosa scrittrice di libri per adulti che muore esattamente come la donna aveva narrato nel suo ultimo best sellers. Ma sarà stato davvero un suicidio o piuttosto un abile omicidio?
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[01.08]   Your Steele the One for Me
 [Il terzo uomo]
26 Novembre 1982
 
Writer: Lee Zlotoff
Director: Thomas Carter
Guest Cast: Keye Luke, Marc Hayashi, Sab Shimono, Reid Shelton, Emily Kuroda, Richard Stanley, Stephen Lee
 
Un ragazzo rimane sconvolto dalla premature scomparsa del fratello maggiore ma non accetta la tesi dell’incidente! Così Laura e il signor Steele iniziano a indagare e ben presto si ritrovano immischiati nella Yakusa, la mafia giapponese!
 
Nota: con questo episodio iniziano i famosi “riferimenti cinematografici” del signor Steele, che lo condurranno in tutte le avventure. Peccato che la versione italiana non sia troppo fedele all’originale, così ci ritroviamo grossolani errori come in “Scappa con me” [02.01- 02.02] in cui si cita “Notorius” ma si sostiene che Ingrid Bergman venga avvelenata con della minestra anziché col caffè!!
 
Inutile dire quale sia il film di riferimento di questo episodio!
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mercoledì, 13 giugno 2007
 

Pomeriggio al cinema.

Shirley Valentine.

 
Titolo originale: Shirley Valentine
Nazione: GB
Anno: 1989
Genere: Commedia
Durata: 105'
Regia: Lewis Gilbert
Cast: Pauline Collins, Tom Conti
 
 
Ecco un altro ottimo film che è passato praticamente inosservato, benché sia stato candidato sia ai Golden Globe che agli Oscar nel 1990 (miglior film straniero, miglior attrice protagonista).
Anch’io l’ho “scoperto” quasi per caso una sera, l’ho visto, incuriosito dal titolo aspettandomi tutt’altro genere di storia, ma alla fine della proiezione me ne sono innamorato e così è entrato di prepotenza fra i dvd che stanno il pole position accanto al mio televisore.
 
Se vi aspettate la classica commedia americana state perdendo il vostro tempo … questo film ritengo che lo si possa far rientrare in quel filone che tanto successo ha riscosso in Europa nella prima metà degli anni ’90, quello della commedia inglese, anche se forse, sotto qualche aspetto, risulta un poco acerbo ma che si gusta appieno nelle esilaranti battute dal tipico humour made in england.
 
Ecco in breve la trama:
Il film è la storia di una donna di mezz’età, dal fascino un po’ appesantito, che si accorge di aver perso quella vitalità, quell’energia che possedeva in abbondanza da ragazza e che negli anni è stata schiacciata da un marito musone e da due figli insensibili che pensano solo a se stessi.
Quella di Shirley sembrerebbe un’esistenza grigia ma, invece, non è così, perché lei è una donna dotata di eccezionali risorse e riesce a vincere la solitudine sfogandosi con un amico che è sempre pronto ad ascoltarla: il muro della cucina. Al muro, confida sogni, desideri e felici ricordi, a lui racconta gli accadimenti delle sue giornate, della sua antipatica vicina di casa, col cane forzatamente vegetariano, e i suoi pomeriggi in centro con la sua unica amica femminista, tornata single di recente dopo aver sorpreso il marito a letto con l’aitante lattaio.
Se un muro potesse ridere e commuoversi, non c’è dubbio che il “suo” muro lo farebbe perché i suoi sfoghi esprimono tenerezza, fantasia ed un irresistibile umorismo.
 
Grazie a queste doti, Shirley riesce ad evadere dalla prigione domestica e, non solo metaforicamente: quando le si presenta una seconda occasione non se la fa scappare! Così parte per due settimane per la Grecia con la sua amica femminista .. e non importa se anche l’amica si rivelerà un’egoista come tutti gli altri e la lascerà sola … dopo un primo momento di smarrimento troverà in una roccia della spiaggia la sua nuova confidente (“certo che non può rispondermi … non capisce nulla di quello che le dico, è un roccia greca!!”) e ben presto riscoprirà anche la ragazzina che era sopita in lei, nascosta e annichilita in fondo al suo animo da anni di una vita non vissuta e che si scrolla di dosso in pochi giorni sotto il sole di una magica isola greca da cartolina.
Ma il momento del ritorno a casa si avvicina sempre più: ad aspettarla nuovamente la pesante coltre grigia del marito e della solita routine … c’è solo una cosa da fare per poter continuare a vivere, per continuare a essere Shirley Valentine: rimanere in Grecia!!
 
Se ancora non l’avete visto vi consiglio caldamente di correre nella videoteca di Sense e di noleggiarlo quanto prima!
Buona visione!
 
postato da vanpeltmi | 19:33 | commenti (26)
pensieri, recensioni, cinema


sabato, 09 giugno 2007
 

Sorprese.

Ormai la stagione estiva televisiva è cominciata: sui nostri teleschermi incalzano repliche su repliche di programmi non certo esaltanti che se mi hanno fatto schifo in prima visione, riproposti col caldo estivo mi fanno venire l’orticaria.  Sinceramente in tv l’unica cosa che riesco a sopportare è la pubblicità, però devo ringraziare la pazza programmazione dei palinsesti nazionali a cui devo il costante allenamento del mio dito indice per il forzato zapping selvaggio in cui mi cimento ogni volta che mi siedo sul divano.

Ma, oggi, ho avuto una piccola, graditissima sorpresa.

Preparandomi il pranzo ho acceso la televisione su “La7” verso le 13 per il telegiornale sportivo … e poi SORPRESA! Hanno ricominciato le repliche di “Remington Steele” (trasmesso in Italia anche con l’improbabile titolo “Mai dire si”).

Ne avevo già parlato in occasione del “compleanno” di Remington Steele, questo telefilm ha acceso e animato la mia fervida fantasia nei lunghi pomeriggio adolescenziali. Sono cresciuto con lui, Laura e Mildred come fossero amici veri, coi quali avevo ogni giorno un appuntamento.

 

 

Stephanie Zimbalist è Laura. Pierce Brosnan è Remington Steele mentre Doris Roberts è la segretaria, Mildred Krebs. La storia è un romantico mix tra thriller e commedia.
 
Gli episodi iniziavano col racconto di Laura che riassume perfettamente la storia:
 
“Voglio rivelarvi un segreto assolutamente esplosivo. Il grande investigatore Remigton Steele non esiste.
L’ho inventato io.
Parola!
Mi è sempre piaciuta l’avventura, così ho studiato, ho fatto pratica e ho messo il mio nome sulla porta.
Ma non veniva mai nessuno a bussare alla mia porta!
Un investigatore privato donna ha un’aria troppo … femminile! Così mi sono inventata un principale, un abile principale maschio!
Naturalmente i casi piovevano da tutte le parti e tutto filava a meraviglia … fino al giorno in cui comparve lui, con i suoi occhi azzurri e il suo misterioso passato … e prima che me ne rendessi conto aveva assunto l’identità di Remigton Steele!
Ora io faccio il lavoro e lui si prende tutto il merito.
È un modo pericoloso di vivere ma finché gli altri ci crederanno continueremo il nostro gioco.
Non mischiamo mai il piacere con il dovere … beh diciamo quasi mai.
 
Non conosco neanche il suo vero nome!”
 
 
Oggi hanno trasmesso la primissima puntata che per una serie di scherzi del destino sono riuscito a vedere per la prima volta solo pochi mesi fa su internet, e mi auguro sinceramente che continuino a trasmetterle in ordine!
 
Intanto ecco la scheda del primo episodio:
 
[01.01] Licence to Steele
[Troppo bello per essere vero]
1 ottobre 1982
 
Writer: Michael Gleason
Director: Robert Butler
Guest Cast: Joseph Hacker, Phil Casnof, Robert Darnell, John Francis
 


venerdì, 01 giugno 2007
 

Un libro in due righe.

 
Ormai anche questo fine settimana è alle porte … e in previsione di un uggioso weekend cosa c’è di meglio se non procurarsi un buon libro per passare i lunghi pomeriggi piovosi che ci attenderanno nei prossimi giorni? Assolutamente nulla! Quindi eccomi qui a consigliarvi un ottimo libro giallo che vi terrà incollati alla sedia fino all’ultima pagina!
 
Si tratta di “139 passi dalla morte” di Paul Halter, uno dei grandi maestri del così detto genere degli “omicidi della camera chiusa”, ovvero omicidi avvenuti in posti e circostanze impossibili, che assumono, per questo, quasi una connotazione sovrannaturale, ma che alla fine si rivelano opera di ingegnosi criminali senza pietà in carne e ossa.
Così è anche “139 passi dalla morte” in cui uno strano mistero si nasconde dietro a una catena di delitti in cui le vittime si trovano sepolte da una montagna di scarpe vecchie. Le indagini porteranno a un eccentrico collezionista, morto da tempo, il cui cadavere esce dalla tomba per infestare una casa dalla sinistra nomea … 
Solo un giovane avvocato, da sempre speranzoso di imbattersi in un complicato enigma del genere, potrà risolvere il mistero, rivelando a tutti che il colpevole è …
 
Beh dovete leggervelo per scoprirlo voi stessi!
 
postato da vanpeltmi | 18:21 | commenti (18)
recensioni, libri


martedì, 17 aprile 2007
 

Pomeriggio al cinema.

Mi sembra molto strano non aver ancora parlato di Goodbye, Lenin!. L’ho visto nel 2003 al cinema e l’ho amato fin dalle prime scene, l’ho amato così tanto da aver voluto vedere di persona quei luoghi raccontati in questo che credo sia uno dei più belli, più toccanti film che io abbia mai visto. Spero con tutto il cuore che anche voi lo conosciate, in caso contrario .. beh cosa aspettate a correre in videoteca (magari una caso, quella di Sense) a noleggiarlo?
 

 
Titolo originale: Goodbye, Lenin!
Nazione: Germania
Anno: 2003
Genere: Commedia
Durata: 119'
Regia: Wolfgang Becker
Cast: Daniel Brühl, Katrin Saß, Florian Lukas, Chulpan Khamatova
 
 
Goodbye, Lenin! è una commedia amara,     divertente, toccante, narrativamente impeccabile, che ha ottenuto un notevole successo in Germania e come al solito qui da noi è passato quasi inosservato. Le vicende di Alex e della sua famiglia si sviluppano attraverso una sceneggiatura complessa e ricca di colpi di scena, giocata sull'incalzare degli eventi, come in ogni storia en travestie che si rispetti, con la notevole differenza che a temere di essere smascherato non è un impostore ma la realtà circostante, il mondo intero.
 
Ecco in breve (per quanto possibile) la storia:
Christiane Kerner (interpretata dalla bravissima Katrin Sass), madre di due figli, in seguito al trauma vissuto per la fuga del marito all'Ovest, decide di diventare un'attivista politica del partito socialista filosovietico. Recandosi al Palazzo dei Soviet scorge il figlio Alex, un ragazzo cresciuto nell’Est, guardando Sabbiolino alla tv, che ha come mito un astronauta della corsa allo spazio, che partecipa a una manifestazione contro il regime e ciò le causa un forte attacco di cuore. La donna entrerà in coma proprio mentre la Germania si riunisce sotto una stessa bandiera.
 
Cosa troverà quando si risveglierà dopo otto mesi?
 
Ad Alex (Daniel Brühl), per esempio, succede di ritrovarsi con il lavoro alla cooperativa di riparazioni elettriche che non c’è più. Ma di certo non si dispera.
Trova un lavoro come installatore di parabole, trova un amico (Florian Lukas) che sogna il cinema (e nel frattempo cita Kubrick nei filmini dei matrimoni), una ragazza (Chulpan Khamatova) che viene dalla Russia, fa l’infermiera, ed è dolce quanto decisa.
Pochi soldi, l’entusiasmo per le novità del consumismo, per una libertà che sembra sempre un po’ inafferrabile, e l’angoscia per le cose che cambiano. Ma Berlino è splendida e vitale, con i suoi palazzi cadenti pieni di musica e di arte improvvisata.
 
Così Alex è pronto e pieno di energia quando la madre, contro ogni previsione medica, si risveglia e il medico, prima di squagliarsela all’ovest, raccomanda nessuno shock, nessuna notizia traumatica. E Alex decide che così sarà, a tutti i costi.
Coinvolge la perplessa sorella (Maria Simon), recupera i vecchi mobili, i vestiti deprimenti, e porta la madre a casa, in quello che è rimasto della Repubblica Democratica Tedesca: 79 mq.
All’inizio la messa in scena sembra innocua, necessaria, ragionevole. Ma lentamente le cose si fanno più complicate. Bisogna avvertire i vicini, pagare i bambini del quartiere perché si esibiscano in canzoni socialiste, bisogna travasare tutti i cibi in barattoli di marche dell’est ormai introvabili, bisogna recuperare vecchi giornali, vecchie edizioni del tg... e intanto il mondo continua a cambiare con una velocità che stordisce. Quando la madre si riprende abbastanza da notare che qualcosa non va, Alex è così coinvolto nel mondo parallelo che ha costruito, una patria ideale creata per amore della madre, ma anche per il bisogno di dare un senso ad una società spezzata, da non essere capace di uscirne.
Allora inizia a piegare la realtà ad un sogno che forse non sapeva di avere, e insieme all’amico Vladimir diventa il produttore del telegiornale del suo mondo, in un sogno che ribalta la verità e in qualche modo allo stesso tempo le è fedele.
Il film diventa così il racconto di un'idea: quella del socialismo. Sembra come se, nella messa in scena costruita da Alex per la madre, si tenti un percorso ideologico di un qualcosa che poteva essere e non è mai stato: l'idea di un socialismo "umano" e non politico. Ad un certo punto c'è una mirabile allegoria di un Lenin di bronzo che vola verso il "sole dell'avvenire" (una delle scene più “forti” di emozioni di tutto il film).
Ma ciò che Alex costruisce per sua madre non è altro che una prospettiva di ciò che tutti avrebbero desiderato: ad un certo punto la madre riesce a vedere, anche solo per un attimo, in un miscuglio di invenzione e realtà quella che era la sua "idea", un’idea che non è mai stata realizzata, ma che per lei è esistita veramente: un mondo dove ognuno aiuti l'altro, solo perché ognuno è uguale all'altro.
 
Questi temi complicati, difficile delicati sono narrati con una finta leggerezza dal regista Wolfgang Becker attraverso la storia di una famiglia che vive una storia inventata in un momento storico vero e caratterizzato da un caleidoscopio di emozioni e sentimenti anche contrastanti fra loro che caratterizzò il passaggio dalla vita della Berlino Est alla cadua del muro, di un passaggio da un mondo restrittivo ma familiare ad uno libero ma sconosciuto, che è anche il passaggio di Alex dall'adolescenza alla maturità (il film è raccontato dal suo punto di vista).
 

postato da vanpeltmi | 19:01 | commenti (35)
recensioni, riflessioni, cinema


venerdì, 30 marzo 2007
 

Stasera Pizza.

Pizzeria: Novecento
Indirizzo: via Colonna Vittoria 43
Margherita: 6,20 €
Coperto: 2,50 €
Giudizio sulla pizza: 5 ½
Giudizio sul locale: 6 ½
 
Locale affollato, grande ma abbastanza accogliente. Il personale non è troppo gentile ma diciamo nemmeno maleducato. Non ampissima la scelta delle pizza, discreto invece il resto del menù con ottimi piatti di pesce. Le porzioni, però, languono e ciò che non manca è invece il sale: infatti la pizza è troppo salata, la mozzarella usata è di dubbia genuinità (risulta, infatti, una pizza “maculata” di mozzarella) e il pomodoro non è certo fresco ma in scatola. Dimensioni grandi, pasta sottilissima e bordo sottile. Si lascia mangiare ma di certo non è una pizzeria consigliabile. Meglio optare per altre portate; invitanti i dolci.
 
 


giovedì, 15 marzo 2007
 

Stasera Pizza.

Iniziamo un piccolo appuntamento non fisso con una pietra miliare della cucina italiana: la pizza!
Parafrasando Oscar Wilde dico che potrei resistere a tutto tranne che a una pizza, appunto! Ecco, quindi, che vorrei unire l’utile al dilettevole, e così ho pensato di raccontarvi delle mie scorribande pizzaiole in giro per Milano.
 

 
  
Pizzeria: Pizzando Grigliando
Indirizzo: via Marghera 10
Margherita: 5,50 €
Coperto: 2,00 €
Giudizio sulla pizza: 7 ½
Giudizio sul locale: 7 ½
 
Ottimo locale, ampio e sempre molto affollato (ottimo indicatore di qualità solitamente). Personale molto cortese (vi saluteranno tutti entrando e uscendo) attento ad ogni vostra richiesta, pronto ed efficiente. Buona scelta delle varietà di pizza con qualche tipo un po’ insolito e, un po’ alla lontana, legata alla tradizione napoletana. Dimensioni della pizza normali, pasta bassa ma non troppo, bordo medio alto tipico napoletano. Ottima anche la scelta dei primi e dei secondi (sia di carne che di pesce), consigliatissimi i primi di pasta (sempre rigorosamente fatta in casa). Altro punto a favore i prezzi: si spende decisamente il giusto e nonostante il locale possa sembrare pretenzioso il conto si rivelerà una piacevole sorpresa. Da provare!