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martedì, 06 maggio 2008
 

Forse..

Stiamo tornando.

Sempre che ci rifacciano passare la dogana.

A presto .....



domenica, 06 gennaio 2008
 

La Palestra di Van - Prologo: si ricomincia [prima parte].

 
Domani si ricomincia. Chi a scuola, chi al lavoro tutti noi riprenderemo le nostre vecchie e consolidate abitudini. Pure io. Purtroppo.
Gennaio è notoriamente il mese più lungo dell’anno … è così difficile ritornare nell’ottica della quotidianità, dei soliti doveri che ci aspettano appena abbiamo finito di mangiare l’ultima fetta di panettone. E, tanto per rimanere in tema di mangiare, sappiamo bene, a nostre spese, che ci sono storicamente due momenti all’anno in cui più o meno tutti ci illudiamo di poter seguire una lista di buoni propositi: uno è, ovviamente, all’inizio dell’anno, ancora intontiti dallo champagne e ripieni di panettoni (leggi il post qui sotto), l’altro è il rientro dalle vacanza, quando tutte le regole della sana alimentazione sono state ignorate e ci si è concessi troppi happy hours!
Come ben sapete nemmeno io riesco ad esimermi da questi due appuntamenti fissi … l’ho fatto a settembre, quando ormai le vacanze erano già un lontano ricordo, e l’ho fatto immancabilmente anche in quest’inizio di 2008.
Ma la fine dei panettoni & pandori porta con sé un’inevitabile presa di coscienza che difficilmente riusciamo a scrollarci di dosso.
Con l’inizio delle pubblicità di dolcificanti, prodotti dietetici e caramelle senza zucchero pseudo miracolose è incominciato, anche, il conto alla rovescia: tutti stiamo impazzendo in vista della bella stagione presto in arrivo!
 
Continua ….
 


venerdì, 04 gennaio 2008
 

Buoni propositi per l'anno nuovo.

Cavolo!
Doppiocavolo!!
Cavolissimo!!
 
Siamo a gennaio e come ogni inizio d’anno vengo trascinato dalla mia perversa mente nel vortice delle liste di buoni propositi, benché io sia ben consapevole della loro stupidità nonché comprovata inutilità.
Quest’anno voglio esagerare e per dimostrare a me stesso una volta di più che queste liste sono il modo peggiore per impiegare i primi giorni dell’anno ho deciso di recuperare quella dell’anno scorso che con tanta abnegazione avevo messo nero su bianco.
 
Cose da NON fare.
 
1 Bere più di quattordici alcolici la settimana.
2 Fumare
3 Buttar via soldi per: impastatrici, gelatiere o altri marchingegni da cucina che non userò mai; libri di autori illeggibili da mettere in libreria per far scena; biancheria sexy, inutile in quanto sfidanzata.
4 Comportarsi in modo sciatto in casa: fingere sempre che qualcuno ti stia osservando.
5 Spendere più di quel che guadagni.
6 Perdere il controllo della posta in arrivo.
7 Cadere vittima di: alcolisti, stressati dal lavoro, allergici alle relazioni serie, gente fidanzata o sposata, misogini, megalomani, maschilisti, cialtroni sentimentali o scrocconi, pervertiti.
8 Perdere la pazienza con mamma.
9 Prendersela per gli uomini: meglio essere calma e fredda come una regina delle nevi.
10 Prendersi cotte: meglio cercare di instaurare rapporti seri basati su una valutazione ponderata del carattere.
11 Sparlare alle spalle della gente: meglio trovare qualcosa di buoni in tutti.
12 Essere depressa perché non ho il fidanzato: meglio coltivare calma interiore, autorità e stima di se in quanto donna di un certo spessore, completa anche SENZA un fidanzato, in quanto è il modo migliore per trovarlo.
 
Cose da FARE.
 
1 Smettere di fumare.
2 Non bere più di quattordici alcolici la settimana.
3 Ridurre di 8 cm la circonferenza delle cosce (leggi 4 cm per ciascuna), seguendo una dieta anticellulite.
4 Depurarsi da tutte le sostanze estranee.
5 Dare ai poveri tutti i vestiti che non metto da più di 2 anni.
6 Migliorare la carriera e trovare un nuovo lavoro con un futuro.
7 Mettere da parte i soldi sottoforma di risparmi. Se possibile cominciare a pagare una pensione.
8 Essere più sicura di me e più decisa.
9 Usare meglio il tempo.
10 Non uscire tutte le sere, ma restare in casa a leggere e ad ascoltare musica classica.
11 Devolvere in carità una parte dei guadagni.
12 Essere più gentile e aiutare di più gli altri.
13 Mangiare più legumi.
14 Alzarmi subito quando mi sveglio al mattino.
15 Andare in palestra tre volte alla settimana, non solo per comprare tramezzini.
16 Mettere le foto negli album.
17 Preparare delle compilation da usare a seconda degli stati d’animo, in modo da aver già pronti dei nastri con musica romantica/ballabile/sexy ecc.., senza dovermi trasformare in una persona stile dj bevuto come una spugna con nastri sparsi per tutto il pavimento.
18 Dare vita a un rapporto funzionale con una persona adulta.
19 Imparare a programmare il videoregistratore.
 
AUGURI!
 


giovedì, 06 settembre 2007
 

Missione vacanze [puntata zero].

 

Sono tornato da poco dalle tanto agognate ferie: le ho aspettate 12 mesi, praticamente dal momento stesso in cui mi imbarcai sull’aereo del ritorno da Barcellona l’anno scorso!

Potete immaginarvi, quindi, la mia frenesia nel fare le valigie (penso sempre di non portarmi mai abbastanza camicie, maglioni, pantaloni ecc ecc così viaggio con un baule stile ‘800 dal peso improponibile), nel pensare a cosa vedere, dove andare cosa fare e cosa comprare!!

Ma procediamo con ordine!

Dicevo: sono tornato da poco e facendo un giretto fra i vari blog amici ho notato che tutti hanno parlato delle loro ferie … potevo io esimermi dal farlo? Si potevo .. però non lo faccio e ne parlerò ugualmente anch’io!

 

Come i più affezionati sapranno ho raggiunto il mitico OB a Madrid ma mentre lui era ospite fisso del re Juan Carlos io mi sono dovuto sistemare altrove … mi sono dovuto accontentare di un albergo a 5 stelle .. sapete com’è! Quando viaggio voglio viaggiare comodo!!

 

Durante tutte le vacanze mi ritornava alla mente un’improbabile trasmissione televisiva di ReteA, “the club”, in cui una voce fuori campo rivolge delle domande banalissime a un gruppo di sfigati raccolti in una qualsiasi periferia italiana, assidui frequentatori di discoteche tamarre, con canotte, crocefisso e pelo in vista gli uomini, le donne con pantaloni a vita bassa, mogliettina lucciola corta e circa 50 chili di troppo.

Tra le domande sempre presenti mi ricordavo:

 

VfC [domanda della voce fuori campo]: “ti piace viaggiare?”

B [risposta tipo del buzzurro]: “si molto”

VfC: “Viaggi spesso?”

B: “No, non ho mai viaggiato”

-         e allora come fai a sapere che ti piace?? [ndr] –

VfC: “Se fossi una città quale città vorresti essere?”

B: “New York”

-         risposta data dal 99,9% dei buzzurri … che solitamente vivono a Canicattì [ndr] -

VfC: “La città più bella del mondo?”

B: “New York”

-         risposta data dal 99,9% dei buzzurri … anche se una è riuscita a rispondere “Sicilia” .. ma chi ha il coraggio di spiegarle che la Sicilia non è una città? [ndr] -

VfC: “La tua vacanza ideale?”

B: “A New York col fidanzato”

-         aridaglieee con NY! [ndr] -

VfC: “In vacanza con il fidanzato o con le amiche?”

B: “Sempre con le amiche”

-         viva la coerenza, due istanti prima hai detto col fidanzato!! [ndr] -

VfC: “La Capitale degli Stati Uniti?”

B: “New York”

-         Ci vuoi andare, ti pensi come NY e non sai praticamente neanche dov’è!!! [ndr] -

VfC: “In vacanza: albergo a 5 stelle o sacco a pelo?”

B: “Albergo a 5 stelle”

-         Si .. 5 stelle disegnate con l’uniposca! [ndr] -

VfC: “Ti piace scrivere cartoline?”

B: “No, non mi piace, è troppo impegnativo! Mando un sms”

-         Considerato il livello medio di QI è già tanto che riescano a digitare il PIN del cellulare! [ndr] -

 

Se ancora non la conoscete vi consiglio di guardarla: farete grasse risate ammirando poveri disgraziati che si atteggiano a star del cinema, il cui idolo è Corona, che vorrebbero avere il bicipite di Tarricone e il ciuffo fintobagnato di quella faccia da scafista di Costantino.

Bene: se vi fanno ridere gli originali, le loro copie posticce vi faranno sbellicare!

 

Questo post ha preso una piega diversa da quella che mi aspettavo .. quindi per il racconto delle mie vacanze dovrete attendere un po’ ….

 



domenica, 02 settembre 2007
 

+1.

 

E’ passato un anno esatto da quando mi sono ritagliato questo piccolo spazio nel web. Ecco il mio primo, ingenuo, spensierato e lacerato dai dubbi, post.

Tra alti e bassi, tra periodi di assidua frequentazione e momenti di totale latitanza (più o meno arbitrariamente scelti dal sottoscritto) è passato ben un anno dal settembre 2006 quando mi sono lanciato in questa nuova, piccola grande avventura! Di qua sono passate tante persone, alcune le ho perse per strada, altre le ho trovate giorno dopo giorno, post dopo post, facendomi tanti nuovi “amici”.

 

In un anno cambiano tante cose, inevitabilmente aggiungerei.

Ma altrettante rimangono invariate, fortunatamente direi!

 

Di carattere sono una persona che ama la sicurezza della quotidianità, la certezza delle abitudini consolidate negli anni: per me, andare in vacanza, è sempre una lotta intestina fra il piacere di scoprire nuovi posti, nuove culture, nuovi modi di vivere, nuove lingue (e anche nuovi piatti succulenti, eheh) e il disordine mentale per lo sconvolgimento totale delle mie consuetudini.

Alla fine non ho ancora capito se prevalga il primo o il secondo aspetto, è per questo che ogni anno devo andare in vacanza, voglio capire, eheh!

 

Però un anno è un traguardo importante: ti fa comprendere che non hai aperto un blog per rispondere a una voglia passeggera che nel breve termine si affievolirà fino ad abbandonare la tua piccola creatura. Un anno di vita ti da maggiori responsabilità, maggiori slanci per andare avanti come prima e meglio di prima, quindi se speravate di esservi liberati di me vi sbagliate di grosso. Anzi, aspettatevi sconvolgenti novità!

 

Grazie a tutti!

 

 



venerdì, 10 agosto 2007
 

In vacanza.

TheLinusBlog chiude ufficialmente per 3 settimane.

Auguro a tutti buone ferie e ... ci "rileggiamo" a settembre!

www.amici.it

 



domenica, 01 luglio 2007
 

OrsettoBimbo va in vacanza!

 

 

 

Recentemente una delle più famose riviste di gossip americana ha pubblicato la classifica delle mete in cui sarà più facile avvistare un vip quest’estate. Al primo posto ci sono le isole caraibiche della Barbados mentre di località italiane nemmeno l’ombra.

 

OrsettoBimbo, ha deciso che farà causa alla rivista chiedendo un risarcimento milionario! È, infatti, furente per una fuga di notizie che lo coinvolge: sta cercando all’interno del suo numeroso entourage chi sia la “gola profonda” che ha spifferato quale sarà la sua destinazione per queste sudate vacanze estive! Infatti, sempre secondo questa nota rivista, la prima meta europea più frequentata dai vips sarà Madrid.

Anche quest’anno OB detta moda e farà strage di cuori fra le orsette e gli orsetti madrileni tra tapas e sensuali flamenco! Non ci sarà da meravigliarsi se lo si vedrà domare un toro in qualche corrida o sedere al tavolo ospite del re Juan Carlos al Palau Reial.

Quello che è certo è che OB, l’orsetto dalla zampe calamitate più famoso del web, saluta tutti i suoi fans dando loro appuntamento a settembre!

 



sabato, 09 giugno 2007
 

Sorprese.

Ormai la stagione estiva televisiva è cominciata: sui nostri teleschermi incalzano repliche su repliche di programmi non certo esaltanti che se mi hanno fatto schifo in prima visione, riproposti col caldo estivo mi fanno venire l’orticaria.  Sinceramente in tv l’unica cosa che riesco a sopportare è la pubblicità, però devo ringraziare la pazza programmazione dei palinsesti nazionali a cui devo il costante allenamento del mio dito indice per il forzato zapping selvaggio in cui mi cimento ogni volta che mi siedo sul divano.

Ma, oggi, ho avuto una piccola, graditissima sorpresa.

Preparandomi il pranzo ho acceso la televisione su “La7” verso le 13 per il telegiornale sportivo … e poi SORPRESA! Hanno ricominciato le repliche di “Remington Steele” (trasmesso in Italia anche con l’improbabile titolo “Mai dire si”).

Ne avevo già parlato in occasione del “compleanno” di Remington Steele, questo telefilm ha acceso e animato la mia fervida fantasia nei lunghi pomeriggio adolescenziali. Sono cresciuto con lui, Laura e Mildred come fossero amici veri, coi quali avevo ogni giorno un appuntamento.

 

 

Stephanie Zimbalist è Laura. Pierce Brosnan è Remington Steele mentre Doris Roberts è la segretaria, Mildred Krebs. La storia è un romantico mix tra thriller e commedia.
 
Gli episodi iniziavano col racconto di Laura che riassume perfettamente la storia:
 
“Voglio rivelarvi un segreto assolutamente esplosivo. Il grande investigatore Remigton Steele non esiste.
L’ho inventato io.
Parola!
Mi è sempre piaciuta l’avventura, così ho studiato, ho fatto pratica e ho messo il mio nome sulla porta.
Ma non veniva mai nessuno a bussare alla mia porta!
Un investigatore privato donna ha un’aria troppo … femminile! Così mi sono inventata un principale, un abile principale maschio!
Naturalmente i casi piovevano da tutte le parti e tutto filava a meraviglia … fino al giorno in cui comparve lui, con i suoi occhi azzurri e il suo misterioso passato … e prima che me ne rendessi conto aveva assunto l’identità di Remigton Steele!
Ora io faccio il lavoro e lui si prende tutto il merito.
È un modo pericoloso di vivere ma finché gli altri ci crederanno continueremo il nostro gioco.
Non mischiamo mai il piacere con il dovere … beh diciamo quasi mai.
 
Non conosco neanche il suo vero nome!”
 
 
Oggi hanno trasmesso la primissima puntata che per una serie di scherzi del destino sono riuscito a vedere per la prima volta solo pochi mesi fa su internet, e mi auguro sinceramente che continuino a trasmetterle in ordine!
 
Intanto ecco la scheda del primo episodio:
 
[01.01] Licence to Steele
[Troppo bello per essere vero]
1 ottobre 1982
 
Writer: Michael Gleason
Director: Robert Butler
Guest Cast: Joseph Hacker, Phil Casnof, Robert Darnell, John Francis
 


sabato, 07 ottobre 2006
 

Barcelona.

E' finalmente on line su thelinusworld il racconto completo sulle vacanze a Barcelona, con tutti i link per conoscere meglio l'affascinante capitale catalana. Per sapere tutto cliccate qui!

 

postato da vanpeltmi | 11:15 | commenti (4)
vacanze


venerdì, 06 ottobre 2006
 

Resoconto delle Vacanze: Montserrat.

Il venerdì ci si presenta inaspettatamente soleggiato. Finalmente le nuvole minacciose che ci hanno accompagnato in questa breve (sigh) vacanza a Barcelona sembrano aver lasciato posto a un cielo azzurro e a un sole degno della Spagna. E' nell'immaginario comune associare la Spagna a un caldo sole accecante .. mentre noi abbiamo conosciuto fino ad oggi un altro lato della Spagna, un lato decisamente più umido!
Con il sorriso sulle labbra ber questa, oramai, inaspettata metamorfosi meteorologica ci catapultiamo in strada per, dopo una frugale colazione al solito bar, metterci in marcia per raggiungere la meta del giorno: Il Monastero di Montserrat.
Montserrat, che vuol dire montagna tagliata (e ci vuole poco a capire il nome, una volta arrivati a destinazione) si trova a circa 40 km a nord-ovest di Barcelona. Il monastero è un'importante meta di pellegrinaggio da quando sul fianco della montagna venne fondato un monastero dedicato alla "vergine nera" di Montserrat, una statua lignea della Madonna col bambino, annerita dal fumo delle candele. La leggenda narra che la statua sia opera di San Luca, miracolosamente giunta in Spagna nel XII secolo (anche se le analisi al carbonio 12 la fanno risalire al XII secolo).
Per giungere a destinazione si deve prima prendere il treno R5 che parte da Plaça d'Espanya e poi la cremalliera. A dire la verità si può optare anche per la teleferica ma al solo pensiero di dover viaggiare sospeso per aria lungo un esile filo di acciaio mi fa venire i brividi, così, tra le proteste generali, allunghiamo un poco il viaggio per tenere i piedi ben saldi a terra!
Il viaggio in treno dura circa un'oretta e poi sullo stesso binario troviamo ad attenderci il trenino che ci porterà in quota.
In meno di 15 minuti raggiungiamo i 1236 metri di quota a cui si trova in complesso religioso e godiamo subito di una fantastica vista su tutta la regione.
Nonostante questo monte sia considerato il luogo più sacro della Catalogna, ci rendiamo conto ben presto che è un'altra fabbrica di soldi, pullulante di turisti pronti ad aprire il portafoglio per qualsiasi cosa. Facciamo un giretto intorno al monastero e poi ci dirigiamo verso la grande chiesa con costituisce il cuore del complesso.

Varcata la facciata del XIX secolo ci ritroviamo in un piccolo e raccolto cortile interno sul quale si affaccia la basilica. Inizialmente vediamo la chiesa, niente di speciale a dire il vero… poi ci mettiamo in fila per vedere da vicino la statua della Moreneta, la Madonna Nera.
Dopo più di mezz'ora di coda, passata a tenere a bada due vecchie cariatidi russe che, per tutto il tempo, hanno cercato di superarci, passiamo davanti a questa statuina, foto di rito e saluto alla folla dalla finestra che si affaccia sul pulpito della chiesa (per la serie, non siamo mica megalomani!).
Arriva così l'ora del pranzo ma oggi siamo stati previdenti: ci siamo organizzati con panini al sacco e frutta fresca, così troviamo un angolino nella piazza principale e ci riposiamo un poco.
Il pomeriggio lo dedichiamo a due delle diverse escursioni che si possono intraprendere partendo dal monastero.
Prendiamo, così, la Funicolare di Saint Joan e poi la Funicolare de la Santa Cova. La prima ci porta ancora più in alto da cui possiamo, ancora meglio, ammirare lo scenario quasi surreale delle montagne circostanti, con insolite formazioni rocciose, fino a una deliziosa cappella (chiusa però!) che svetta sopra una piccola cima. Con la seconda, invece, scendiamo un poco fino ad arrivare a una seconda chiesetta che sorge proprio sotto la roccia. Almeno questa è aperta, così possiamo entrarvi e riposarci un attimo (!!)

Oggi siamo davvero stanchi, nonostante non si sia camminato poi molto ma, forse, si fa sentire la stanchezza accumulata in una settimana di tour de force in lungo e in largo per la città di Barcelona (a piedi e a nuoto!).
Per la seconda volta in vita mia riesco ad addormentarmi in treno durante il ritorno. Il convoglio è pieno e io ho trovato un angolino in cui sedermi, ma nonostante la scomodità dopo 20 minuti crollo in un profondo sonno. Sono delle voci al capolinea a farmi sussultare e dire "dove sono? Che succede?" Per un attimo non ricordo chi sono, dove sono … ma la dura realtà è lì ad attendermi! Mi ci vuole poco per rammentare che le mie vacanze barcellonesi sono alla fine, questa è l'ultima sera.
E la cosa più preoccupante è che non abbiamo ancora scritto le cartoline e nemmeno comprati tutti i souvenir!
Per la cena torniamo al Port Olimpic nel ristorante di ieri ma questa sera gustiamo l'arroz nero, ovvero una sorta di paella nera con calamari e altri crostacei. Ottima e davvero super abbondante! L'ora della nanna si avvicina e con essa aumenta proporzionalmente la nostalgia che prende tutti alla fine di una bella vacanza. Vogliamo, così, dare un "addio", o meglio un "arrivederci", a Barcelona … prendiamo il bus fino al Cristoforo Colombo e, poi, percorriamo tutte le Ramblas fino a Plaça Catalunya e poi ancora più su fino alla Manzana della Discordia. Ci sediamo un po' davanti a Casa Batllò e restiamo in silenzio a guardare quest'affascinante edificio che luccica orgoglioso, come se fosse consapevole del fascino che ha esercitato su di noi e del fatto che, quando ce ne saremo andati, quando saremo saliti sull'aereo per tornare a casa, ce ne porteremo via un pezzetto, gelosamente custodito in un angolo del nostro cuore.


Ma quest'angolo del cuore dev'essere bello grosso per riuscire a contenere tutte le emozioni, le sensazioni, i magnifici ricordi che in questi pochi giorni a Barcellona abbiamo potuto vivere. Questa straordinaria città ci ha regalato tantissimo (anche tantissima acqua) e siamo ben consapevoli di tornarcene a casa più ricchi di quando fossimo partiti. Certo il dolore di tornare a una vita che ormai ci sembra lontana anni luce dall'oggi ci da estrema tristezza, in fin dei conti "partire è un po' come morire" ma sappiamo che da oggi in poi ci basterà chiudere gli occhi per "essere" nuovamente lì!
Basta indugiare, bisogna tornare in albergo a dormire … domattina la sveglia suonerà presto e dobbiamo ancora fare i bagagli!

Come previsto ci alziamo presto, in poco tempo liquidiamo il "discorso" valigie (sigh!), scendiamo e paghiamo (doppio sigh!). Per l'ultima mattina facciamo colazione al "nostro" bar seduti al "nostro" tavolino e tra un morso al cornetto e un sorso al cappuccio, cartina alla mano, per l'ultima volta (l'ho detto che era l'ultimo giorno??? Sigh sob) stendiamo un piano di "battaglia" per acquistare gli ultimi souvenir!
La mattina passa velocemente in un vorticoso susseguirsi di avvistamenti nei negozi di souvenir … il tempo stringe … dobbiamo ancora tornare in albergo, prendere le valigie che avevamo lasciato in deposito e andare in aeroporto per partire (infiniti sigh!).
Salutiamo l'albero, il caffè, la piazzetta .. la "nostra" calda (in tutti i sensi) stazioncina El Puxten … ecco che arriva l'R10, non abbiamo proprio via di scampo, dobbiamo partire!
In aeroporto la fila per il check in è estenuante … forse riusciamo a perdere il volo … no mannaggia!
C'è giusto il tempo per un panino veloce (ma cosa c'è dentro?? Mm meglio non saperlo!!) e per qualche acquisto dell'ultimo secondo… ecco il nostro aereo, hanno già chiamato il volo … saliamo .. basta la vacanza è definitivamente conclusa!
Bella, intensa sotto tutti i punti di vista … e anche quest'anno lascio un pezzetto di me per l'Europa!

Accanto a me siede una coppia spagnola di mezza età. Leggo dai loro visi l'eccitazione per l'inizio della loro vacanza. Scorgo le guide che hanno in mano: si fermeranno a Milano per poi andare in toscana. Leggono come raggiungere la Certosa di Pavia da Milano, non trovano il modo … ah ecco, hanno capito. Ora leggono cosa si mangia in Italia, ridono allegramente!
Eh sì! Per chi arriva c'è qualcuno che parte. Solo una settimana fa anche noi eravamo così!


Mi sa che è ora di programmare la PROSSIMA di vacanza!!




postato da vanpeltmi | 22:26 | commenti
vacanze


martedì, 26 settembre 2006
 

Resoconto delle Vacanze: Pedralbes.

Tanto per cambiare anche la giornata di giovedì inizia sotto un forte temporale! La meta del giorno è la zona di Pedralbes. Questo quartiere periferico di Barcelona sorge sulle colline occidentali della città ed è caratterizzato da eleganti edifici residenziali con una magnifica vista sulla città. Peccato che piove così forte che è impossibile alzare il naso!


Prendiamo il bus 74 per recarci verso il Monestir de Pedralbes. Scendiamo, ovviamente, alla fermata sbagliata ma piove così tanto che non è possibile leggere i nomi delle vie, tantomeno prendere la cartina, così girovaghiamo, opss volevo dire nuotiamo, un po' a casaccio fino a quando abbiamo fortuna e troviamo il monastero.
Entriamo gocciolanti (ingresso gratis con la Barcelona Card) e ci dirigiamo subito nel chiostro.
Questo monastero è stato fondato nella prima metà del 1300 dalla regina Elisenda de Montcada, la quale era rimasta vedova molto giovane e qui si era ritirata a vita privata.
Il chiostro, a tre ordini di arcate sovrapposte, si distingue per l'eleganza e la simmetria delle sue forme. Anche in una giornata così grigia possiamo ammirare le pietre bianche con cui è realizzato, e proprio da "pietre bianche" (la latino "petrae albae") deriva il nome Pedralbes.
Il temporale peggiora, fa freddo e ovviamente il maglione pesante è rimasto bello piegato in albergo!
Visitiamo le varie celle del convento, l'infermeria, le cantine, il refettorio e le cucine .. tutto pur di rimanere al coperto. Così entriamo anche nel museo, scartato all'inizio, ma le opere esposte non ci interessano molto. Sono più che altro quadri e suppellettili religiosi del tre - quattrocento.
La chiesa annessa al monastero è un edificio semplice, molto meno appariscente del resto del complesso anche se molto interessante. In particolare è interessante la tomba della regina Elisenda, un meraviglioso lavoro di incisione dell'alabastro.

Aspettiamo al caldo dentro finché non smette di piovere per poi riprendere il nostro "viaggio" diretti al Palau Reial de Pedralbes passando per il Pavellons de la Finca Guell.
Camminiamo in tranquilli viali costeggiati da bassi edifici e da serie di villette a schiera dall'aria molto "english" .. così fantastichiamo su quanto sarebbe bello possedere un appartamento in questa zona di Barcelona.


Quasi senza accorgercene passiamo davanti al Pavellons de la Finca Guell, ovvero i padiglioni in stile moresco della Finca Guell (tenuta Guell), uno dei primissimi progetti di Gaudì.
Queste strutture anticipano alcune delle straordinarie invenzioni che saranno più tardi portate alle estreme conseguenze nel Parc Guell.
Ma questo Guell aveva mezza città?? Così sembra!
Il dettaglio più appariscente e che cattura subito la nostra attenzione, è senza dubbio il cancello principale della tenuta, la "porta del drago", su cui spicca, appunto, un drago per il quale Guadì ha fatto un uso straordinario, e fino ad allora inedito, del ferro battuto.

La tregua dalla pioggia termina all'improvviso .. così rimettiamo nello zaino le macchine fotografiche e nuotiamo verso il Palau Reial de Pedralbes.
Naturalmente sbagliamo ancora strada così arriviamo da dietro e dobbiamo attraversare tutto il parco del palazzo. Ironia della sorte sotto un tremendo acquazzone tutte le fontane del parco zampillano allegramente come a prendersi gioco di noi!
Questo si chiama Palau Reial ma, a dirla tutta, la famiglia reale qui non vi ha praticamente mai soggiornato e l'ha donato subito alla città di Barcelona. Effettivamente non è molto "reale" come palazzo … oggi vi sono all'interno il Museu de Ceràmica e il Museu d'Arts Decoratives.
Il primo espone una ricca collezione di giare, piatti e azulejos spagnole, soprattutto del periodo tra il XII e il XVIII secolo, il secondo espone arredi e manufatti vari. Ovviamente abbiamo "saltato" e siamo rimasti al riparo sotto il portico d'ingresso aspettando di poter riprendere il gommone e correre verso la metropolitana (Linee 3, fermata Palau Reial proprio davanti all'ingresso del parco).


Tanto per non correre il rischio di asciugarci anche in metropolitana pioveva … e le stazioni erano mezze allagate.
Torniamo in Plaça Catalunya per mangiare un panino rinsecchito sotto i portici della Plaça Reial e, appena smette di piovere, ci incamminiamo per le strade della città ad ammirare altre case, vere gemme moderniste dell'art nouveau, oltre a quelle di Gaudì.


Partiamo con Casa Calvet, uno dei primi progetti di Gaudì, passando per Casa Jacinta Ruz e l'affascinante Forns Sarret i de la Concepciò, una panetteria prettamente art nouveau.
Intravediamo da lontano la Manzana de la Discordia ma passiamo oltre, così vediamo Casa Dolors Calm, Casa Fergas e la Farmacia Bolòs, caratterizzata da una curiosa decorazione che riproduce l'albero della vita carico di arance.
Passiamo così il pomeriggio ad ammirare vari edifici cosiddetti "minori" anche se, in realtà, sono uno più bello e curioso dell'altro.


Ma quanti chilometri avremo macinato? 5? 6? Non lo so, ma quello che è certo è che i nostri piedi reclamavano pietà!


Ma tanto camminare ci aveva fatto venire una bell'idea per la cena: saremmo andati al Port Olimpic, dove qualche giorno prima avevamo notato una serie infinita di ristoranti proprio a ridosso del mare.
La zona è un po' scomoda da raggiungere e l'ultimo bus per tornare in centro parte verso le 23,30 che per gli orari barcellonesi è come dire le 20 da noi!

Facciamo un giro per scegliere il ristorante che ci ispira di più .. sono davvero uno attaccato all'altro in una serie interminabile di insegne che inneggiano al mangiare … addirittura i camerieri all'ingresso fanno da "butta dentro" chiamandoti sulla strada e facendoti cenno (e non solo cenno) a entrare nel loro ristorante.
Alla fine ci sediamo nel primo che avevamo visto scendendo dal bus e, naturalmente, ordiniamo paella … è molto buona, abbondante e a prezzi non eccessivi così decidiamo di tornarvi anche l'indomani!


Mentre aspettiamo il bus per il ritorno inizia a tuonare e sul mare si vedono dei minacciosi fulmini che non preannunciano nulla di buono (ne tantomeno nulla di nuovo!) ma siamo fortunati: facciamo in tempo a rientrare in albergo prima che si scateni un altro, l'ennesimo, diluvio!

postato da vanpeltmi | 15:56 | commenti
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giovedì, 21 settembre 2006
 

Resoconto delle vacanze: Montjuic e il Sants.

Se il giorno prima era stato veramente brutto dal punto di vista meteorologico, la quinta giornata iniziava in maniera tremenda! Il cielo non aveva smesso un attimo dalla sera prima di tuonare e, solo per brevi momenti, smetteva di cadere una fitta pioggia. I giornali parlavano di trombe d’aria e di allagamenti che stavano mettendo in ginocchio la città e l’intera regione. Fortuna che non si era sparsa la notizia della nostra presenza a Barcelona, altrimenti avrebbero capito di chi era la colpa!
Oggi la meta è il Montjuic e il quartiere di Sants.
Il quartiere del Sants si sviluppa attorno alla stazione centrale di Barcelona, e con grande fatica nuotiamo (!!!) fino al Par de l’Espanya Industrial. Questo parco è sorto a metà anni ’90 al posto di un’industria nell’ambito della politica di nuovi spazi aperti per la città. Fra tutto spicca il grande lago con al centro una statua classica di nettuno col tridente attorniato da una gigantesca scalinata ad anfiteatro e da una fila di dieci torri che dominano l’intera zona. Sparse all’interno del parco ci sono diverse opere moderne e noi ci fermiamo ad ammirare una scultura di Andrés Nagel a forma di drago di metallo che cela uno scivolo per bambini (e non solo per loro .. chi ha orecchie per intendere intenda!!).
La pioggia non ci da tregua così continuiamo a nuotare verso il Parc de Joan Mirò che, oggi, occupa il posto del vecchio macello della città. Piove troppo per vederlo bene così ci dobbiamo accontentare di qualche foto alla scultura di Mirò intitolata “Dona i Ocell” (Donna e uccello). L’opera, alta oltre 20 metri, si innalza al centro di una piscina ed è interamente ricoperta di piastrelline colorate e smaltate.
Finalmente sembra che smetta di piovere, così via le giacche e fuori la macchina fotografica: siamo in Plaça de Espanya.
Questa monumentale piazza è dominata da due campanili in mattoni che ricordano mooolto vagamente (!!) il campanile di San Marco a Venezia, e fanno parte delle realizzazioni per l’Esposizione Universale del 1929. Dalla parte opposta c’è l’arena tutta ingabbiata da impalcature.
La vista è, però, indirizzata verso il Montjuic in una magnifica sequenza di scalinate e fontane (naturalmente spente) che culminano nel Palau Nacional, possente edificio sormontato da una grande cupola, sede del Museu Nacional d’Art de Catalunya.
Il Montjuic è il colle che domina il lato sud della città, rispecchia nel soprannome di “montagna magica” una fama che certo risale ai tempi antichi: i colonizzatori romani vi costruirono sulla sommità un tempio dedicato a Giove. L’Esposizione universale del 1929 e le Olimpiadi del 1992 hanno radicalmente trasformato anche questa zona della città, lasciando in eredità giardini, palazzi e moderni impianti sportivi.
 
Prima di intraprendere la scalata al monte (ovviamente usando le scale mobili per una volta che ci sono) facciamo una deviazione verso il Poble Espanyol (ingresso gratuito con la Barcelona Card) col bus 55.
Questo “villaggio spagnolo” sorto per l’Esposizione Universale del 1929 con lo scopo di illustrare gli stili architettonici delle varie regioni della Spagna costituisce oggi un’interessantissima meta per i turisti in quanto è il regno dei souvenir (anche di buona qualità) e, senza dubbio, è impossibile uscirvi senza comprare nulla.
I più sofisticati potrebbero storcere il naso visto che qui dentro è tutto finto ma noi vi notiamo solo il forte aspetto vernacolare!
Dopo una pausa forzata a causa dell’ennesimo nubifragio (che allaga metà delle stazioni della metropolitana) scendiamo verso il Pavellò di Mies Van der Rohe (2,80 euro sempre con la Barcelona Card).
Tenevo molto a visitare questo padiglione costruito per rappresentare la Germania sempre per l’Esposizione Universale in quanto ai tempi della scuola l’ho dovuto disegnare e studiare moltissimo.
Per una volta che vedo qualcosa tanto studiato non rimango deluso!
Esso rappresenta un caposaldo dell’architettura novecentesca, summa di tutti i principali precetti della grande scuola del Bauhaus di cui Mies Van der Rohe fu l’ultimo direttore.
All’interno si può ammirare la famosissima sedia “Barcelona” espressamente realizzata per questo padiglione, in pelle e ferro ha avuto un enorme successo planetario. Ci aggiriamo un po’ fra le linee essenziali della costruzione, godendo dei giochi di luce sulle superfici d’acqua in cui si riflette un timido sole che finalmente si fa vedere.
Giriamo un po’ intorno facendo fotografie a raffica, il sole finalmente è uscito del tutto!
Saliamo fino al MNAC … e miracolo! Stanno accendendo la Font Magica, la fontana magica .. giusto il tempo che noi impieghiamo a tirar fuori la macchina! Quando siamo pronti a scattare fotografie a raffica la spengono .. XXXX (autocensura!).

Dietro quest’edificio si sviluppa la zona olimpica e la mia attenzione è indirizzata alla Torre di Calatrava. Opera assolutamente inutile ma che trovo estremamente affascinante! Anche qui fotografie a raffica e breve giretto negli impianti olimpici (ovviamente lo stadio, realizzato per i Giochi del ’36 annullati per la Guerra Civile e riammodernato per quelli del ’92, è in ristrutturazione).
Poco distante ci aspetta la Fundaciò Joan Mirò (ingresso euro 7,50). In un’oretta abbondante vediamo le varie sale in cui è suddivisa la collezione permanente che rappresenta un esauriente panorama del suo percorso artistico (con qualche lacuna per quanto riguardano gli anni centrali della sua attività).
Le pareti bianche e il pavimento in terracotta esaltano al massimo i vivaci colori delle sue opere e all’unanimità viene decretato “il miglior museo" visto a Barcelona.
Una bella sorpresa è il fatto che è possibile fare fotografie (senza flash) così fotografo ogni opera, ogni quadro, ogni scultura anche la più piccola! Che bello .. posso sfogarmi!!!
Usciti prendiamo il bus PM fino al Castell de Montjuic.
All’interno vi è ospitato il museo militare, ma non ci interessa. Così ammiriamo la fortezza dal deciso carattere militare e il panorama che spazia dal Port Vell al nuovo porto mercantile di Barcelona (ed è anche un’ottima scusa per riposarsi un po’).
Ridiscendiamo verso Plaça Catalunya e non possiamo fare a meno di fare un salto al Mercat de Sant Josep, più noto come “la Boqueria” coloratissimo mercato di frutta (e di pesce sul resto). E’ un tripudio di colori e di forme! Frutta stranissima fa bella mostra di se sistemata come se si trattasse di opere d’arte … impossibile tenere la macchina fotografica nello zaino!!
Sbavo davanti all’incredibile varietà di frutta, di caramelle, di frutta secca ed essiccata … vorrei assaggiare tutto!!

Dopo l’idromassaggio terapeutico riacquistiamo sensibilità ai piedi e, per cena, vogliamo provare un tapas bar (aridagliee!) al MareMagnum … convinto di aver ordinato un toast mi ritrovo una fetta di pane secco con un pezzetto di pecorino sardo (ma che spacciano per un formaggio tipico catalano). Ennesima fregatura .. ma domani ci penso io!!

Ma domani è già oggi .. sì perché volente o nolente non si riesci mai ad appoggiare la testa sul cuscino prima di mezzanotte passata!

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mercoledì, 20 settembre 2006
 

Resoconto delle vacanze: Eixemple.

Per tutta la notte tra lunedì 11 e martedì 12 sul cielo di Barcelona si è scaricato un tremendo temporale. I lampi illuminavano a giorno la nostra stanza d’albergo al quarto piano e i tuoni facevano vibrare sinistramente i doppi vetri della finestra! Alla sveglia la giornata si presenta decisamente uggiosa: ecco che inizia il brutto tempo come da previsione! In programma oggi c’è il quartiere dell’Eixample. Esso è un a regolare scacchiera di isolati (illes o manzanas) a pianta quadrata e separati da ampi viali alberati, distinguendosi, così, dalla congestionata e caotica città vecchia.
La bellissima via centrale, Passeig de Gràcia, è un susseguirsi di eleganti ristoranti e di ancor più eleganti boutique (non ci crederete: ci sono tutte tranne quella di Dolce & Gabbana!).
Tra tutte le residenze della borghesia “bene” spiccano senza dubbio le opere di Gaudì, la Casa Batllò e la Casa Milà, detta anche la Pedrera (ovvero cava di pietra, chiamata così in quanto realizzata tutta in pietra) che costituiscono la Manzana de la Discordia.
 
Per prima entriamo a Casa Batllò anche se l’elevato prezzo (13,20 euro senza sconti con la Barcelona Card) ci fanno un attimo desistere. Alla fine, crepi l’avarizia, entriamo e scopriamo subito che li vale tutti! Gli esterni sono ricoperti da ceramiche blu e verdi e ricordano la pelle a scaglie del drago della leggenda di San Lorenzo (veneratissimo e onnipresente nella città), il tetto curvilineo è il suo dorso crestato, le inferiate e i parapetti le ossa e i teschi delle sue vittime (facendole guadagnare anche il soprannome di “Casa degli ossi”)

All’interno visitiamo il piano nobile rimanendo a bocca aperta dall’eccezionale vetrata che si apre sulla via, poi saliamo nel sottotetto e infine sul terrazzo dominato dalle strutture sinuose dei comignoli che curvano su se stessi seguendo il moto naturale del fumo. Anche il cielo, ora, ci sorride, e un bel sole caldo ci regala una fantastica vista della città dall’alto.
Ancora sognanti ci dirigiamo a Casa Milà.
La facciata è caratterizzata da morbide curve in pietra su cui si aprono le finestre, gli elaborati balconi in ferro battuto e il portone a ragnatela.

Naturalmente quando venne realizzata suscitò aspre critiche e commenti maligni, ma la Casa Milà è stata la prima costruzione del XX secolo a essere inclusa dall’UNESCO nel 1984 nel Patrimonio mondiale dell’Umanità.
Qui visitiamo (6 euro a persona con la Barcelona Card) un appartamento arredato con mobili d’epoca e la visita si conclude sulla sinuosa terrazza del tetto dominata da una selva di camini dalle forme affusolate e bizzarre che costituiscono il più singolare elemento decorativo di tutta la costruzione.
(armatevi di macchina fotografica con una notevole scorta di rullini perché fortunatamente si possono fare foto dentro!)
 
Al pomeriggio attraversiamo il quartiere della Gràcia, caratterizzato da incantevoli piazzette e strette vie, per lungo tempo rifugio di artisti e di studenti che tuttora conserva il suo fascino bohemien, per raggiungere l’altra opera di Gaudì: il Parc Guell.
La vostra attenzione sarà subito indirizzata verso la fontana a forma di salamandra (simbolo della città) sulla scalinata che porta alla sala ipostila. Immaginabile non fare la classica fotoricordo accanto alla salamandra: mettete in conto una lunga fila per avvicinarvi al lucertolone!

Altra fotoricordo che non può mancare nel vostro album è quella seduti sulla serie ininterrotta di panchine sinuose che costituisce il parapetto della terrazza superiore del parco.
 
Stremati ci trasciniamo verso la nostra ultima meta della giornata: la Sagrada Familia.
Che faccia schifo (come a Gorge Orwell) o faccia impazzire (come a Dalì) è certo che questo edificio rappresenti qualcosa di unico al mondo, costituendo l’estrema sintesi di una sfrenata fantasia creativa!
Il biglietto d’ingresso (5 euro con la Barcellona Card) non comprende la salita su una torre (altri 2 euro) ma la fila di almeno 3 ore ci fa subito desistere. Così ammiriamo stupiti il cantiere della chiesa dal basso. Infatti la Sagrada Familia altro non è un cantiere eterno divenuto una fabbrica di soldi! Però non si può andare a Barcelona senza entrare in quest’opera d’arte!
 
Prima di rientrare in albergo non possiamo fare a meno di fare una capatina ai piedi di un edificio che ci ha incuriosito fin dal primo giorno e che è stato ribattezzato “il cetriolone”! Da lontano sembra una copia sputata del famoso edifico di Londra di Norman Foster e da vicino .. pure!
 
Alla sera riprende il temporale così ceniamo nel ristorante di fronte all’albergo e andiamo a letto presto, sperando, l’indomani, di avere maggior fortuna col tempo!
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Ricordo che questi interventi saranno raccolti e visitabili in formato integrale (con aggiunte e molti dettagli) su thelinusworld.
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martedì, 19 settembre 2006
 

Resoconto delle Vacanze: Ramblas, Barri Gòtic e Port Vell.

Oggi è la festa nazionale catalana, praticamente sopra ogni palazzo è comparsa e sventola orgogliosa la bandiera catalana e nelle pasticcerie è un moltiplicarsi di invitanti torte a forma di bandiera: qui sono decisamente nazional-indipendentisti!
 
Ci svegliamo presto e sempre più stanchi! Dopo una frugale colazione prendiamo la metropolitana per Placa de Catalunya e vediamo le ramblas alla luce del sole! Placa de Catalunya rappresenta il cuore pulsante della città mentre quella che oggi è l’arteria principale della città vecchia era una volta il letto di un torrente. I cinque viali che la compongono, e che si susseguono cambiando nome, sono percorsi ogni giorno da un flusso ininterrotto di passanti. Le ramblas sono diventate, così, il palcoscenico di uno spettacolo gratuito, una vetrina variegata di umanità.
 
 

 
Rambla, termine casigliano comunemente utilizzato per indicare un viale da passeggio di una città, deriva dall’arabo rami e significa sabbia. In origine si riferiva ai fossati che attraversavano diverse città della regione: asciutti per la maggior parte dell’anno, si riempivano solo in occasione di forti precipitazioni. Il vocabolo, ha poi dato vita al verbo catalano ramblejar, ovvero passeggiare!
Nota curiosa: i barcellonesi passeggiano tenendo rigorosamente la destra. È questa una regola curiosa ma inderogabile e conviene adattarcisi subito se non si vuol venire investiti o riconosciuti immediatamente come turisti!
A metà ramblas entriamo nel Barrì Gòtic, il cuore della città vecchia che si avviluppa in un dedalo di stradine tortuose che poi si aprono improvvisamente in affascinanti piazzette. Giungiamo così alla Cattedrale, che rappresenta uno dei migliori esempi dell’architettura gotica catalana. Con immenso dispiacere dobbiamo accontentarci di visitare l’interno: l’imponente facciata e l’ardita guglia sono infatti coperte da impalcature!
Ci rifacciamo camminando sotto i portici del chiostro delle oche, con al centro la fontana muscosa.
 
Subito dopo ci spostiamo di poco nella Placa del Rei, piazza tipicamente medioevale, fiancheggiata dal Palau Reial, ex residenza reale. Entriamo nel Museu d’Història de la Ciutat in cui possiamo ammirare gli estesi scavi della Barcelona romana!
 

 
Per pranzo ci dirigiamo in Placa de Sant Jume, il centro storico e politico della vecchia città, su cui dominano fronteggiandosi la Casa de la Ciutat (il comune) e il Palau de la Generalitat.
Dopo il panino altra brutta sorpresa: il Palau Guell è tutto impacchettato e chiuso per restauri! Ma questa è proprio sfortuna!!
Veniamo ripagati dalla possibilità di poter entrare nel Palau de la Generalitat aperto eccezionalmente in occasione della festa nazionale.

Abbiamo così l’opportunità di scoprire un meraviglioso palazzo che si sviluppa attorno a un affascinante cortile, detto cortile degli aranci.
 
Con un po’ di fatica troviamo la nostra meta successiva: il MACBA, ovvero il Museu d’Art Contemporanei de Barcelona.

Inutile dire che era chiuso così dobbiamo vederlo solamente da fuori. Concordiamo con le critiche che hanno battezzato l’inaugurazione di questo museo di Richard Meyer nel 1995. Effettivamente l’edificio, completamente bianco, imponente e troppo moderno, non trova nessun dialogo con il quartiere in cui sorge, caratterizzato da un reticolo di vicoli e viuzze alquanto degradato.
 
Ritornati sulle ramblas le ripercorriamo fino al porto, passando per il Museu Marìtim e per la statua di Cristoforo Colombo indicante le Americhe. Saliamo in cima con un microscopico ascensore, e tra gli spintoni ammiriamo la vista di Barcelona dall’alto! Ecco il Port Vell, il porto vecchio, nostra prossima destinazione!

 
Prima del 1992 queste erano zone molto degradate e malfamate della città. Con le Olimpiadi sono state radicalmente trasformate, diventando la prosecuzione ideale sul mare della ramblas (e infatti si chiamano Ramblas del Mar).
Una breve visita al centro commerciale MareMagnum, al cinema IMAX e all’Aquàrium prima di prendere il bus 17 per tornare in albergo.
 
Alla sera siamo ansiosi di vedere la Font Màgica del Montjuc .. che ovviamente troviamo spenta! Anzi tutto il quartiere è spento, poco frequentato, decisamente non turistico nonostante quello che scrivono tutte le guide della città! Proviamo ad andare alla Sagrada Famiglia sperando in miglior fortuna … ma niente! Anche quella zona è decisamente poco frequentata di sera e stravolti ci sediamo nel primo bar per cenare a base di tapas (si! Siamo recidivi!).
 
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lunedì, 18 settembre 2006
 

Resoconto delle vacanze:Ribera e Port Olimpic.

Ancora stravolti dal viaggio ci buttiamo giù dal letto ansiosi di scoprire Barcellona! Il programma per oggi prevede la zona della Ribera e del Port Olimpic

 

Prima meta è il Palau della Musica Catalana. Con qualche difficoltà troviamo questo magnifico palazzo: ci rendiamo conto che non è solo un tempio della cultura catalana ma anche una testimonianza esemplare del più estroso stile modernista. Ci azzardiamo a fare una fotografia al vestibolo interno e in meno di un minuto siamo accerchiati dalle guardie che, in tono minaccioso, ci dicono che non si possono fare foto! Che peccato! L’interno è un vero trionfo di decorazioni: rose, gigli e fiori si avviluppano alle colonne e serpeggiano lungo il soffitto e le vetrate!

L’unico modo per visitare il palazzo è con la guida in lingua (prezzo 12,80 con la Barcelona Card)  e così ci adattiamo a una spiegazione in inglese. La ragazza che ci introduce nella prima sala parla abbastanza bene ed è facile anche per me capire tutto. Scopriamo tantissimi particolari davvero suggestivi fino al momento culminante della visita, ovvero quando veniamo introdotti nella sala dei concerti.

Inutile dire che siamo immediatamente rapiti dal soffitto, con al centro il famoso lucernario blu e giallo-oro.

Usciti ci scateniamo con le foto della facciata (ma le vie strette non ci rendono il compito molto facile) ma cerchiamo comunque di rendere in foto la magnificenza della facciata, arricchita da colonne, archi, piastrelle di ceramica, busti di Bach, Beethoven, Palestrina e Wagner.

 

 

Dopo aver visitato, ovviamente, anche il bookshop, ci dirigiamo verso la prossima meta, ovvero la Basìlica de Santa Maria del Mar passando per l’Arc de Triomf e il Museu Picasso (ma la fila chilometrica per entrare ci scoraggia in partenza!).

Visitiamo la basilica verso mezzogiorno e ammiriamo subito la sua asciutta eleganza data dall’essenzialità della sua architettura che rappresenta un vertice dell’architettura catalana del XIV secolo.

E’ ora del pranzo così ci sediamo nella suggestiva piazzetta antistante la chiesa: siamo ansiosi di assaggiare le famose tapas! Scopriamo a nostre spese che “tapas” è qualsiasi cosa servita in porzioni micro a prezzi macro! Beh però sono da provare e riusciamo a ordinare qualche tapas tipicamente catalana!

Ben rifocillati facciamo 4 passi nel Parc de la Ciutadella, oasi verde molto tranquilla sede dell’Esposizione Universale del 1888. All’ombra delle palme siamo, però, disturbati dai lavori che fervono praticamente in tutta la città per preparare piazze e vie alla grande festa che ci sarà l’indomani, 11 settembre, festa nazionale catalana!

Le bandiere giallo-rosse si stanno moltiplicando a vista d’occhio e in ogni dove sorgono gazebi e pedane per spettacoli di piazza!

Dopo aver visto la monumentale fontana (ovviamente spenta!) al cui progetto partecipò Gaudì puntiamo al Port Olimpic attraversando il quartiere di Barceloneta.

La “piccola Barcelona” è il quartiere marittimo della città: un alveare di animate viuzze fiancheggiate da case un tempo abitate da pescatori, in cui si respira la tipica atmosfera mediterranea.

Da lontano vediamo subito la sagoma dei moderni palazzi del Port Olimpic e del gigantesco pesce di rame di Frank Ghery.

 

 

Sulla via del ritorno ripassiamo al Museu Picasso sperando di avere fortuna e per una volta siamo accontentati: la lunga fila è solo un brutto ricordo e in pochi minuti entriamo (prezzo 3,00 sempre con la Barcelona Card)! Le sale sono a nostra completa disposizione ma rimaniamo un po’ delusi dalle opere esposte. L’esposizione permanente è divisa in ordine cronologica ma la maggior parte delle opere sono schizzi preparatori e disegni minori. No no .. proprio non ci siamo!!

 

Alla sera decidiamo di fare un giro al Passeig de Gracia, elegante via residenziale della borghesia benestante,  per ammirare le estrose realizzazioni di Gaudì e non solo!

Per oggi basta: siamo veramente stravolti! A nanna perché domani sarà un’altra giornata pesante!
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domenica, 17 settembre 2006
 

Resoconto delle Vacanze: la partenza.

Con questo post inizio una serie di interventi per riassumere brevemente la mia vacanza a Barcelona. Una volta terminata la serie sarà disponibile in versione integrale correlata da numerose fotografie su thelinusworld.

  

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Ovviamente riesco ad arrivare in ritardo anche il primo giorno di vacanza! L’appuntamento è alle 9.15 a Cadorna per prendere il Malpensa Express, prima tappa del lungo viaggio che ci porterà, finalmente, a Barcellona, anzi a Barcelona!

Arrivo, però, giusto in tempo per farmi chiudere le porte del treno in faccia! Così, dopo mezz’ora d’attesa saliamo e in 40 minuti arriviamo all’Aeroporto Intercontinentale della Malpensa.

Dopo aver scaricato le valigie al check in facciamo un breve giro al dutry free con immancabile visita al reparto “cioccolato & co”.

La paura per il volo è già tanta e aumenta esponenzialmente alla vista del nostro aereo pronto sulla pista!

Partiamo in perfetto orario e il volo è abbastanza agitato: si balla parecchio ma per fortuna atterriamo senza problemi!

Finalmente tocchiamo il suolo spagnolo .. opss volevo dire catalano! (guai a dire che Barcelona è in Spagna!!).

Arrivo in albergo abbastanza traumatico! Da poche settimane è attiva la nuova linea R10 della Renfe (la società di trasporti ferroviari catalana) che non passa più da Placa Catalunia (centro pulsante di Barcelona) così dobbiamo cambiare 2 metropolitane e ci imbattiamo subito in una grandissima pecca di questa città: la temperatura delle banchine di attesa si aggira sui 40° mentre sui treni si toccano a malapena i 10° ed inoltre per passare da una linea all’altra si deve camminare anche per oltre 3 isolati tra un saliscendi continuo (ma le scale mobili sanno cosa sono??).

Stremati apriamo la porta della nostra camera (405) e sorpresa: la stanza è veramente bella! Spaziosa, pulita con un grande bagno … dotato persino di vasca idromassaggio!! (il pensiero di un idromassaggio mi dava forza nei lunghi pomeriggi in giro per la città!).

 

Ovviamente non possiamo riposare così ci armiamo di cartina e di macchina fotografica e ci dirigiamo verso la nostra prima destinazione: TIBIDABO!

Dista poco dal nostro albergo e il tragitto lo facciamo prima su uno storico tram blu che si arrampica sulla collina e poi con una funicolare che sale fino in cima al monte dietro Barcelona.

 

 

La vista è spettacolare, peccato per un poco di foschia che non rende la visuale completamente nitida ma non ci demoralizziamo di certo!

 

 

Qualche foto al Sacro Cuore (chiesa molto simile alla più famosa omonima chiesa parigina e che poi vedremo praticamente in ogni dove della città) e poi ci dirigiamo alla Torre del Collserola, alta 268 metri, progettata dall’architetto Norman Foster in occasioni delle Olimpiadi.

 

 

Per entrare ci scortano come se stessimo varcando la sede della CIA, passato l’immancabile metal detector con un ascensore panoramico raggiungiamo in breve la sommità della torre da cui, praticamente soli, godiamo di una magnifica vista che spazia dalle colline fino al mare e possiamo renderci conto di quante attrattive dovremo visitare nei prossimi giorni!

 

Come primo assaggio della città è stato molto soddisfacente, quindi capatina in albergo per provare l’idromassaggio (!!!) e poi via di corsa sulle rambla per assaporare la movida notturna catalana.

Il viale non è granché … ma è un vero e proprio fiume in piena di gente!

Ora però basta fotografare, c’è qualcosa di assolutamente impellente: lo stomaco reclama la pappa!

 

Ceniamo (dopo oltre 40 minuti di attesa) in un ristorante suggeritoci da esperte barcellonesi e gustiamo ovviamente la paella e la crema catalana!

 

Basta .. non ce la facciamo più, urge dormire .. ma non troppo perché fremiamo dalla voglia di scoprire questa viva città!

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A Milano

Eccomi tornato dalle vacanze. Non so per quale motivo ma l'ultimo post che ho scritto per salutare i miei affezionati visitatori venerdì 8 settembre non è stato pubblicato.

Nonostante sia a Milano da poco più di 12 ore mi sembra di essere partito mesi fa! Qui è tutto esattamente come l'ho lasciato, che peccato!!

A breve farò un resoconto delle mie vacanze catalane .. per il momento devo scaricare le oltre 1500 foto che ho scattato!

postato da vanpeltmi | 15:35 | commenti (2)
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venerdì, 08 settembre 2006
 

¡Estoy llegando!

Finalmente si parte!

Il blog rimarrà chiuso per ferie per una settimana .. so che sentirete la mia mancanza ma per favore, non strappatevi i capelli per la disperazioni .. fra poco torno!!

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¡Estoy llegando!

Cuenta atrás  - 1!!!

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giovedì, 07 settembre 2006
 

¡Estoy llegando!

Cuenta atrás  - 2

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